Inverso
by William Gibson
(*)(*)(*)(*)( )(39)
Essere pagati per testare i videogiochi. È questo il sogno, giusto?
Per Flynne però diventa un incubo. Nel momento in cui accetta di sostituire il fratello Burton in una sessione di gioco, la ragazza si trova scaraventata in una realtà futura molto più “reale” che “virtuale”. E ben presto scopr
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pinnegialle's Review

pinnegiallepinnegialle wrote a review
02
(*)(*)( )( )( )
The Peripheral
William Gibson non è affatto uno scrittore semplice. Al contrario. La sua scrittura è difficile e tanto più difficile perché questa guarda e parla del futuro usando terminologia e idee che vi appartengono e che possono essere difficili da masticare se impreparati a questo tipo di forma di espressione. Per il resto è noto che parliamo di uno dei maestri del genere e che qui ritorna alla sci-fi diciamo cyberpunk più pura dopo incursioni in generi diversi. "The Peripheral" (2014) è un voluminoso romanzo che si basa su una grande intuizione, quella di "terzomondizzare" i passati alternativi del continuum e che l'autore ammette nei ringraziamenti di avere tratto da un racconto del 1985 di Bruce Sterling e Lewis Shiner. Ma questi non sono gli unici riferimenti, che dimostrano una cultura ricca e tra cui mi fa piacere menzionare John Foxx. La descrizione delle vedute di Londra, dice, sono tratte da una sia intervista al "Fortean Times" del 2011. La storia ad ogni modo è particolarmente complessa. Siamo in un futuro imprecisato dopo che il "jackpot", una serie di eventi disastrosi, hanno decimato la popolazione terrestre, che a questo punto si è comunque riorganizzata e viveva in una società nuova, ricca e benestante, ma di fatto priva di alcun contenuto di natura sociale e dove a fronte della ricchezza più totale, tutto conta sempre di meno. Potenti gruppi, li chiameremmo "poteri forti", inventano un modo per intercedere in un continuum temporale alternativo nel passato. In un passato che risale a tipo quarant'anni prima, prima del jackpot ma ad ogni modo molto avanti rispetto al nostro tempo. Va detto che ogni intervento in quel continuum non interferirà con il tempo presente effettivo, dando vita così a due processi differenti. Ma per tutti è una specie di gioco. La terzomondizzazione sta in effetti nell'uso strumentale di questo continuum, un mondo in piena decadenza e avviato in effetti verso la distruzione, e dove tutto si regge praticamente sul sistema del mercato delle droghe. Le persone vivono alla giornata e tra questi c'è anche la protagonista, Flynne, sorella del reduce di guerra Burton, esperto "giocatore" in sistemi di simulazione e esperienza ultrasensoriale avanzati e che costituiscono per loro la principale fonte di reddito. Proprio durante una di queste esperienze, Flynne assiste a un omicidio. La scena è più strana del solito, ma tutto sommato la considera parte della simulazione. E invece quell'omicidio è successo davvero in quel futuro che non fa parte del suo continuum. La vittima è la sorella di una celebrità che è praticamente una potente influencer e Flynne è l'unica testimone. Coinvolta suo malgrado, si ritroverà con il fratello e un gruppo di amici a giocare il tutto per tutto in una partita che a questo punto si giocherà su due continuum temporali e in cui lo stesso lettore per primo impiegherà non poco per orientarsi. Le verità sono rivelate con lo scorrere delle pagine e alla fine ogni passaggio della trama viene giustificato. Eppure se dovessi dare un voto alto a questo romanzo, non lo farei. La sua complessità è eccessiva e a un certo punto macchinosa, in alcuni punti il fascino cede alla voglia di andare avanti nella lettura fino alla fine e il piu presto possibile, ma perché la storia sembra non finire mai. Tutto questo effettivamente dispiace addirittura, ma di fatto o ne fate un oggetto di culto o la valutazione è giustamente non altissima.
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The Peripheral
William Gibson non è affatto uno scrittore semplice. Al contrario. La sua scrittura è difficile e tanto più difficile perché questa guarda e parla del futuro usando terminologia e idee che vi appartengono e che possono essere difficili da masticare se impreparati a questo tipo di forma di espressione. Per il resto è noto che parliamo di uno dei maestri del genere e che qui ritorna alla sci-fi diciamo cyberpunk più pura dopo incursioni in generi diversi. "The Peripheral" (2014) è un voluminoso romanzo che si basa su una grande intuizione, quella di "terzomondizzare" i passati alternativi del continuum e che l'autore ammette nei ringraziamenti di avere tratto da un racconto del 1985 di Bruce Sterling e Lewis Shiner. Ma questi non sono gli unici riferimenti, che dimostrano una cultura ricca e tra cui mi fa piacere menzionare John Foxx. La descrizione delle vedute di Londra, dice, sono tratte da una sia intervista al "Fortean Times" del 2011. La storia ad ogni modo è particolarmente complessa. Siamo in un futuro imprecisato dopo che il "jackpot", una serie di eventi disastrosi, hanno decimato la popolazione terrestre, che a questo punto si è comunque riorganizzata e viveva in una società nuova, ricca e benestante, ma di fatto priva di alcun contenuto di natura sociale e dove a fronte della ricchezza più totale, tutto conta sempre di meno. Potenti gruppi, li chiameremmo "poteri forti", inventano un modo per intercedere in un continuum temporale alternativo nel passato. In un passato che risale a tipo quarant'anni prima, prima del jackpot ma ad ogni modo molto avanti rispetto al nostro tempo. Va detto che ogni intervento in quel continuum non interferirà con il tempo presente effettivo, dando vita così a due processi differenti. Ma per tutti è una specie di gioco. La terzomondizzazione sta in effetti nell'uso strumentale di questo continuum, un mondo in piena decadenza e avviato in effetti verso la distruzione, e dove tutto si regge praticamente sul sistema del mercato delle droghe. Le persone vivono alla giornata e tra questi c'è anche la protagonista, Flynne, sorella del reduce di guerra Burton, esperto "giocatore" in sistemi di simulazione e esperienza ultrasensoriale avanzati e che costituiscono per loro la principale fonte di reddito. Proprio durante una di queste esperienze, Flynne assiste a un omicidio. La scena è più strana del solito, ma tutto sommato la considera parte della simulazione. E invece quell'omicidio è successo davvero in quel futuro che non fa parte del suo continuum. La vittima è la sorella di una celebrità che è praticamente una potente influencer e Flynne è l'unica testimone. Coinvolta suo malgrado, si ritroverà con il fratello e un gruppo di amici a giocare il tutto per tutto in una partita che a questo punto si giocherà su due continuum temporali e in cui lo stesso lettore per primo impiegherà non poco per orientarsi. Le verità sono rivelate con lo scorrere delle pagine e alla fine ogni passaggio della trama viene giustificato. Eppure se dovessi dare un voto alto a questo romanzo, non lo farei. La sua complessità è eccessiva e a un certo punto macchinosa, in alcuni punti il fascino cede alla voglia di andare avanti nella lettura fino alla fine e il piu presto possibile, ma perché la storia sembra non finire mai. Tutto questo effettivamente dispiace addirittura, ma di fatto o ne fate un oggetto di culto o la valutazione è giustamente non altissima.