Il velo dell'ordine
by Alfred Brendel
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Alfred Brendel è uno dei maggiori pianisti veneti viventi, ma è anche un acuto saggista, che ha analizzato in numerosi scritti questioni musicologiche ardue e sottili. Ora, con "Il velo dell'ordine", ha deciso di far confluire questi due aspetti, scrivendo un libro che è insieme la ricostruzione di ... More

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AsclepiadeAsclepiade wrote a review
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Il caos, secondo un’immagine molto pregnante creata da Novalis, nell’arte deve sempre tralucere dietro il velo dell’ordine: e l’immagine ricorre più volte nelle parole di Alfred Brendel in questo libro-intervista con Martin Meyer, molto coinvolgente non solo perché dà conto delle scelte di repertorio e di stile del grande pianista austriaco (che ho avuto la gioia di ascoltare più volte anche in concerto) ma anche perché ricchissimo d’osservazioni sulla storia della musica (e della cultura in genere, dato che Brendel è un uomo di vaste conocenze artistiche e letterarie, e poeta egli stesso), sul carattere di molti compositori, sullo spirito delle loro opere, sul modo di accostarsi al testo musicale. Si tratta perciò d’un viaggio lungo e denso di scorci affascinanti, lungo il quale s’impara un po’ a conoscere Brendel come uomo e s’incontrano ad ogni pagina idee stimolanti sugli autori che formano il nucleo del suo repertorio: Bach, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Liszt, Schumann, Busoni, Schönberg. Ma se è d’enorme interesse capire le predilezioni di repertorio e d’interpreti (tre sono costantemente citati dal Nostro: Edwin Fischer, di cui è stato anche allievo, Wilhelm Kempff e Alfred Cortot; più Andreas Staier per il repertorio barocco; però Brendel è anche un fine ascoltatore di musica vocale ed orchestrale, e sono molto profonde le sue annotazioni su alcuni direttori del passato, in primis Furtwängler), neanche le intolleranze e le antipatie rimangono mere curiosità o attestazioni di gusto personale, giacché il pianista austriaco quasi sempre le motiva con rilievi che rinviano direttamente ad una concezione vasta ed articolata ma coerente dell’arte musicale. Scopriamo così, ad esempio, che ammira Chopin anche se l’ha sempre eseguito poco, mentre gli autori russi sono in genere molto lontani dalla sua concezione della musica; quanto ai suoi colleghi che non gli piacciono, scopro con grande soddisfazione che c’è anche un illustre personaggio come Brendel a non condividere la generale idolatria verso Glenn Gould: poiché di Gould sono sempre stato un estimatore piuttosto tiepido, la cosa mi consola.
rabbitrabbit wrote a review
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traduzione gabrio taglietti