Kitchen Confidential
by Anthony Bourdain
(*)(*)(*)(*)( )(1,741)
New York vista da un punto di osservazione assai particolare: le cucine dei grandi ristoranti, raccontata da una voce irriverente e sincera, quella di un cuoco per vocazione che, dopo venticinque anni di “sesso, droga e alta cucina”, decide di vuotare il sacco. Anthony Bourdain, chef e romanziere, c... More

All Reviews

258 + 66 in other languages
MaristellaMaristella wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )
KITCHEN CONFIDENTIAL
Antony Bourdain (1956-2018) cuoco e scrittore, conosciutissimo come personaggio televisivo anche in Italia grazie alla serie televisiva “Antony Bourdain. Viaggio di un cuoco”, scrive questo libro in tempi non sospetti ( Feltrinelli 2000), quando ancora non si era diffusa la mania della cucina e degli chef stellati con atteggiamenti a metà tra stilisti di grido e divi del cinema.
La sua vita movimentata, spesso sotto l’effetto di droghe pesanti di cui ha sempre fatto uso soprattutto nel periodo giovanile e conclusasi con un suicidio che ha lasciato tutti profondamente addolorati e sorpresi, un suicidio avvenuto in un albergo francese, ci viene raccontata in una sorta di autobiografia che in modo disincantato e trasgressivo ci porta all’interno delle cucine newyorkesi a conoscere il mondo nascosto della ristorazione.
La sua necessità continua di denaro per procacciarsi la droga va di pari passo alla sua passione vera per il cibo nelle tante cucine, squallide o importanti, da lui frequentate, in un mondo “pieno di testosterone” e di squilibrati di ogni nazionalità, quasi tutti al limite della follia ma decisi a far funzionare il mondo massacrante e frenetico che sta alle spalle dei grandi ristoranti di New York, dove non c’è nemmeno il tempo per dormire, per ammalarsi e curarsi, per stare un po’ con la famiglia. Ci dipinge un universo vivido, nudo e crudo, illuminandone tutti i meccanismi che lo tengono in funzione, senza risparmiarci nessuno dei suoi personali fallimenti, anzi evidenziandoli più dei suoi successi.
I cuochi della sua generazione erano dei servi, dei camerieri, degli uomini delle pulizie, degli scaricatori e dei magazzinieri e nulla veniva loro risparmiato se volevano stare a galla. Dormivano quando gli altri si divertivano, si divertivano quando la gente normale dormiva, frequentando i loro stessi colleghi e andando a scaricare lo stress con puntate notturne nei bar a bere alcolici o ad assumere droghe per essere pronti, dopo qualche ora, ad affrontare una nuova giornata. Turni massacranti, ferie inesistenti, dita mozzate, schizzi di olio bollente, ferite varie, queste le stigmate che lui stesso portava nelle mani e come lui tanti altri che non potevano fermarsi neanche alla vista del proprio sangue.
Dispiace vedere, qua e là, tra le righe del libro, piccoli accenni a pensieri suicidi che poi, purtroppo, sarebbero stati portati a termine. C’è una nota di grande infelicità in quest’uomo così affascinante che è riuscito a farsi dal nulla conquistando poi alte vette nel suo ambito, non c’è una ricerca di equilibrio ma una continuo vivere sull’orlo di un rasoio tagliente perlustrando nuovi modi di infiammarsi, di istigarsi a continuare a vivere.
Il libro è interessante, forse eccessivamente colorito ma realistico, a tratti ironico, con un ritmo serrato come il lavoro sfibrante delle cucine che devono servire almeno trecento coperti a sera. Proprietari, fornitori, varie figure della ristorazione vengono prese in esame, espedienti vari ci vengono mostrati con veridicità, così come sono esaminati i rapporti interpersonali soprattutto quelli riguardanti gli incontri importanti del capocuoco del Brasserie Les Halles di Manhattan durante la sua lunga e incessante vita lavorativa.
Un mondo a parte, una squadra chiusa dentro un grande sottomarino chiamato cucina, tutti i trucchi per gestirla al meglio e un capitano disilluso, apparentemente cinico ma sempre schietto, che un giorno ha lasciato la nave ed è affondato nel nulla della solitudine nonostante ancora fossero per lui illuminate tutte le luci della ribalta.

stealthisnickstealthisnick wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)