L'amante di Lady Chatterley
by David Herbert Lawrence
(*)(*)(*)(*)( )(6,723)
Sin dalla sua prima pubblicazione, nel 1928 a Firenze, "L'amante di Lady Chatterley" fu al centro di aspri dibattiti e di violentissime polemiche. Più volte sequestrato, ottenne il visto definitivo della censura del Regno Unito solo nel 1960. Che cosa contiene di tanto oltraggioso il romanzo più noto di David Herbert Lawrence, un autore abituato in vita alle polemiche e ai sequestri per oscenità dei suoi libri come dei suoi quadri? Non fu certo la descrizione - peraltro molto dettagliata - degli amori di Lady Chatterley, ad attirare i fulmini dei censori e la disapprovazione dei benpensanti. Lady Chatterley, eroina suo malgrado, è piuttosto il simbolo di un risveglio culturale e sociale, non solo dell'universo femminile, che pervade l'Europa negli anni Venti. Le sue esperienze giovanili la rendono inadeguata ai rigori della vita di una lady e la spingono ad opporsi sia alle convenzioni imposte dalla sua posizione sia al potere maschile. Lo squallore di un distretto industriale del nord dell'Inghilterra, avvilito dai fumi delle fabbriche e dalle scorie delle miniere, diviene così la molla decisiva che la spinge a portare alle estreme conseguenze la sua storia d'amore e la sua rivolta contro la società.

All Reviews

532 + 61 in other languages
ValentinaValentina wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )
Carlo(tta)Carlo(tta) wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Stuzzicante, verboso
Romanzo inglese dal gusto erotico, stampato alla buona e clandestinamente a Venezia, quasi cento anni fa, e che tanto scandalizzò il pubblico di lettori dell’epoca, al punto dal censurarlo un po’ in tutto il mondo.
C’è da dire che il 1928 fu un anno bello “caldo” a livello letterario. Pensiamo solo al fatto che in quello stesso anno furono pubblicati “Il pozzo della solitudine” di Radclyffe Hall e “Orlando” di Virginia Woolf! Si percepisce una fortissima necessità di rivoluzione sessuale e di riqualificazione dei ruoli di genere, una messa in discussione continua di come la società occidentale (e in particolare quella inglese) viveva la sua intimità. Lawrence ben si piazza in questo quadro critico e riporta una storia di una relazione eterosessuale adultera che dell’adulterio non ha neanche il gusto, soffermandosi piuttosto su una risemantizzazione del sesso e del linguaggio dei sentimenti.

Ma “L’amante di Lady Chatterley” non è solo questo. Certo, se si ha dimestichezza con i romanzi inglesi di primo Novecento si rimarrà inevitabilmente colpiti dall’esplicitezza del linguaggio adottato da Lawrence (in inglese ad esempio campeggiano le parole “f-u-c-k” e “c-u-n-t”, le famose “four-letter-words” innominabili) e dalle esplicite scene di sesso e intimità fra Lady Chatterley e il guardiacaccia Oliver Mellors, che punteggiano il romanzo e sfoggiano un connubio di sensualità e ironia rari per l’epoca (almeno nel campo della “grande letteratura”; i romanzi voyeuristici per un pubblico maschile abitati da gaudenti tribadi esistevano già da qualche secolo), ma il romanzo va al di là di queste tematiche.

Tra una scena di sesso e l’altro, infatti, Lawrence si scaglia senza mezzi termini sulla società industriale di primo Novecento, contro l’aristocrazia imprenditoriale che fagocita tutto ciò che trova davanti a sé e inasprisce la divisione tra classi sociali incentivando quello che è il mostro gargantuesco dell’industria e del capitalismo. Questa critica la riversa tutta niente po’ po’ di meno che su Sir Chatterley, il marito reso cornuto dalla moglie e disabile dalla guerra. Lawrence ci presenta un personaggio molle, privo di carattere e pieno di frustrazioni che finisce per compensare nell’arrivismo necessario per aver successo nell’ambito industriale; è la rivalsa dell’ego di un ometto che ricade sulle spalle di centinaia di operai che si ritrovano anche a morire sull’altare dell’industria mineraria.
Il romanzo quindi si tinge di rosa e di nero, richiamando il colore dell’affettività ma anche del carbone.

