Jum fatto di buio
by Elisabetta Gnone
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È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve, si avvicina Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto improvviso lasciato dal bosco che è stato abbattuto, e quel vuoto le fa tornare in men... More

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NashFriedrichNashFriedrich wrote a review
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Siamo lumini che attendono di splendere, il buio non ci appartiene.
Sì, lo so: questo libro è etichettato come “narrativa per ragazzi”. Siccome, però, non amo le etichette, mi sono lasciato attrarre e incantare dalla sinossi. Poi, qualcuno mi ha regalato questo libro e ne sono entusiasta.
Elisabetta Gnone padroneggia uno stile di scrittura che merita davvero di essere conosciuto e apprezzato. Diversamente da altri autori, l’ho percepita come una persona davvero intrisa di magia. Quella magia sana, capace di farti vivere meglio e di portarti in mondi stupefacenti.
Jum fatto di buio è un libro della serie Olga di carta. Olga è una splendida bambina che racconta storie vere come nessun altro: tutto il paese ama ascoltarla. In questo caso, però, le sue narrazioni subiscono le (mal)interpretazioni e le aggiunte della gente fino al punto di essere stravolte, creando situazioni difficili e assurde. Jum è il personaggio che Olga utilizza nei suoi racconti, ma il sottile confine con la metafora non è compreso da tutti e lui diventa un “mostro” da temere e combattere. Starà proprio a Olga e ai suoi amici ristabilire la serenità e l’incanto in quel di Balicò e restituire il sorriso a tutta la popolazione.

Fantasioso, originale e “delizioso”... questo libro non deve subire etichette, poiché ogni pagina contiene parole e leziosi preziose anche per noi “adulti”, che abbiamo perso la capacità di stupirci, di credere e di amare la vita e la natura.

Particolarmente piacevole e da me apprezzata la piccola, ma grande, perla alla fine del libro: una nota nella quale l’autrice regala un paio di raccomandazioni...
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ReinaReina wrote a review
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Siamo lumini che attendono di splendere
L'inverno si porta via le foglie e lascia gli alberi spogli. A volte mi chiedo se abbiano freddo mentre il vento gli accarezza i rami nudi. Ci sono dei momenti in cui mi sento come loro nel silenzio della notte. Quando i ricordi mi assalgono, spesso proprio vicino al Natale, mi torna in mente Jum. Quando sentiamo un enorme vuoto dentro e pensiamo di aver perso qualcosa di importante per sempre, lui è Jum. Quando ci sentiamo persi e non abbiamo ragioni per essere felici, arriva Jum. Se la sofferenza ci priva di vivere la nostra vita ecco che siamo accompagnati da Jum. Si dice che dare un nome a qualcosa gli impedisce di avere potere su di noi. Ed è questo uno dei doni che ho ricevuto dalla lettura di Jum fatto di buio. Quel buio che a volte ci divora dentro ha accompagnato tutti noi qualche volta nella vita, ma non dobbiamo averne paura perché il vuoto può essere riempito e la felicità può nascondersi negli angoli più impensabili se solo decidiamo di non legarci a Jum.
Tornare a Balicò con Olga, Bruco e tutti gli abitanti è stato un po’ come sentirsi di nuovo a casa. Sotto la neve invernale della festosa cittadina, Olga torna con una nuova storia, anzi no! Tante storie e tanti protagonisti tutti diversi eppure tutti accomunati dall’incontro con Jum. La magia della penna di Elisabetta Gnone è quella di farti sentire parte della storia, di partecipare come se fossi lì a vedere tutto ciò che racconta perché ogni storia in fondo parla anche di ognuno di noi. Nelle nostre differenze, nelle vite che abbiamo vissuto, siamo tutti accomunati da felicità e dispiaceri, amicizie e addii, impegni e divertimento. Attraverso questa favola dolce e malinconica ma potente come un fuoco che divampa, possiamo riconoscere il nostro buio, accoglierlo e accettarlo. È vero, il vuoto non svanisce ma può diventare piccolo piccolo fino a non sentirlo e se ci lasciamo aiutare dagli amici tutto può diventare migliore. Le storie di Olga sono magiche, e non perché narrano solo di avventure e fanno riflettere, ma perché curano. In Olga ci sono moltissime tematiche eppure nonostante l’importanza degli argomenti trattati non viene meno il piacere della lettura e la leggerezza delle fiabe. Perché di questo si tratta, fiabe narrate dentro la cornice di una grande fiaba di cui ci sentiamo alla fine parte anche noi.
Come gli abitanti di Balicò anche io amo le storie di Olga, ma quando narra di Jum fatto di buio tutti gli abitanti si spaventano, la voce di un mostro divoratore si sparge per il paese spaventando tutti e lasciando spazio a pregiudizi e superstizioni che creano solo confusione e problemi. Per questo è importante ascoltare, ma ascoltare davvero, prima di dare giudizi o di mettersi in allarme. Il costo è molto alto se lasciamo alla paura il potere di guidare le nostre azioni in cerca di un colpevole esterno pur di non vedere davvero cosa abbiamo nel nostro cuore. Se solo ci fermiamo un attimo ad accogliere quel buio e a riconoscerlo per ciò che è allora ne saremo avvolti per un attimo per scoprire che non è più minaccioso, ma dolce e confortevole perché fa parte di noi e siamo noi a decidere il ruolo che deve avere nella nostra vita. Avere paura di Jum gli da solo potere perché come dice Olga in realtà questa storia fa ridere! Ridere di cuore perché dopo i racconti di Olga rimaniamo pieni di coraggio, fiducia e speranza. Il dolore non va ignorato ma va compreso e accettato. Parlare di tematiche così difficili come la paura, il dolore, l’abbandono e la morte in libri per bambini non è mai un compito semplice. Eppure Elisabetta Gnone lo fa con una capacità straordinaria, la sua penna dipinge con dolcezza tutte le sfaccettature della vita senza nasconderci niente, senza proteggerci ma dandoci gli strumenti per affrontarla con tutti noi stessi. Questo secondo libro di Olga mi ha emozionato ancora di più del primo, è forse meno avventuroso perché la storia non è un viaggio straordinario ai confini del mondo, ma tante favole che portano diritto dentro noi stessi. Eppure dopo questa lettura mi sento arricchita e adesso che lo conosco non temo più Jum, so come sconfiggerlo e penserò sempre a Olga, Valdo e gli altri. In attesa della prossima avventura e della prossima storia.

