L'amante
by Marguerite Duras
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La storia d'amore di una francese quindicenne con un giovane miliardariocinese, sullo sfondo di un ritratto di famiglia, nell'Indocina degli annitrenta. Racconto di lucidità struggente, di terribile e dolce bellezza,"L'amante" trasfigura e risolve integralmente in una scrittura spoglia eintensa, il complice gioco che la memoria e l'oblio ricalcano sulla tramadella vita. Il romanzo è riproposto in edizione speciale per i cinquant'annidi Giangiacomo Feltrinelli Editore.

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Jessica Jessica wrote a review
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Rosaria Luisa D'AngeloRosaria Luisa D'Angelo wrote a review
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Meravigliosamente struggente.
La Duras, in queste poche pagine, ci racconta non solo lo strano rapporto con il suo ricco amante cinese (all'età di 15anni e mezzo), ma soprattutto ci fa un quadro della sua infanzia, di sua madre, dei suoi due fratelli.
E quella che vediamo è un'immagine triste, dolorosa, misera...di una donna (sua madre) sull'orlo della follia e disperazione, che non ha saputo insegnare ai suoi figli l'amore, di un fratello maggiore portatore sano di violenza e rancore verso il mondo, uno che fruga negli armadi, un mascalzone casalingo, un assassino senza armi insomma, e di un fratello minore vittima, debole e indifesa, di tanta cattiveria, che si arrende e non ce la fa.
Non c'è da meravigliarsi, quindi, dell'incapacità di amare di Marguerite, del suo non saper riconoscere l'amore...se non dopo averlo perso, sul ponte di un piroscafo, con il valzer di Chopin a fare da colonna sonora a questa perdita e a questa consapevolezza.
Non è stato facile crescere con una mamma (amatissima) che chiamava "il mio bambino" solo il primogenito...e "i più piccoli" gli altri due.
Piccoli dettagli che scavano voragini.
Qui dentro troviamo le sue ferite, le sue cicatrici...ma anche i germogli del suo amore per la scrittura, la certezza che avrebbe fatto questo nella vita.
Il racconto è asciutto, frammentato, discontinuo, ma è proprio attraverso questa frammentazione che viene fuori, in tutta la sua potenza, il dolore di una ragazzina cresciuta troppo in fretta.

"Presto fu tardi nella mia vita. A diciott'anni era già troppo tardi.
Sono invecchiata a diciott'anni. Non so se succeda a tutti, non l'ho mai chiesto.
È stato un'invecchiamento brutale."

Una storia d'amore non convenzionale, in una Indocina degli anni '30, dove il disonore va a braccetto con il problema razziale, dove l'amore di lui è così intenso e struggente da diventare doloroso, quello di lei è più vicino alla curiosità, al calcolo, ma la passione che li travolge è dolce e violenta al tempo stesso.
Un linguaggio crudo e lirico che ti avvolge in questo flusso di ricordi che, in quanto tali, affiorano a sprazzi, senza una consequenzialità temporale, come rigurgiti di un passato che riemerge per dare vita e far morire continuamente la "bambina bianca" che è stata.
Un libro complesso e ricco, dal grandissimo valore, non solo letterario, ma anche emotivo.

"Ma poi glielo aveva detto.
Le aveva detto che era come prima, che l'amava ancora, che non avrebbe potuto mai smettere d'amarla, che l'avrebbe amata fino alla morte."
KrynnKrynn wrote a review
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Ginevra NontaduloGinevra Nontadulo wrote a review
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Cristina MeglioliCristina Meglioli wrote a review
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https://www.thebloodyisland.it/post/non-si-giudica-un-libro-dalla-copertina-80

"Non ho mai scritto credendo di farlo, non ho mai amato credendo di amare, ho solo aspettato davanti a quella porta chiusa."


Che gioiellino che è "L'amante" di Marguerite Duras!

E uso il diminutivo solo perché il libro è piccolino, ma credetemi, è tanto piccolo quando gigante.

Si tratta di quei libri che si fatica a descrivere, tanto sono unici.

E' un diario/memoir nel quale la scrittrice racconta un periodo molto preciso della sua vita, quello in cui, da adolescente, vive una relazione clandestina e scandalosa con un adulto cinese miliardario. Lei è una ragazzina bianca, povera, con una famiglia difficile e faticosa: un padre scomparso troppo presto, una madre maestra con chiari problemi nel gestire i figli, un fratello maggiore violento e credule e un fratello piccolo incapace di difendersi.

La relazione con l'amante cinese trasforma Marguerite da bambina a donna e lei, forse incapace di comprendere cosa sia il vero amore, vive la loro storia con grande trasporto ma in maniera puramente carnale. Respinge l'amore dell'amante pretendendo solo passione in un rapporto più fisico che mentale, in una forma di ribellione nei confronti di una madre incapace del proprio ruolo e di una realtà che trova ingiusta.


La scrittrice parla di sé a volte in prima e a volte in terza persona, quasi come se non si riconoscesse in quell'adolescente così diversa dalla donna che è diventata.

Quasi a non voler rivivere a pieno quella storia e dover ammettere che era proprio amore. Quell'amore che capita una volta nella vita e che non può che rimanere amore fino alla fine.

Lo stile è davvero originale, un flusso di pensieri, sensazioni, gioie, paure e rabbia; sembra quasi di viaggiare nei ricordi della Duras che spaziano liberi dal passato al presente, in cui emergono le figure ingombranti della madre e dei fratelli che tanto l'hanno segnata. Una scrittura per immagini, a volte addolcite dalla malinconia, altre crude e spietate come solo la realtà del ricordo sa essere.

Si rimane sgomenti davanti alla bravura di certi autori che sanno, in poco più di 100 pagine, non solo raccontare una vita intera, ma toccare quella di tutti noi.


"Sul marciapiede la calca si muove in tutte le direzioni, lenta o svelta, si fa largo, rognosa come certi cani randagi, cieca come certi mendicanti, una folla che riconosco da come tutti camminano insieme senza impazienza, da come sono soli anche nella ressa, apparentemente senza felicità, senza tristezza,, senza curiosità, come se camminassero senza andare da nessuna parte, senza intenzione, scegliendo ora l’una ora l’altra direzione solo perché si trovano lì, soli e nella folla, mai soli da soli, sempre soli nella folla."


4/5

MiKappaMiKappa wrote a review
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