L'albero di mandarini
by Maria Rosaria Selo
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La miseria la insegue, i sogni la fanno volare. Da Napoli a Rio de Janeiro, la lunga vita di Maria Imparato. Un'avventura che attraversa mezzo secolo, una protagonista indimenticabile che ha la forza di tutte le grandi donne.

Maria Imparato è cresciuta in una casa piccola e affollata, con un albero di mandarini proprio al centro del cortile. Ha mani da sarta, una massa di capelli scuri, il corpo sottile di chi ha conosciuto la fame e il calore di Napoli che le scorre nelle vene. Quando incontra Tonino Balestrieri, la guerra è finita da poco e sognare sembra di nuovo possibile: quel ragazzo di buona famiglia, bello ed elegante, non ha occhi che per lei. Per diventare sua moglie, Maria dovrà sfidare l'ignoranza della gente dei vicoli e il pregiudizio dei quartieri alti, e infine emigrare in Brasile, con un oceano a separarla da tutto ciò che ama. Ma la miseria torna sempre a galla, come la schiuma del mare. A Rio de Janeiro, insieme a Tonino, la aspetta Severina, elegantissima e spietata, una suocera dagli occhi di serpente disposta a tutto pur di scacciarla via. Maria sa che il futuro si affronta senza paura, e per la sua libertà è disposta a lottare. «Se tieni delle ferite devi guardarci dentro» si dice, «perché è là che ci trovi la bellezza.» Sarà il suo passato a darle la forza per andare avanti, per sfidare il destino e ripartire ancora una volta. La sua storia attraversa il Novecento come un'onda ribelle e tenace, e ci racconta una vita eccezionale, fatta di sogni, di fatica e di passione.

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L'ALBERO DEI MANDARINI
“ Vivere fino in fondo il dolore
 Per trovare la bellezza”
 
Pubblicato da Rizzoli nel 2021, “L’albero di mandarini” della napoletana Maria Rosaria Selo, sceneggiatrice di cortometraggi e documentari e scrittrice, è ispirato ad alcune vicende familiari materne che, con l’aggiunta della fantasia e dell’inventiva, ha trasformato in una storia romanzata che abbraccia un lungo periodo: quello intorno alla Seconda Guerra mondiale fino agli anni 80.
Pur avendo tutti i connotati di una saga familiare inserita in un contesto storico, in realtà la protagonista indiscussa del libro è Maria Imparato la cui storia seguiremo fin da quando bambina, nata e cresciuta nei vicoli napoletani, incomincia la sua lotta contro le privazioni, la fame, la miseria e tutte le difficoltà della guerra e della sua fase successiva.
“Magra come un filo d’erba, bianca come il latte, coi capelli neri e gli occhi chiari” Maria vive un’infanzia di stenti pur con un padre che ama molto e una madre con cui entra subito in conflitto aperto, a cui si aggiunge un fratello e una vivace sorella con la quale ha un rapporto sempre un po’ burrascoso che però non compromette l’ affetto sincero che provano l’una verso l’altra.
Maria non riesce a ricevere amore e consigli dalla madre Nunzia, una donna pragmatica che con il suo carattere forte è intenzionata a non avallare le illusioni di una figlia sognatrice che ha, come solo scopo nella vita, la volontà di migliorarsi, di studiare, di elevarsi da tutta quella miseria. Sarà Pupella, una bellissima prostituta del bassi, diventata tale non certo per sua volontà, che con grande affetto e saggezza le indicherà la strada per non rassegnarsi ad un destino che sembra già scritto. Maria porterà dentro di sé, per tutta la vita, i consigli preziosi di Pupella e il profumo dell’albero di mandarino del suo cortile, un albero deputato a raccogliere tutti i suoi segreti, le sue lacrime o le sue gioie, una vera e propria “stanza segreta” che nessuno le potrà mai togliere anche se di quell’albero rimarrà solo un ramo secco.
Innamorata di un giovane ricco, brillante ed elegante Maria sarà costretta a sposarsi per procura e partire come emigrante a Rio de Janeiro, dove il suo sposo l’attende per regalarle una vita diversa e migliore.
Ma appena arrivata in Brasile, nella splendida villa di Ipanema, di proprietà dei suoceri, Maria dovrà fare i conti con la terribile suocera Severina, elegantissima, scaltra e cattiva, capace di spezzare il cuore con la durezza delle sue parole e dei suoi atti, una vera e propria negazione vivente di ogni tipo di affetto, un incubo dal quale Maria non riuscirà a liberarsi fino alla fine.
Per la ricchezza degli avvenimenti e dei personaggi coinvolti intorno alla vita di Maria e perfettamente inseriti nel contesto storico che si racconta, non è possibile scrivere una trama precisa, seppure per sommi capi, senza togliere interesse per la lettura. Sullo sfondo due grandi città: Napoli e Rio de Janeiro. Napoli che abbraccia, a volte madre a volte matrigna, città straordinaria che è impossibile strappare dal cuore. Rio, bella e potente, piena di colori e di sole, che lascia il rimpianto alla protagonista di non averla potuta vivere con il sorriso sulle labbra a causa delle grandi difficoltà che, proprio in questa magnifica città, è stata costretta a vivere e subire. Grande rilievo, nel romanzo, è dato a tutte le figure femminili: donne forti quindi, nel bene e nel male, contrapposte a uomini che appaiono sempre più deboli, a volte buoni, a volte sbagliati, che dovranno sempre cozzare contro gli spigoli della vita per imparare qualcosa di utile che possa orientarli verso quella maturità di pensiero e di azione di cui difettano.
Diretto e scorrevole lo stile usato per descrivere questa storia, una storia di una famiglia qualunque e di una donna qualunque, con vicissitudini simili a tante altre storie di vita che abbiamo sentito raccontare.
Il finale, privo degli ultimi anni vissuti da Maria e dalla sua famiglia e per questo un po’ deludente perché mancante di una parte importante della sua vita, si chiude sugli insegnamenti lasciati da Maria alla sua figlia più problematica Rosaria che, diventata madre a sua volta, li trasmetterà alla sua bambina. Un mandarino piantato nell’orticello della sua casa di Marechiaro e che incomincerà a crescere sempre più vigoroso e forte, sarà l’ultima immagine di questo piacevole libro.