Leggi la recensione completa sul blog "Il Portale Segreto":
ilportalesegreto.blogspot.it/2018/01/recensione-olga-di-carta-jum-fatto-di.html
YukoYuko wrote a review
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ChristyChristy wrote a review
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Olga di carta. Jum fatto di buio è il secondo capitolo della serie per ragazzi Olga di carta scritta dalla straordinaria Elisabetta Gnone, che ormai da anni si riconferma la regina del genere e che incanta grandi e piccini.
Olga Papel, la piccola protagonista della serie e che da il titolo ai libri, è conosciuta in tutta Balicò per le sue storie che dice di aver vissuto in prima persona e che sembrano sempre essere dirette ad ognuno degli abitanti. Questa volta però Olga ha una storia triste e tetra da raccontare, la storia di Jum, un mostro fatto di buio e che si nutre di lacrime, specialmente quelle dei bambini perché sono le più saporite. Con una storia dal profondo messaggio per i lettori, Olga però porterà la paura nel paese. Sarà difficile per gli abitanti condurre una vita normale, senza guardarsi le spalle, senza rabbrividire al solo pensiero che Jum possa essere accanto a loro.
Jum incarna le mancanze di ogni essere umano. Ogni qualvolta ci sentiamo persi e senza più un motivo per sorridere ecco che lui viene a nutrirsi delle nostre lacrime.