Queste due facce della vita di Lady Chatterley si alternano in modo abbastanza omogeneo; anzi, a volte la parte politica ha il sopravvento su quella intima, adombrando la più famosa storia della Lady e del guardiacaccia focoso. La storia d’amore ha spesso fatto passare il messaggio politico del romanzo in secondo piano, forse un po’ a torto; a un certo punto si sono tutti concentrati su quel “f-u-c-k” e hanno dato poca attenzione al resto.
Ciononostante, questa ambivalenza è decisamente voluta. Lawrence propone una rivoluzione sociale quanto intima, ponendole come dimensioni intrecciate tra loro che non possono essere ignorate. I dialoghi fra Lady Chatterley e suo marito, quindi, vertono sulla politica ma spesso vedono delle parentesi che esigono di soffermarsi anche sull’analisi del rapporto maritale e dell’espressione dei propri sentimenti tra coniugi; è un’esigenza che si fa sempre più forte, in una società che si sta aprendo a una vita più mondana e che vede le donne più libere di scelta.
Allo stesso tempo, i dialoghi tra Lady Chatterley e Mellors sono perlopiù spiritosi e costellati di espressioni dialettali (che nella versione italiana, ahimè, si perdono completamente; Mellors qui parla un italiano pressocché perfetto, congiuntivi e tutto, mentre in lingua originale la sua parlata a tratti risulta quasi intelligibile), ma inevitabilmente finiscono anche per parlare del passato nell’esercito del guardiacaccia, dell’ambiente militare dal patriottismo e machismo asfittici e del profondo divario esistente tra l’ambiente più “acculturato” e intellettuale della società e quello più umile ma non meno rilevante della casta operaia, senza il quale il mondo non girerebbe.

Si tratta quindi di un romanzo più complesso da come viene presentato di solito.
Rimane comunque un testo con dei “difetti”. A volte il ritmo del romanzo risulta un po’ sbilanciato, e anche se proclama di essere libertino sotto molti aspetti, risulta ancora molto conservatore su altri: ad esempio, le donne indipendenti che non “accettano il fallo” e si separano dai propri mariti, o che desiderano una vita completamente indipendente, sono ancora mostrate come delle isteriche, spesso con dei complessi da crocerossina sopiti (visione che, visti i romanzi a lui contemporanei, già comincia a stonare e scricchiolare, specie in un testo così libertino). A volte poi Lawrence si perde in qualche sproloquio, soprattutto verso la fine, mettendo in bocca a Mellors dei toni di critica che hanno molto il gusto dell’idealizzazione eccessiva del retaggio rurale, quell’occhio nostalgico verso una vita idillica che forse non è mai esistita.

Ciononostante, è stata una lettura molto interessante; immaginando il pubblico dell’epoca, anche un po’ sconvolgente (parole come “c-u-n-t” sono fortissime nella lingua inglese, molto più di come noi percepiamo il nostro “fica”, tant’è che ancora oggi viene usata pochissimo). Il mio unico rammarico è di non averlo letto in inglese. Seppur la traduzione di Francesco Franconeri non presenti problemi, in generale, salta a piè sospinto e appiattisce tutto il colorito linguistico di cui si tinge il romanzo, senza tentare un tipo di adattamento che possa almeno vagamente renderne l’idea (a volte si usa troncare le parole o rendere il discorso diretto palesemente sgrammaticato). L’alternanza di inglese corrente e dialetto del Derbyshire nella parlata di Mellors incide spesso sulle dinamiche dei dialoghi che ha con Lady Chatterley; rivela ostilità, rilassatezza, o intimità scherzosa. Il lettore italofono purtroppo rimane un po’ estraniato quando legge Chatterley esclamare “Ma come parli? Non ti capisco!” dopo che Mellors si è espresso in un italiano pressocché perfetto.
E vabbè, non si può avere tutto. Rimane un peccato, ma il testo risulta comunque godibile, anche se perde di stratificazione.
Se ne avete la possibilità, lo consiglio in inglese. Altrimenti, va bene lo stesso.

Si tratta di un classico da riscoprire ma anche da contestualizzare (un po’ come tutto, no?), che devia fortemente da molta della letteratura post-primo dopoguerra, seppur il contesto narrativo ne sia comunque pervaso.
Io ne sono rimasta piacevolmente sorpresa e intrattenuta.
tettirossitettirossi wrote a review
01
valina91valina91 wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )