Il vicolo delle cause perse
by Claudio Paglieri
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Barbara Ameri, 25 anni, segretaria di un broker, viene trovata agonizzante in ufficio dal suo capo. La testa fracassata. Morirà poche ore dopo. Quella mattina era andata al lavoro più presto del solito.
Marco Luciani, anoressico e incorruttibile commissario della polizia di Genova, ha appena dato le
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zombie49zombie49 wrote a review
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Ispirato a fatti di cronaca
Barbara, giovane segretaria di un noto broker, è trovata sul pavimento del suo ufficio, la testa fracassata con un oggetto contundente portato via dall’assassino. Il commissario Luciani, che ha già consegnato la lettera di dimissioni al suo capo, è ufficialmente in ferie, e le indagini sono svolte dal suo vice, l’ingegner Giampieri. Il caso si rivela subito complicato: l’assassino non può essere andato lontano, forse è un inquilino dello stabile, e sono coinvolte persone importanti. Presto ci sono altre morti sospette, e Luciani, quasi suo malgrado, non può disinteressarsi al caso. Storia magistrale, tesississima, avvincente, fino alle deludenti cinquanta pagine finali. Il racconto diventa confuso, intricato, con troppi morti, troppi assassini, moventi deboli. L’inconsueta e improbabile arma dell’ultimo delitto sembra tratta da un film di James Bond. Si sa che nei gialli un omicidio tira l’altro, ma Paglieri qui esagera: con qualche inutile morto in meno questo romanzo sarebbe stato un capolavoro assoluto della letteratura poliziesca. A mio avviso una storia deve essere lineare e credibile x avere attinenza con la realtà. Paglieri è un giornalista scrittore e alla realtà s’ispira: non è difficile intravvedere nel romanzo fatti di cronaca nera, sia pure opportunamente modificati, gialli irrisolti che hanno sconvolto e appassionato l’Italia. Da cronista, Paglieri è più bravo a descrivere che a inventare: stupendi i bozzetti sulla vita quotidiana dei poliziotti e di Luciani, il suo rapporto di amore odio con il padre morente, il dolore dei parenti delle vittime, il rancore e la paura di chi in qualche modo si sente diverso ed emarginato dalla società, la cinica spietatezza dei potenti. Purtroppo sono solo tratteggiate le figure femminili, viste come oggetti erotici, sia pure funzionali al racconto. Una storia che fa sorridere e riflettere, perché mai si può conoscere tutta la verità. Intrigante x me ligure l’ambientazione a Genova.
giumorkgiumork wrote a review
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Simone CSimone C wrote a review
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As1971 As1971 wrote a review
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