Il sorriso del fenicottero
by Stephen Jay Gould
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Stephen J. Gould è scienziato conosciuto in tutto il mondo per le sue ricerche di paleontologia e per essere il caposcuola della “teoria degli equilibri punteggiati”, un’interpretazione nuova della teoria evoluzionistica che va riscuotendo sempre più credito nella comunità scientifica e che sostiene un andamento “a salti” del cammino evolutivo, con lunghi periodi di relativa normalità punteggiati da momenti di attività intensa e a volte catastrofica. Ma Gould è anche un grandissimo divulgatore, tra i pochissimi capaci di conciliare rigore e piacere della lettura, “vero re Mida, sotto il tocco della cui penna... si tramutano in oro i più nascosti animaluzzi del creato, i più strampalati sgorbi di natura” (M. Piattelli Palmarini).
Questa nuova raccolta riunisce trenta articoli e saggi brevi che trattano gli argomenti più svariati e, apparentemente, stravaganti: il macabro pasto della vedova nera; Rita e Cristina, gemelle siamesi dall’incerta identità; un’improbabile teoria del passato che tentava di conciliare scoperte geologiche e Creazione divina; una venere ottentotta che fu la meraviglia vivente all’inizio dell’Ottocento; il braccio nera della bianca Hanna West; meduse, dinosauri... E altro ancora, come il misterioso sorriso che inaspettatamente compare se capovolgiamo l’immagine del fenicottero: una metafora forse (oltre che rarissimo esempio di inversione funzionale di una struttura anatomica) per dire che l’austera scienza della natura, sotto una penna brillante, può rivelarsi un’affascinante avventura, capace di coinvolgere anche il lettore più distratto.

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ruforufo wrote a review
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l'asino di buridanol'asino di buridano wrote a review
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ClaudiaClaudia wrote a review
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Ho letto questa interessante raccolta di saggi molto lentamente, sia perché ogni singolo saggio richiedeva attenzione e riflessione, sia per il font troppo piccolo che non facilitava la fruizione.
Ad ogni modo, Gould è stato un paleontologo d'eccezione, nonché una mente illuminata. Lo scorrere dei suoi scritti lascia in eredità un importante concetto: in natura, come nella vita, non esistono dicotomie radicali, ma un continuum di variazioni di forme tra un estremo e l'altro, tutte valide e tutte funzionali all'ambiente in cui vivono così come necessarie allo svillupparsi della storia della vita. Ed è proprio da questo sviluppo che lo studioso traccia un filo conduttore, scandagliando in lungo e in largo la natura e gli esiti delle sue ricerche, mettendo sempre in dubbio la bontà dei suoi presupposti e stabilendo un approccio sensato e democratico nei confronti della realtà. La vera scienza non può costruire realtà storiche ipotetiche partendo da convinzioni teoriche inalienabili (come è sempre accaduto in verità), ma deve analizzare i dati e i reperti escludendo le teorie che vengono disconfermate dagli studi, procedendo in modo aperto e valutando possibili rivoluzioni tassonomiche e teoriche. Il pensiero di Gould abbraccia per estensione il rispetto per qualunque minoranza, compreso nel mondo umano e, a tal proposito, ho trovato fantastici i saggi sull'inesistenza delle diversità razziali, partendo proprio da studi antropologici, biologici e paleontologici.
Ne consiglio la lettura che, seppur non semplice a tratti, è foriera di un atteggiamento speculativo corretto: in buona sostanza non esiste la diversità, ma la varietà.