Il telefono senza fili
by Marco Malvaldi
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"'Ora, Ampelio, secondo lei io mi metto a parlare del caso qui, al bar, di fronte a tutto il paese?'. 'Come, tutto il paese? Ci siamo solo noi quattro'. 'Appunto' confermò la commissaria". Ma in realtà tra la giovane commissaria Alice Martelli e i quattro vecchietti del BarLume s'è creato un feeling operativo. Il pettegolezzo come sistema investigativo trova una riconosciuta efficacia. È successo che Vanessa Benedetti è scomparsa. Venuta da fuori, dalla "lontana" Umbria, gestisce col marito Gianfranco, da cui ha divorziato per motivi fiscali, uno zoppicante agriturismo. Un giorno ordina chili e chili di carne, ma i tedeschi suoi ospiti pranzano regolarmente al Bocacito, il ristorante di uno dei pensionati. Poi svanisce nel nulla. Questo basta ai vecchietti per saltare al thriller: Vanessa uccisa dal marito che si è liberato del corpo. Tutte farneticazioni di anziani perdigiorno? A moltiplicare le ipotesi infinite che rimbombano nel BarLume, spunta una svolta imprevista. Atlante il Luminoso, un cartomante di successo, che aveva pronunciato da una televisione privata la sua preveggente verità sul caso Vanessa, viene ritrovato cadavere. Assassinio o suicidio? Nonostante la canicola a Pineta, i vecchietti del BarLume, con l'interprete investigativo delle loro maldicenze Massimo il barrista, sono in forma smagliante per dissolvere ogni dubbio, con l'arma della battuta letale e della rissa verbale, nel loro nuovo mistero.

Alessandro Mazza's Review

Alessandro MazzaAlessandro Mazza wrote a review
01
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Poco giallo al BarLume
Il quinto romanzo della serie del BarLume conferma pregi e difetti dei suoi predecessori. I pregi stanno soprattutto nella scrittura di Malvaldi, sempre piacevole e divertente. L’autore è particolarmente abile nella creazione dei dialoghi tra i vecchi pensionati che stazionano perennemente nel bar di Massimo: sembra davvero di sentirli imprecare e scherzare, fare osservazioni serie e meno serie nell’inconfondibile dialetto toscano. E, dialetto a parte, sembra di veder descrivere i vecchi pensionati che stazionano nei bar di tutta Italia (o del mondo?).
I difetti stanno soprattutto nella costruzione del romanzo giallo vero e proprio: l’intrigo è soffocato dalle chiacchiere da bar e si sviluppa in maniera troppo lenta e discontinua. La soluzione finale appare un po’ affrettata e, per quanto a suo modo intrigante, mi sembra nel complesso non del tutto credibile. Malvaldi non ha però mai brillato per la complessità dell’intrigo poliziesco che non è il punto forte dei suoi romanzi.
Un altro punto un po’ dolente è il nuovo personaggio, il commissario Alice Martelli, giunta a Pineta per sostituire il commissario Fusco: la sua complicità con i quattro vecchi, appare un po’ forzata e quella con Massimo fa un po’ cliché. Come sempre Malvaldi sembra un po’ compiaciuto nell’inserire qualche spiegazione scientifica nella narrazione: qui le digressioni appaiono meno cacciate a forza che altrove, ma si ha comunque la sensazione di un autore che vuole istruire o far vedere che ne sa.
Il titolo fa riferimento alle chiacchiere che, come nel gioco omonimo, girano rapidamente da una persona all’altra e che sono proprio ciò che dà inizio alla narrazione. Infatti, quando Vanessa Benedetti scompare all’improvviso dopo aver comprato una grande quantità di carne, l’intero paese, a partire dal quartetto di vecchi, sospetta che l’ex-marito e convivente l’abbia ammazzata. In un epoca di televisione e di social network le chiacchiere girano in modo ancora più rapido. I sospetti crescono ulteriormente quando “Atlante il Luminoso”, celebre cartomante locale, viene trovato morto, apparentemente suicida, dopo aver fatto capire che potrebbe sapere qualcosa sulla scomparsa. Dopo una serie di colpi di scena, Massimo ha un intuizione che lo porta a scoprire, come sempre, la soluzione.
Il telefono senza fili è senza dubbio una lettura piacevole, adatta ad impegnare qualche ora di lettura, divertendosi (ma non senza qualche spunto di riflessione). Chi vuole soprattutto reincontrare il Barrista Massimo, Aldo, Ampelio, Pilade e il Rimediotti si divertirà senza dubbio, chi cerca qualche cosa di più, dal punto di vista del romanzo, resterà probabilmente un poco deluso.
Alessandro MazzaAlessandro Mazza wrote a review
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Poco giallo al BarLume
Il quinto romanzo della serie del BarLume conferma pregi e difetti dei suoi predecessori. I pregi stanno soprattutto nella scrittura di Malvaldi, sempre piacevole e divertente. L’autore è particolarmente abile nella creazione dei dialoghi tra i vecchi pensionati che stazionano perennemente nel bar di Massimo: sembra davvero di sentirli imprecare e scherzare, fare osservazioni serie e meno serie nell’inconfondibile dialetto toscano. E, dialetto a parte, sembra di veder descrivere i vecchi pensionati che stazionano nei bar di tutta Italia (o del mondo?).
I difetti stanno soprattutto nella costruzione del romanzo giallo vero e proprio: l’intrigo è soffocato dalle chiacchiere da bar e si sviluppa in maniera troppo lenta e discontinua. La soluzione finale appare un po’ affrettata e, per quanto a suo modo intrigante, mi sembra nel complesso non del tutto credibile. Malvaldi non ha però mai brillato per la complessità dell’intrigo poliziesco che non è il punto forte dei suoi romanzi.
Un altro punto un po’ dolente è il nuovo personaggio, il commissario Alice Martelli, giunta a Pineta per sostituire il commissario Fusco: la sua complicità con i quattro vecchi, appare un po’ forzata e quella con Massimo fa un po’ cliché. Come sempre Malvaldi sembra un po’ compiaciuto nell’inserire qualche spiegazione scientifica nella narrazione: qui le digressioni appaiono meno cacciate a forza che altrove, ma si ha comunque la sensazione di un autore che vuole istruire o far vedere che ne sa.
Il titolo fa riferimento alle chiacchiere che, come nel gioco omonimo, girano rapidamente da una persona all’altra e che sono proprio ciò che dà inizio alla narrazione. Infatti, quando Vanessa Benedetti scompare all’improvviso dopo aver comprato una grande quantità di carne, l’intero paese, a partire dal quartetto di vecchi, sospetta che l’ex-marito e convivente l’abbia ammazzata. In un epoca di televisione e di social network le chiacchiere girano in modo ancora più rapido. I sospetti crescono ulteriormente quando “Atlante il Luminoso”, celebre cartomante locale, viene trovato morto, apparentemente suicida, dopo aver fatto capire che potrebbe sapere qualcosa sulla scomparsa. Dopo una serie di colpi di scena, Massimo ha un intuizione che lo porta a scoprire, come sempre, la soluzione.
Il telefono senza fili è senza dubbio una lettura piacevole, adatta ad impegnare qualche ora di lettura, divertendosi (ma non senza qualche spunto di riflessione). Chi vuole soprattutto reincontrare il Barrista Massimo, Aldo, Ampelio, Pilade e il Rimediotti si divertirà senza dubbio, chi cerca qualche cosa di più, dal punto di vista del romanzo, resterà probabilmente un poco deluso.