Io non ci volevo venire
by Roberto Alajmo
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5
Jane AustenJane Austen wrote a review
03
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MedeaMedea wrote a review
02
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Insopportabili verità

Romanzo strano, anzi stranissimo. Conservo un ricordo gradevole del volumetto “Palermo è una cipolla” e ho trovato commovente e intenso “L’estate del ’78”. Del libro “Io non ci volevo venire” avevo letto qualche recensione e l’ho acquistato convinta di immergermi in una narrazione irresistibilmente ironica. Le cose, però, sono andate in modo molto diverso dal previsto. Il ritmo all’inizio è lento quasi quanto le giornate tutte identiche dell’insopportabile protagonista, pachidermico siciliano di mezza età soffocato dalle adrenaliniche figure femminili della famiglia e obbligato a tenere in gran conto le richieste del vecchio Zzu, essenziale punto di riferimento per la borgata palermitana di Partanna. Ammetto che la prima parte del libro mi ha molto innervosita: i tratti insignificanti del protagonista, la scelta di non usare il termine “mafia”, le atmosfere immobili e soffocanti, il torpore che si respira pagina dopo pagina. L’intreccio ha un sapore giallo, ma non è la soluzione del mistero (facile da ipotizzare) ad avere attirato la mia attenzione, bensì l’indolenza del protagonista e la sua incapacità di barcamenarsi tra le pieghe del caso. Nonostante il rischio di restare avviluppata nell’insofferenza, in un secondo momento mi sono comunque lasciata prendere dalla narrazione. E, procedendo nella lettura, mi sono finalmente resa conto di cosa mi avesse infastidita: non ero riuscita a digerire il volto peggiore della “sicilitudine”, così ben delineato nel romanzo. È innegabile, infatti, che l’autore non abbia inventato nulla: l’omertà, l’invadenza della componente familiare femminile, i favori da restituire, il rapporto morboso con il sonno e con il cibo, la rassegnazione di cui sono intrisi gesti e azioni… la Sicilia che non mi piace, insomma.