L'amica geniale
by Elena Ferrante
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L'amica geniale comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L'autrice scava intanto nella natura complessa dell'amicizi... More

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RinkashikaRinkashika added a quotation
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“Pensai che, sebbene le mie gambe funzionassero bene, corressi di continuo il rischio di diventare zoppa. Mi svegliavo con quell’idea in testa e mi alzavo subito dal letto per vedere se le mie gambe erano ancora in ordine. Perciò forse mi fissai con Lila, che aveva gambette magrissime, scattanti, e le muoveva sempre, scalciava anche quando era seduta accanto alla maestra, tanto che quella si innervosiva e presto la mandava a posto. Qualcosa mi convinse, allora, che se fossi andata sempre dietro a lei, alla sua andatura, il passo di mia madre, che mi era entrato nel cervello e non se ne usciva più, avrebbe smesso di minacciarmi.”
RinkashikaRinkashika added a quotation
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“Pensai che, sebbene le mie gambe funzionassero bene, corressi di continuo il rischio di diventare zoppa. Mi svegliavo con quell’idea in testa e mi alzavo subito dal letto per vedere se le mie gambe erano ancora in ordine. Perciò forse mi fissai con Lila, che aveva gambette magrissime, scattanti, e ... More
MirandolinaMirandolina added a quotation
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"Se non c'è amore, non solo inaridisce la vita delle persone, ma anche quella delle città."

Elena Ferrante
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"Se non c'è amore, non solo inaridisce la vita delle persone, ma anche quella delle città."

Elena Ferrante
FrancescaFrancesca added a quotation
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(...) "Noi stiamo volando sopra una palla di
fuoco. La parte che s’è raffreddata galleggia sulla lava. Su questa parte
costruiamo i palazzi, i ponti e le strade. Ogni tanto la lava esce dal Vesuvio oppure fa venire un terremoto che distrugge tutto. Ci sono microbi dovunque che ti fanno ammalare e morire. Ci sono le guerre. C’è una miseria in giro che ci rende tutti cattivi. Ogni secondo può succedere
qualcosa che ti fa soffrire in un modo che non hai mai abbastanza lacrime." (...)
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(...) "Noi stiamo volando sopra una palla di
fuoco. La parte che s’è raffreddata galleggia sulla lava. Su questa parte
costruiamo i palazzi, i ponti e le strade. Ogni tanto la lava esce dal Vesuvio oppure fa venire un terremoto che distrugge tutto. Ci sono microbi dovunque che ti fanno ammalare e mo
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(...) "Il Vesuvio era una forma delicata color pastello
ai piedi della quale si ammucchiavano i ciottoli biancastri della città, il
taglio color terra di Castel dell’ Ovo, il mare. Ma che mare. Era agitatissimo, fragoroso, il vento toglieva il fiato, incollava i vestiti addosso e levava i capelli dalla fronte. Ci tenemmo dall’ altro lato della strada insieme a una piccola folla che guardava lo spettacolo. Le onde ruzzolavano come tubi di metallo blu portando in cima la chiara d’uovo della spuma, poi si frangevano in mille schegge scintillanti e arrivavano fin sulla strada con un oh di meraviglia e timore da parte di tutti noi che guardavamo." (...)
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(...) "Il Vesuvio era una forma delicata color pastello
ai piedi della quale si ammucchiavano i ciottoli biancastri della città, il
taglio color terra di Castel dell’ Ovo, il mare. Ma che mare. Era agitatissimo, fragoroso, il vento toglieva il fiato, incollava i vestiti addosso e levava i capelli d
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"Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di
tutto, in casa e fuori, ogni giorno, ma non ricordo di aver mai pensato che la
vita che c’era capitata fosse particolarmente brutta."
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"Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di
tutto, in casa e fuori, ogni giorno, ma non ricordo di aver mai pensato che la
vita che c’era capitata fosse particolarmente brutta."
Ste.Ste. added a quotation
01
“Mio padre mi strinse la mano come se temesse che sgusciassi via. Infatti avevo voglia di lasciarlo, correre, spostarmi, attraversare la strada, farmi investire dalle scaglie brillanti del mare. In quel momento così tremendo, pieno di luce e di clamore, mi finsi sola nel nuovo della città, nuova io stessa con tutta la vita davanti, esposta alla furia mobile delle cose ma sicuramente vincitrice: io, io e Lila, noi due con quella capacità che insieme – solo insieme – avevamo di prendere la massa di colori, di rumori, di cose e persone, e raccontarcela e darle forza.”

Excerpt From: Elena Ferrante. “L'amica geniale”. Apple Books.
Ste.Ste. added a quotation
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“Mio padre mi strinse la mano come se temesse che sgusciassi via. Infatti avevo voglia di lasciarlo, correre, spostarmi, attraversare la strada, farmi investire dalle scaglie brillanti del mare. In quel momento così tremendo, pieno di luce e di clamore, mi finsi sola nel nuovo della città, nuova io ... More
Ulysse78Ulysse78 added a quotation
02
"[...] devi studiare sempre". Feci un risolino nervoso, poi dissi"Grazie, ma a un certo punto le scuole finiscono". "Non per te: tu sei la mia amica geniale, devi diventare la più brava di tutti, maschi e femmine".
Ulysse78Ulysse78 added a quotation
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"[...] devi studiare sempre". Feci un risolino nervoso, poi dissi"Grazie, ma a un certo punto le scuole finiscono". "Non per te: tu sei la mia amica geniale, devi diventare la più brava di tutti, maschi e femmine".
KatiaKatia added a quotation
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Citazioni tratte dal libro sul portale: liberolibro.it/elena-ferrante-lamica-geniale
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IreneIrene added a quotation
10
La plebe eravamo noi. La plebe era quel contendersi il cibo insieme al vino, quel litigare per chi veniva servito per primo e meglio, quel pavimento lurido su cui passavano e ripassavano i camerieri, quei brindisi sempre più volgari. La plebe era mia madre, che aveva bevuto e ora si lasciava andare con la schiena contro la spalla di mio padre, serio, e rideva a bocca spalancata per le allusioni sessuali del commerciante dei metalli. Ridevamo tutti, anche Lila, con l'aria di chi ha un ruolo e lo porta fino in fondo.
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La plebe eravamo noi. La plebe era quel contendersi il cibo insieme al vino, quel litigare per chi veniva servito per primo e meglio, quel pavimento lurido su cui passavano e ripassavano i camerieri, quei brindisi sempre più volgari. La plebe era mia madre, che aveva bevuto e ora si lasciava andare ... More
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È questo tipo di cose che mi spaventa. Più di Marcello, più di chiunque. E sento che devo trovare una soluzione, se no, una cosa dietro l'altra, si rompe tutto, tutto, tutto.
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È questo tipo di cose che mi spaventa. Più di Marcello, più di chiunque. E sento che devo trovare una soluzione, se no, una cosa dietro l'altra, si rompe tutto, tutto, tutto.