In viaggio con Erodoto
by Ryszard Kapuscinski
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Kapuściński si prende un momento di pausa e riflessione e ripercorre le proprie vicende, raccontando retroscena finora ignorati delle sue storie: dall’infanzia povera a quando, fresco laureato, venne mandato allo sbaraglio prima in ...

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Luca De SantisLuca De Santis wrote a review
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Inaspettatamente adatto per tutti
Non mi considero un grande lettore, non ho letto molti classici e mi annoio facilmente leggendo cose che per altri sono cult.
Quindi ho iniziato a leggere questo libro quasi già preparato ad abbandonarlo a metà non essendo un libro di narrativa "classica".
Ma le vicende raccontate, che siano di Erodoto o dell'autore (di cui, per amore della mia tastiera, non trascriverò il nome) sono sempre enormemente coinvolgenti. Scrivo questa recensione ad un anno di distanza dalla lettura, ma vi posso garantire che alcuni frammenti sono ancora impressi nella mia memoria: come il racconto del teatro africano (mi sembra) improvvisato a cui assiste l'autore, le vicende di violenza e crudeltà inaudite dei greci che commettevano tanto contro i nemici quanto contro i propri cari (anche a ripensarci ora mi stupisco delle barbarie che vengono raccontate da Erodoto e che, per rimanere sull'onda del libro, ho intenzione di considerare semi-realistiche, se leggerete il libro capirete perchè).

Se leggete una qualsiasi recensione chiunque potrà parlarvi del parallelismo tra l'autore ed Erodoto raccontato nel libro: due giornalisti di epoche diverse che viaggiano per il mondo.
Ma ciò che più mi ha divertito leggendo è la curiosità quasi infantile che lo stesso autore esprime nel leggere/raccontare le Storie che avrebbe chiunque legga certe vicende considerandole vere. è bello sapere che anche uno scrittore del suo calibro si faccia le stesse domande che si può fare uno studente delle superiori, ed è bello poter affrontare queste domande e sviscerarle con la sua profondità ed esperienza.
è un libro che mette curiosità storica e geografica, e la non eccessiva ricchezza descrittiva lascia molto più spazio al vissuto dell'autore, tanto nella descrizione dei suoi viaggi (riprendendo l'esempio del teatro ricordo bene la sensazione che ebbi, ma non ricordo con precisione, come espresso sopra, neanche dove si stesse svolgendo e questa è una cosa che a me personalmente piace molto), quanto nella lettura delle Storie.
PS: io prima di leggere questo libro neanche sapevo chi fosse Erodoto, e nonostante tutto ho apprezzato tantissimo questo libro.
Consigliato
carlo albertocarlo alberto wrote a review
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carlo albertocarlo alberto wrote a review
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Maurizio A. R.Maurizio A. R. wrote a review
04
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Kapuscinski è stato uno dei grandi giornalisti di viaggio – “in viaggio” sarebbe meglio – del secolo scorso.
Per sensibilità`, acume e apertura mentale, oltre che per la passione per l’Asia, si può collocare accanto alla Grande Anima di quel genere letterario, cioè al nostro Tiziano Terzani. A differenza di questo, si tenne però ben stretta la grande erudizione classica (leggeva Erodoto in greco), e con essa costruì una visione del mondo che andò presto a cozzare con la sua formazione marxista di Polacco cresciuto sotto l’occupazione sovietica.
Questo cammino può somigliare a quello di Terzani, alla sua delusione del comunismo e al disinteresse verso la politica. Ma il distacco di Terzani, nell’ultima stagione della sua vita, fu filosofico e integrale, e quindi la sua ricerca divenne solo introspettiva.
Kapuscinski invece cercò sempre il filo conduttore della storia umana, interrogandosi sui moventi più profondi delle sue vicende, delle guerre, delle domande che gli uomini hanno continuato a porsi.
Il suo Viaggio con Erodoto è la rappresentazione di questo procedimento di indagine, o ricerca storica e antropologica.
Affascinato dalla inestinguibile curiosità e dal metodo del fondatore della storiografia, Kapuscinski cerca, attraverso le vicende narrate da quello, di dar vita ai suoi personaggi, di carpirne i sentimenti e le mozioni interiori.
Quasi come divagazioni parallele, ci serve invece dei pezzi di scuola sull’Africa post-coloniale, sulla Cina ancora segreta di Mao, sui prodromi di globalizzazione che i tentativi di disgelo est-ovest porteranno con loro.
Una bella lezione d’umanità e di giornalismo.