Khalil
by Yasmina Khadra
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Khalil e Rayan sono due ragazzi di origini marocchine cresciuti insieme in Belgio. Rayan si è integrato senza problemi mentre Khalil è preda di un furore disordinato, e litiga costantemente con la sua famiglia. Frequentando la moschea incontra dei nuovi amici, e il suo pensiero, la sua determinazione, iniziano a cambiare. Un sentimento ispirato e tragico lo spinge all’azione, e lo prepara a commettere l’impensabile. Fin quando, seduto su un vagone gremito della metropolitana all’uscita dello stadio di Saint-Denis, Khalil recita un’ultima preghiera e preme il detonatore della sua cintura esplosiva. Ma chi è Khalil? Quali passioni lo muovono, quali visioni lo portano verso il suo destino? Avvincente come un thriller, il nuovo romanzo di Yasmina Khadra, attesissimo in Francia, si immerge nella mente di un terrorista seguendone ogni percorso e sfumatura, dall’indottrinamento carico di odio alla presa di coscienza, costringendo magistralmente il lettore a sospendere ogni giudizio morale, a riconsiderare ogni parere e convinzione. Il romanzo costituisce una riflessione approfondita sul concetto di multiculturalismo, di islamofobia e indaga la ghettizzazione, l’intolleranza religiosa, il fascino per la violenza. Yasmina Khadra, con una presa di posizione costante e decisa, non ha mai smesso di denunciare il terrorismo islamico e le menzogne del fanatismo religioso, in qualsiasi paese accada. Con questo romanzo, grazie al suo talento e a una lingua di sublime capacità descrittiva, attraverso Khalil e Rayan, apre una porta sul mondo dell’integrazione e del suo rifiuto, sulle difficoltà che si incontrano per mantenere viva e vitale la propria cultura, la propria identità.

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8
zombie49zombie49 wrote a review
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Le ragioni dei kamikaze arabi
13 novembre 2015: quattro ragazzi di origine marocchina residenti a Molenbeek, in Belgio, viaggiano su un’auto verso Parigi. Sono Khalil, la voce narrante, il suo amico d’infanzia Driss, e altri due fratelli musulmani sconosciuti; poi c’è Ali, l’autista, un fiancheggiatore a pagamento che non parteciperà all’azione. Sono kamikaze che, con cinture imbottite di esplosivo, hanno deciso di sacrificare le loro vite x compiere attentati suicidi in occasione di una partita allo Stade de France. Per trasformare una festa in una tragedia immane. Un imam li ha indottrinati e seguiti, x essere sicuro che saranno martiri affidabili in nome di Allah. Driss deve colpire all’uscita, Khalil su un treno regionale; gli altri due saranno bombe umane all’interno dello stadio. Ci sono due esplosioni lontane; Khalil si ritrova nella calca, preme molte volte il pulsante x attivare il congegno, ma la cintura non esplode. Paradossalmente, è deluso di essere ancora vivo. Tornato a Molenbeek, deve guardarsi anche dagli amici: non tutti i musulmani approvano le sue idee, come Rayan, il compagno d’infanzia che ha studiato e si è integrato. Yasmina Khadra è lo pseudonimo di Mohammed Moulesseoul, e stupisce che un ex ufficiale dell’esercito algerino abbia scelto un nome femminile per firmare i propri libri. Khadra racconta la storia dalla parte dei terroristi, ma è contrario all’integralismo islamico: infatti, è rifugiato a Parigi. Non dice che è una storia vera, per evitare problemi legali, ma sul fatto che racconti eventi reali, gli attentati a Parigi del 2015, ci sono pochi dubbi. Il libro non parla di politica, è la testimonianza di Khalil, kamikaze fallito contro la sua volontà, non troppo convinto ma pronto a sacrificarsi x la causa. Khadra cerca di spiegare le motivazioni che inducono giovani musulmani a diventare terroristi nei paesi che li ospitano: frustrazione, emarginazione, rancore. E’ sempre interessante capire le ragioni di chi sta dalla parte sbagliata della storia.
Marco MartinazziMarco Martinazzi wrote a review
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Roberten73Roberten73 wrote a review
217
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All'incirca a metà di questo libro mi sono accorto che avevo già letto qualcosa di questo autore con un argomento piuttosto simile* e lo avevo trovato pessimo per come era scritto, per la trama assurda e per un finale platealmente scenografico. Invece questo §Khalil§ mi stava piacendo. Perché?
Merito, credo, di una storia molto più compatta, ben delineata e sviluppata che contraddistingue questa nuova opera. Parigi novembre 2015, un taxi con a bordo 4 attentatori islamici suicidi provenienti da Bruxelles si aggira per la città. Prima scarica due fratelli, poi due amici, Driss e Khalil appunto; i quattro devono creare scompiglio e portare la morte attorno allo Stade de France, altri pazzi come loro dovranno colpire un altro luogo simbolo del divertimento occidentale, il Bataclan. I due amici vengono da Molenbeek, quartiere della capitale belga di forte presenza islamica che ha conosciuto una profonda radicalizzazione negli ultimi anni, Khalil è al suo primo viaggio a Parigi in vita sua. Dopo aver salutato Driss, sale sulla metropolitana, invoca il Dio che ha imparato ad amare sopra ogni altra cosa negli ultimi mesi e aziona la cintura esplosiva che porta addosso.
Ma non succede niente. La cintura non esplode.
Khalil rimane lì a premere un detonatore, sudato, sorpreso, con la gente attorno che neppure si accorge di lui.
Niente.
Così Khalil esce dalla metropolitana e si ritrova solo, in una città sconosciuta sconvolta da una serie di terribili attentati, senza un soldo e con addosso una cintura esplosiva. Dopo alcuni momenti di panico ed incertezza totale, chiama un amico a Bruxelles e si fa venire a prendere per tornare in Belgio.
Mi sono dilungato molto sulla trama perché ritengo che sia il punto di forza dell'opera di Khadra, un inizio teso e sorprendente, una capacità di colpire l'attenzione del lettore e saperla tenere viva, scortandola poi verso la mente ed i pensieri di Khalil che diventeranno i protagonisti di tutta la vicenda. Cosa accadrà adesso al mancato-kamikaze? Perché la cintura non è esplosa? Perché ha fatto questa scelta folle e crudele? Khandra riesce ad imprimere ritmo e suspense al racconto, eliminando inutili retoriche o situazioni troppo convenzionali e stereotipate; il rientro a Molenbeek fra problemi di famiglia, di amicizie, di conoscenze e vita da inventarsi, a mio parere, è descritto in maniera ottimale dall'autore e ti fa precipitare nella mente angosciata, impaurita, delusa, spaesata ed irrequieta di un kamikaze di ritorno, un giovane nato in Europa, cresciuto in un mondo occidentale, che, ad un certo punto, ha immaginato fosse sensato immolarsi in nome di un Dio nascosto per dare un significato a un se stesso perso. Tutta questa prima parte, “Gli stormi di Ababil” nel romanzo è veramente ottima e lascia senza fiato. La seconda, “Concerto in Do minore per un kamikaze”, invece si fa più farraginosa, il ritmo cala ed emergono elementi più pesanti e meno fluidi che tolgono freschezza e linearità al racconto. Anche il finale appare un po' troppo accomodante e consolatorio (specie per un lettore occidentale) e mi fanno sospettare che Khadra sia molto abile a creare una situazione iniziale particolarmente efficace che acchiappa subito il lettore, creando anche un dilemma morale che induce alla riflessione e al dubbio, ma che poi tenda a calmierare il tutto, annacquando ogni cosa. Detto ciò, questo romanzo non è affatto male, anzi le prime 120 pagine sono state una delle cose migliori lette nel 2018.
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* “L'attentatrice”, edizioni A.Mondadori.
Lorenzo MazzoniLorenzo Mazzoni wrote a review
10
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