Inseguendo Cacciato
by Tim O'Brien
(*)(*)(*)(*)( )(68)
Cacciato è un militare americano, un fante del quale, quando sparirà, i suoi compagni scopriranno di non sapere neanche il nome di battesimo. Cacciato è un soldato, e poiché, come dice il poeta inglese Siegfried Sassoon nell'epigrafe del romanzo, "i soldati sono sognatori" - e si può ben immaginare che

All Reviews

10
Gauss74Gauss74 wrote a review
15
(*)(*)(*)(*)( )
Inseguendo Cacciato è uno di quei libri che non avrei scelto di persona (chissà perchè lòa guerra del Vietnam non mi ha mai attratto come tanti altri tragici eventi bellici), ma che ho deciso di leggere lasciandomi attrarre da alcuni bei commenti che ho trovato qui. Un buon libro, devo dire, anche se faccio fatica a credere che sia il miglior libro mai scritto su quella guerra, come dice la copertina.

La guerra del Vietnam, anche per ragioni biografiche, ha impreso un marchio sulla mia infanzia. Erano gli anni '80 e agli USA bruciava ancora, e tanto quella scottatura (qualcuno sostiene che non siano stati in grado di superarla neppure adesso). E nel tentativo di sedare il dolore e l'umiliazione hollywood ci bombardava di film, alcuni dei quali vuoti e di puro intrattenimento (come dimenticare il mitico Rambo), ma altri che sono stati degli autentici capolavori, penso a Full Metal Jacket o Apocalipse now. E penso anche a NAM, la prima e unica pubblicazione in fascicoli che la mia famiglia sia stata in grado di portare a termine spinta anche dalla forte polarizzazione politica che c'era in quegli anni su questo tema, nella quale la mia famiglia era caduta in pieno.

Ecco. "Inseguendo Cacciato" in un modo scritto molto bene, con un immaginario potente ma non fumettistico, mi ha restituito la stessa impressione di quegli anni: una guerra terribile ma ipnotica, che ha qualcosa di onirico, di sfuggente, di deviante, come visto sotto gli effetti di una droga. E non solo perchè gli anni sessanta sono stati e li ricordiamo come gli anni dello psichedelismo e della fuga dalla realtà, ma prorpio perchè il Vietnam per il soldato americano ha portato al massimo la spinta verso lo straniamento più totale. Il soldato americano non sapeva dov'era, non sapeva perchè stava combattendo, non sapeva chi stava combattendo e non sapeva come stava combattendo. I marines marciavano, sudavano, soffrivano le pene di un inferno verde, contavano i giorni per tornare, sognavano una fuga, morivano. E basta. Non c'era altro che il sopravvivere laggiù, è evidente che contro un avversario che era forse il più motivato che avessero incontrato nella loro storia non potevano vincere. Ed infatti non hanno vinto.

Fuggire, salvarsi. In ogni modo. Questo vuole fare il fante imprigionato nella guerra della giungla (e nella trincea? E nella steppa innevata?) fuggire anche attraverso il sogno, il delirio della droga. E credo che la storia di questo libro, che è la storia di un sogno dentro ad un sogno, la stroria di un inseguimento che è anche una fuga, che è anche una redenzione, renda molto bene ciò che ha reso il Vietnam una guerra abbastanza diversa da tutte le altre. Un sogno dentro ad un sogno dal quele emerge, improvvisa e brutale come una pugnalata, la guerra vera. Quella disumana, sanguinaria, sconvolgente. Come essere svegliati da una frustata, o da un secchio di acqua bollente.

Grande idea, ottimi i dialoghi, buone alcune le descrizioni, un po'annacquata la storia. Scene e caratteri ripetitivi che si snodano per un libro troppo lungo, caratterizzazione dei personaggi abbastanza marginale. Se fosse stato un po' meno lungo, se ci fosse stata magari un po' più di guerra, a costo di vedere tradito in minima parte il senso di straniamento e di fuga del fante che è il vero tema del libro, alle quattro stelle ci arrivava. Così, ad arrivare all'ultima pagina ho fatto un po' fatica.
ChángjǐnglùChángjǐnglù wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
Ferrucciocaputo Ferrucciocaputo wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
MarcoMarco wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
Donatella CapizziDonatella Capizzi wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)