Io mi fido di te
by Luciana Littizzetto
(*)(*)(*)(*)( )(70)
"Te che non sei nato dalla mia pancia ma dal mio cuore. Te che hai una faccia diversa dalla mia, anche se tutti dicono che mi somigli. Te che la vita è bastarda, perché ti ha fatto nascere in un posto e rinascere in un altro. E non hai potuto scegliere. Nessuna delle due volte." C'è una storia nella vita della comica più amata d'Italia. Una storia complicata, ma anche piena di momenti divertenti, che nasce con l'affido di due ragazzi da un istituto e continua negli anni con tutto quello che comporta crescere dei figli: i dubbi, gli spaventi, i ricevimenti professori, i fidanzati, i tatuaggi, la stanchezza, il senso di colpa, di inadeguatezza, costante: "Dio come le ho odiate queste mamme perfette, genitrici naturali di figli perfetti. Pitonesse dagli occhi a mirtillo sempre pronte a farti sentire inadeguata e inutile come il mignolo per le arpiste. A spampanarti il cuore, a te che ti danni l'anima nel tentativo di trasformare quel mucchio di detriti in un bambino tranquillo e felice. Provaci tu, madre gaudiosa, a inventarti madre a quarant'anni di due bambini di nove e undici anni senza un minimo di tirocinio...". Luciana Littizzetto racconta questa storia privata in un memoir potente e originale, senza risparmiarsi niente, nemmeno i momenti più duri, "quando il cuore si scartavetra, si corrode a forza di ruminare lacrime, e ti convinci che non hai capito una mazza, un tubo di niente e di niente". Si racconta con sincerità e grazia, spingendo la scrittura umoristica verso una nuova frontiera, mettendola al servizio dei sentimenti più profondi e contraddittori: "l'amore è un puttanaio infinito, un guazzabuglio che ti fa battere il cuore e saltare i nervi, a volte nello stesso momento. In sincrono. E qui si tratta d'amore".

All Reviews

8
LiberiLeggendoLiberiLeggendo wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
BisleyBisley wrote a review
425
(*)(*)(*)(*)(*)
Già amavo la Littizzetto. Ora la amo ancora di più!
In questo suo nuovo libro la Littizzetto scrive della sua bellissima se pur non semplice esperienza di madre affidataria di Vanessa e Jordan (che nel 2005 avevano 11 e 9 anni), due bambini molto diversi tra loro, anche se fratelli, ma con in comune le profonde ferite causate dal dover vivere lontano dalla madre prima, e poi dall’ abbandono materno volontario e definitivo avvenuto durante il primo periodo di affido.
E’ una lettura scorrevole, coinvolgente, si sorride e ci si commuove ma si è anche portati a riflettere su molte cose, in particolare sul rapporto di coppia, su quello tra genitori e figli, sul mestiere più difficile del mondo, quello del genitore, appunto, ruolo che tra l’altro, come illustrato in curiosi e affascinanti capitoletti intercalati nel racconto, in natura viene svolto in modo differente a seconda della specie animale: dalle giraffe, che organizzano veri e propri asili nido per la cura dei cuccioli del branco, all’elefantessa, che riesce ad avere una improvvisa montata lattea per allattare e adottare un cucciolo che perde la madre; dal pinguino imperatore maschio, che cova le uova 65 giorni in piedi senza muoversi nè cibarsi, al quokka, piccolo marsupiale che, in caso di pericolo lancia il cucciolo in pasto al predatore pur di salvarsi : “Hai capito l’animale più felice del mondo che razza di merda è?”. In questi e altri brevi esempi animali si parla di genitori, gestazione e accudimento della prole, mentre per quanto riguarda gli umani la Littizzetto ci spiega cosa significa per lei creare e crescere una famiglia, ci racconta del suo impegno per essere una buona madre e delle sue paure di non farcela, delle sue ansie e dei suoi spaventi, di quanto a volte sia difficile trovare un giusto equilibrio tra ragione e sentimento, tra il permettere e il vietare; racconta episodi ed aneddoti familiari con protagonisti i due figli e il loro mondo, fatto di tic, allergie, stanze disordinate, fughe da casa, innamoramenti folgoranti, voglia di crescere e di essere fighi, di trasgredire, bisogno di essere sé stessi e come tali accettati e amati.
Un bellissimo libro, un po’ “saggio”, un po’ biografico e autobiografico, un po’ “trattato zoologico”; non manca il senso dell’humor che da sempre caratterizza l’autrice la quale, pur concedendosi qualche frase colorita, si racconta con autoironia, delicatezza, semplicità e sincerità.