Il tempo del diavolo
by Glenn Cooper
(*)(*)(*)(*)( )(57)
Dalla finestra della sua nuova casa per le vacanze, Jesper Andreason guarda il mare nero lambire la costa della Calabria. La moglie e le due figlie dormono, e lui pensa a quanto gli mancheranno domani, quando dovrà rientrare negli Stati Uniti per un impegno di lavoro. Ma Jesper non arriverà mai in aeroporto. La mattina dopo, i domestici trovano la villa deserta. Non ci sono segni di effrazione e non è stato rubato niente. Nemmeno le ingenti risorse messe a disposizione dal nonno, il miliardario Mikkel Andreason, riescono ad aiutare le autorità a fare luce sul mistero. L'intera famiglia è svanita nel nulla. Quattro anni dopo, all'improvviso, le sorelle Andreason ricompaiono in quella stessa villa. Gli ingressi non sono stati forzati, le finestre sono chiuse dall'interno e le bambine non hanno nessun ricordo di cosa sia successo. Ma non è solo questo a sconvolgere Mikkel, bensì un altro fatto, ancora più inquietante: le nipotine non sono cresciute di un giorno. Per loro, il tempo non è passato. Nel giro di poche ore, la notizia fa il giro del mondo e si scatenano le teorie più audaci. Qualcuno sostiene si tratti di un miracolo, altri che sia una maledizione, soprattutto dopo la scoperta che entrambe le bambine sono affette dalla stessa forma di leucemia. Nessuno può immaginare che la verità, forgiata nel fuoco e nel sangue, si nasconda là dove la nostra speranza più ardita incontra la nostra paura più profonda...

Andrea F.'s Review

Andrea F.Andrea F. wrote a review
01
(*)(*)(*)( )( )
Una storiella piacevole, ma niente di più
Ogni tanto, quando ho voglia di una lettura facile facile con belle idee di fondo, leggo Cooper. Stavolta mi è piaciuto meno del solito, appunto perché l'idea di partenza è sicuramente una delle meno intriganti partorite dall'autore. Lo sviluppo ha qualche elemento di novità, pur rimanendo saldamente entro i binari del thriller d'azione americano. Il fatto che, per esempio, il cattivone compaia piuttosto avanti nel romanzo, è una bella novità. Anche il buono alcolista, per gli standard degli eroi perfetti e luminosi ai quali ci ha abituato, non è male. Il finale non è solo prevedibile ma quasi obbligatorio, tuttavia riserva qualche sorpresa "laterale" che lo rende meno deludente del solito. Per il resto, però, la storia è un po' piatta, non mancano la bella gnocca e il killer spietato, e a parte il protagonista tutti i personaggi sono stereotipati, bidimensionali, poco credibili. La scrittura è come sempre chiara, semplice, fin troppo anglosassone. In definitiva, una storiella che si legge piacevolmente, ma niente di più.