Jane e lo spirito del male
by Stephanie Barron
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Canterbury, 1805. Nell’aristocratica cittadina, gremita di tutta la migliore società inglese in occasione delle annuali corse di cavalli, l’atmosfera si presta agli scandali. Eppure, neanche Jane è preparata alla drammaticità degli eventi di cui sta per essere involontaria spettatrice: una nobildonna francese di straordinaria bellezza, nota per i suoi costumi sfacciati, viene trovata morta, orrendamente strangolata. Lo scalpore e lo shock lasciano presto spazio alle accuse, e gli occhi di tutti puntano su un uomo, un mascalzone che non aveva fatto mistero della sua attrazione per la vittima. Ma Jane, come sempre, non ama fermarsi alle apparenze e decide di approfondire le indagini per conto suo, portando presto alla luce una serie di indizi per lo meno insoliti, che conducono tutti nella stessa direzione. Intanto, la flotta francese si sta avvicinando alle coste del Kent, minacciando l’incolumità della popolazione. Tuttavia, Jane non è disposta ad abbandonare il caso per mettersi in salvo in terre più sicure, anche se la sua sete di giustizia potrebbe metterla in pericolo …

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Claudia BergaminiClaudia Bergamini wrote a review
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“Jane e lo spirito del Male” è il quarto libro della saga “Le indagini di Jane Austen”. Saga basata sulle prodezze e le avventure della scrittrice Jane Austen.
Il libri sono scritti sotto forma di diario e gli eventi narrati sono tratti dalla corrispondenza reale di Jane Austen.
Il libro, infatti, non è soltanto un giallo ottocentesco ma anche una testimonianza storica che narra gli eventi, tra cui le guerre napoleoniche, che si susseguirono in quegli anni.
In questo volume Jane si ritrova, dopo la morte del suo affezionato padre, ospite dal fratello Neddie a Canterbury. Durante la permanenza presso l’agiata famiglia del fratello, Jane si imbatte nell’omicidio di una donna francese: Mrs. Gray. Donna non del tutto stimata. Neddie, il fratello di Jane, è Giudice di Pace e con l’aiuto dell’intelligenza e della sagacia della sorella, si mette sulle tracce dell’assassino.
Da subito le colpe cadono sul malcapitato Mr. Collingforth che per fuggire dalle accuse, si allontana in fretta e furia dalla città.
Sia Neddie che Jane, però, credono Mr. Collingforth innocente e si prodigano per scoprire il vero assassino.
Intanto si scopre che Mrs. Grey era in realtà una donna scaltra che inviava informazioni in patria per facilitare le mosse di Bonaparte sul continente inglese.
L’omicidio prende quindi una sfumatura aspra, la vittima non è più un’indifesa dama ma una spia francese.
Chi ha ucciso Mrs. Gray? Forse il suo stesso marito che è a capo di un’importante banca inglese? Oppure uno dei suoi tanti amanti da cui Mrs. Gray attingeva informazioni importanti da inviare in patria?
Questo lo scoprirete solo leggendo, io però posso darvi la mia opinione.
Innanzitutto, già a pagina 46 ho potuto intuire come la dinamica dell’omicidio si sia svolta. Non era alquanto complicata, anzi, mi stupisco del fatto che Miss Austen arrivi a comprenderla solo alla fine del libro!
Nonostante la dinamica dell’omicidio sia di facile comprensione, trovare l’assassino non è stato così facile. Ho potuto fare varie congetture ma senza mai arrivare alla conclusione corretta.
Quando poi è stato svelato il nome dell’assassino, mi sono ritrovata a tifare per lui.
Solitamente quando il cattivo viene scoperto e catturato provo un immenso senso di giustizia e serenità, ma questa volta mi è quasi dispiaciuto scoprire l’identità del malfattore, se così si può definire.
Per quel che mi riguarda, l’assassino ha la mia simpatia, e mi dispiace molto per come è andata a finire.
Detto questo, posso dire che apprezzo i romanzi della Barron soprattutto per la loro vena storica e per la loro attinenza alla vita di Jane Austen. Se il giallo ti annoia puoi sempre rifugiarti tra i racconti sulla vita della scrittrice nella meravigliosa e romantica epoca Regency.
Questo libro in particolare è ricco di eventi storici e delle vicissitudine che riguardano la vita della scrittrice.
Se decidete di leggere questo libro per il racconto giallo, lasciate perdere, ma se lo leggete anche per la sua attinenza a Jane Austen e ai fatti dell’epoca, allora troverete una piacevole lettura.
Georgiana1792Georgiana1792 wrote a review
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Un buon modello per Frank Churchill
Questo romanzo mi ha riappacificato con la serie di Jane Austen Investigatrice di Stephanie Barron, che da un po' avevo abbandonato per 'disamoramento'.

Dopo un lungo periodo di attesa, dunque, ho intrapreso la lettura del quarto caso e... delizia delle delizie: ho ritrovato la MIA Jane Austen!
Il caso è ambientato nella zona di Canterbury (Kent) nel 1805, subito dopo la morte del reverendo Austen. Jane è in visita dal fratello Edward (Neddie) e dalla cognata Elizabeth (Lizzy, una fonte di ispirazione, tanto che talvolta sono giunta a considerarla la vera protagonista del romanzo, come se fosse Lizzy Bennet!) nella tenuta di Godmersham.