Olga di carta. Jum fatto di buio è una storia diversa dalla quella narrata nel primo libro. È una storia
forse più adulta, più spaventosa, ma anche più adrenalinica e con un messaggio più diretto e più importante dietro. Se la prima storia era un’avventura in compagnia della bambina di carta, questa ci fa paura e ci fa sperare di non incontrare mai Jum durante il nostro cammino. Cambia anche l’ambientazione in questa storia, infatti nonostante ci ritroviamo ancora a Balicò, siamo in pieno inverno con la neve alta. Ma soprattutto manca il bosco, gli alberi infatti sono stati tagliati per dare spazio ad alberi più giovani. Questo cambia il panorama e la percezione delle distanze.
Ma quello che non è cambiato è lo stile di Elisabetta Gnone, leggero ma d’impatto che fa sognare i lettori e li ammalia. Ancora una volta i disegni di Linda Toigo fanno da cornice alla storia, rendendo il libro un vero tesoro, non solo per i più piccoli.
Leggere Olga di carta. Jum fatto di buio è stato straordinario, un momento magico vissuto tra me e Olga. Mi sono sentita viva in questa storia e trasportata a Balicò durante la lettura. Riconfermo ancora una volta quanto sia tremendamente brava la Gnone a narrare e ad emozionare i suoi lettori. Impossibile resistere alla dolcezza di Olga!
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Bellissimo
Tutti sapevano che Olga amava raccontare bene le sue storie o non le raccontava affatto, e quando la giovane Papel attaccava un nuovo racconto, la gente si metteva ad ascoltare. Sarà stata la fame di conoscere per chi non s'era mai mosso dal villaggio; sarà stato il solletico che ogni storia procurava a un angolino della mente, trasformando fatiche e pensieri in sogni e speranze; sarà stato il fascino dell'ignoto e dello straordinario, sta di fatto che, quando Olga cominciava a raccontare, chi era vicino tendeva un orecchio, le finestre si dischiudevano, le voci nel cortile si acquietavano, volti incuriositi sbucavano da dietro il bucato e chi era in casa usciva, trascinandosi dietro una sedia...

Terminato di leggere questo breve incipit iniziale, ho subito pensato a Olga come al pifferaio magico che con la sua musica incantava i bambini, certamente le storie non sono identiche, se il piefferaio aveva un fine diciamo un po' "cattivo" (l'avete mai letta la storia?), Olga incanta con i suoi racconti il villaggio di Balicò.
E la gente vuole ascoltarla, perché in lei c'è della magia, e con le parole rende le sue storie veritiere. C'è chi sostiene che siano solo storie, chi invece crede che la piccola Olga le abbia vissute realmente, perché troppo dettagliate, particolari.
Ma Olga è anche una bambina, un sottile foglio di carta che resta ancorato alla terra con le sue parole, gira per il villaggio, lasciando le sue uova di porta in porta e ad ogni sosta racconta di Jum...
Ma chi sarà mai?
E così nel piccolo paese si vocifera che sia un mostro, che divori i bambini, che mangi gli animali, che venga dal nulla, che porti con sé paura e tristezza.
Olga sa che tutto ciò non è vero, ma come riuscirà a raccontare la sua storia?
Jum è un essere che si nutre di lacrime, ogni lacrima ha un sapore e più è speziato più Jum ne è goloso, ogni personaggio raccontato da Olga si dispera per qualcosa o qualcuno, e il pianto manifestato viene alimentato da Jum...
Ho spesso sentito parlare dei libri di Elisabetta Gnone, ma non ne avevo ancora letto uno, anche se qui sul blog trovate diverse recensioni, sono tutte di Manuela, che più volte mi ha invogliata a leggere i suoi romanzi. Il mondo raccontato dalla Gnone è il mondo fantasioso dei bambini, che non disdegna anche gli adulti, anzi credo che dietro ogni suo racconto ci sia sempre una morale. La sua scrittura, le sue descrizioni mi hanno catapultata in un mondo che avevo dimenticato, i balocchi, i giochi senza tempo, l'osservare con gli occhi di un bambino, a volte credo che queste cose per noi adulti siano scontate, invece no. Leggere di Olga mi ha portato alla memoria tanti libri letti da bambina, l'incedere del racconto, lo svolgimento, la meraviglia, il finale. Ancora oggi mi stupisco, in un'epoca interinale, dove è lo smartphone a fare da padrone, leggere di fantastici personaggi ognuno con un suo perché, celato dietro immagini che solo dalla mente di un bravo scrittore possono nascere, storie che mi hanno riscaldato il cuore e invogliato a non abbandonare completamente questo genere di libri.
labibliotecadellibraio.blogspot.it/2017/12/recensione-olga-di-carta-jum-fatto-di.html