Il tunnel
by André Lacaze
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PaoloPaolo wrote a review
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Ieri, mettendo ordine tra gli scatoloni dei libri in soffitta, mi scappa fuori questo libro di Lacaze, prezzo in Lire, edito dal Club degli Editori, risalente ormai a quasi quaranta anni fa, credo. Romanzi o libri nella mia vita ormai ne ho letti tanti e di tanti ne ho perso la memoria: non mi ricordo trama, personaggi, scrittura, niente. Scivolati via nel fiume dei ricordi cancellabili. Ma di questo romanzo che ho ora tra le mani, subito mi ha assalito una valanga di sensazioni. La prima domanda è stata cosa ci faceva questo libro tra i romanzi in soffitta. Merita un "posto al sole" nella libreria e molto probabilmente una rilettura. Il mio consiglio è semplice: ormai fuori stampa da anni se ne avete l'occasione cercatelo nelle cantine, spulciate gli usati, consultate le biblioteche. Per la trama, dopo tutti questi anni, mi rimetto alla sovracopertina

"Il tunnel è un libro-verità, anche se la scrittura sembra quella di un romanzo. E' la testimonianza del calvario vissuto da trecento deportati francesi usciti dall'inferno di Mathausen per andare a costruire, al confine tra Austria e Jugoslavia, un tunnel strategico destinato, secondo le intenzioni di Hitler, al facile e comodo passaggio di carri armati tedeschi attraverso i monti Karawanken. Un mattino di primavera del 1943 questi trecento, scelti perchè i più robusti dei 2500 deportati francesi, si avviano al loro piccolo lager di Loibl-Pass. Spicca tra loro un ragazzo della "mala" , un pò magnaccia, un pò borsanerista: Paul Chastagnier, Paulo per gli intimi. Non un patriota, dunque, ma uno, anzi, che ai patrioti dice: " Se non fosse per voi, non ci troveremmo qui". E' lui il vero protagonista del libro, un protagonista di estrema umanità, tanto più profonda in quanto priva di ogni retorica nazionalista. Gli è pure estranea quella della stessa mala, largamente rappresentata a tutti i livelli nella squadra che eseguirà il tunnel fra senti incredibili, terrore di essere rispediti a Mathausen, pallottole dei mitra delle SS che giocano a uccidere per uccidere. Ma ad ogni calvario segue una resurrezione: che non è solo quella di Paulo, il cui riscatto si compie tra gli stenti, il terrore e i mitra pazzi e
Non a Hitler, infatti, verrà consegnato il tunnel, ma ai partigiani di Tito, dopo due anni di ininterrotto lavoro. Un lavoro dunque che è speranza e salvezza. Questo libro è tutto vero, come veri sono i suoi personaggi, ai quali, per ragioni facilmente intuibili, sono stati mutati i nomi. Con una sola eccezione: quella del patriota Andrè Menard, caduto con le armi in pugno, tra le file dei partigiani in uno scontro coi nazisti.
Moma77Moma77 wrote a review
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