Il caso è legato alle corse ippiche ma, soprattutto, è immerso nella Storia, quella storia che Jane Austen faceva entrare pochissimo nei suoi romanzi, ma che tuttavia influenzava la sua vita.
In quel periodo Napoleone era sul punto di invadere l'Inghilterra. Il Kent, in quanto regione meridionale costiera poteva essere proprio uno degli obiettivi per lo sbarco delle truppe e la minaccia di evacuazione aleggiava su tutte le tenute signorili della zona. Essendo poi la prima vittima della storia una signora francese, la prima cosa a cui si pensa è lo spionaggio o il tradimento.
Numerosissimi i riferimenti (e le citazioni da romanzi e lettere) alla vera vita di Jane Austen e le fonti di ispirazione (come ho detto prima con capovolgimento dei ruoli) per i suoi scritti.
Particolare attenzione è riservata all'architettura di giardini, ai suoi esponenti (Lancelot "Capability" Brown, Humprey Repton) e ai suoi stili. In Mansfield Park Jane Austen coglierà l'occasione per esprimere le sue opinioni, con la sua solita penna affilata.


Tuttavia ciò che mi ha maggiormente colpito è la 'storia ispiratrice' della relazione segreta di Jane Fairfax e Frank Churchill in Emma (da qui il titolo della recensione). Jane Austen (quella vera) 'salva' la sua coprotagonista dal destino di istitutrice (destino verso il quale la odiosa Mrs Elton cercava di spingerla). In Jane e lo spirito del male, invece, il personaggio parte già da tale situazione.

Troppe giovani gentildonne di buona famiglia e patrimonio esiguo si erano consegnate alla relativa schiavitù del mestiere di istitutrice, né nobile né infimo, però suscettibile di essere apprezzato o disprezzato a seconda degli umori dei padroni di casa. Così, le istitutrici vivevano in una sorta di limbo un'esistenza che non era servile e neppure signorile, subendo mille umiliazioni, mille privazioni, perennemente obbligate a rimandare la realizzazione delle loro speranze soltanto per concludere i loro giorni nella povertà iniziale, costrette a sopravvivere col minimo salario ricavato inculcando un minimo d'istruzione a numerose ragazze frivole, sprecando del tutto la loro bellezza e sacrificando il periodo migliore della loro giovinezza.


Unica pecca di questo libro, IMHO, è la traduzione del titolo, che avrei lasciato fedele all'originale (Jane and the Genius of The Place - Jane e il Genio del Luogo), con riferimento ad Alexander Pope, che aveva detto che nell'architettura di giardini niente si poteva ottenere senza rispettare il "genio del luogo", ovvero lo spirito che pervadeva e dominava il paesaggio.

Una lettura deliziosa per un falso d'autore: sembra di leggere veramente un diario di Jane Austen e ci si sente davvero vicini alla scrittrice, alla sua vita, al suo periodo e ai suoi pensieri.

Potete trovare la recensione completa del libro QUI:

oldfriendsnewfancies.blogspot.it/2012/09/jane-e-lo-spirito-del-male-le-indagini.html
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HermioneGinnyHermioneGinny wrote a review
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Spoiler Alert
Quarta indagine di Jane Austen.
Canterbury, 1805. Jane è ospite di suo fratello Neddie (adottato da ragazzo da un parente facoltoso) nel Kent e assiste all'annuale torneo ippico. Alla fine delle corse, viene ritrovato il cadavere di Mrs. Grey, una giovane francese molto sfrontata. Neddie è il giudice di pace e quindi è incaricato delle indagini, mostrando così che Jane non è l'unica dotata di acume nella famiglia Austen. Si scopre così un intrigo che porta fino alle tasche dell'impero francese...

Molto avvincente, anche se ho notato che Jane non è ironica e pungente come al solito. Mi è venuta una tristezza a leggere le sue previsioni del futuro, impossibilitata a sposarsi e costretta a vivere in ristrettezze... che ingiustizia! E Lord Harold è arrivato solo all'ultima pagina!!!

* Non avevo ancora imparato a disprezzare la mia curiosità, nonostante le ansiose esortazioni di mia madre e i pericoli che si associavano inevitabilmente alle dubbie frequentazioni.
* Anche se avessi trascorso in solitudine i miei giorni futuri, avrei avuto il sostegno della mia sagacia e il segreto sarcasmo della mia penna, che avrebbe soggiogato al mio potere persino i più grandi, all'insaputa di loro stessi.
* Lizzy mantenne la sua straordinaria serenità, con la quale, come immaginavo, avrebbe potuto persino complottare un regicidio.
* Per quanto i nostri amici possano dimostrarsi tediosi, non possiamo ignorare il dovere che abbiamo nei loro confronti soltanto a causa di un'invasione e di un omicidio.
* "È giudicato scortese parlare di politica in presenza di una gentildonna, ma non intendo in alcun modo mancarvi di rispetto dichiarando che Lord Harold non ha mai riconosciuto in voi questa fragile condizione, Miss Austen", rispose. "Mi ha assicurato, invece, che siete dotata della perspicacia più raffinata e penetrante, e che siete perfettamente edotta in tutto ciò che la convenzione suole riservare agli uomini." "Non posso affermare di avere gettato un gallo cedrone nel carniere e neppure di avere fumato tabacco della Virginia con la pipa, però posso confessare una conoscenza occasionale dei quotidiani londinesi."
* Una donna poteva sfidare le convenzioni soltanto se disponeva di potere sufficiente, derivato dal rango o dal patrimonio.
* Queste mani hanno sparso sangue, è vero, però hanno anche saputo creare notevole bellezza. Nella vostra arte ho intravisto il Paradiso, ma non può esistere giardino senza qualche serpente.
* "Con le tigri da una parte e i sepoy sediziosi dall'altra, chi può sapere cosa ne sarà di Mr. Emilious?" "Giacché è sopravvissuto alla pericolosa Miss Austen", ho replicato, "possiamo considerarlo capace di resistere a qualsiasi cosa."
* Se mai sui colli di Godmersham sarà eretto un monumento, forse a propiziare lo spirito del luogo, allora preghiamo che sia dedicato al genio del riso.