L'amurusanza
by Tea Ranno
(*)(*)(*)(*)( )(68)

Siamo in un piccolo borgo siciliano che, dall'alto di una collina, domina il mare: una comunità di cinquemila anime che si conoscono tutte per nome. Su un lato della piazza sorge la tabaccheria, un luogo magico dove si possono trovare, oltre alle sigarette, anche dolciumi e spezie, governato con amore da Costanzo e da sua moglie Agata. Sull'altro lato si affaccia il municipio, amministrato con altrettanto amore (ma per il denaro) dal sindaco "Occhi Janchi" e dalla sua cricca di "anime nere", invischiata in diversi affari sporchi. Attorno a questi due poli brulica la vita del paese, un angolo di paradiso deturpato negli anni Cinquanta dalla costruzione di una grossa raffineria di petrolio.

Quando Costanzo muore all'improvviso, Agata, che è una delle donne più belle e desiderate del paese, viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che, oltre a "fottere" lei, vuole fotterle la Saracina, il rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito. Ma la Tabbacchera non ha intenzione di stare a guardare. Attorno a lei si raccoglie, prima timida poi sempre più sfrontata, una serie di alleati: il professor Scianna, che in segreto scrive poesie e cova un sentimento proibito per la figlia di un amico, l'erborista Lisabetta, capace di preparare pietanze miracolose per la pancia e per l'anima, Lucietta detta "la piangimorti", una zitella solitaria che nasconde risorse insospettate, e poi Roberto, Violante, don Bruno una compagnia variopinta e ribelle di "anime rosse" che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di amurusanze. Tra una tavolata imbandita con polpettine e frittelle afrodisiache e una dichiarazione d'amore capace di cambiare una fede, le sorti dei personaggi s'intrecciano sempre più, in un crescendo narrativo che corre impetuoso verso la deflagrazione

Tea Ranno ha scritto il suo romanzo più solare, magico e sensuale: ha dato vita a una Dona Flor siciliana e l'ha calata in un'atmosfera fiabesca alla Chocolat; allo stesso tempo, con l'aiuto di un pizzico di realismo magico, ha raccontato una parabola attualissima di coraggio ed emancipazione, di una donna e di una comunità.

All Reviews

16
011
(*)(*)(*)(*)(*)
Women's power
Non mi sento di attribuire le cinque stelle a questo racconto solo perché è una storia semplice, che non fa riferimento a contesti storici definiti e particolari o vicende epiche: qui buoni e cartivi sono immediatamente identificati ed è facile intuire che alla fine il bene trionferà. Ma proprio in questa semplicità quasi da fiaba sta la forza di questo consigliabilissimo libro, ambientato in un passato relativamente recente in un paesino siciliano: un contesto normale nella sua anormalità fatta di corruzione, tangenti, favori illeciti ed intimidazioni perpetrati dal Sindaco "occhi janchi" e la sua gang: chi osa rifiutarsi di baciare l'anello viene fatto oggetto di ogni tipo di angheria.
Ma la riscossa è nell'aria e parte proprio dalla bellissima "Tabacchera" da poco rimasta vedova e quindi ritenuta vulnerabile, che ha osato sfidare il potere e che dovrà essere quindi colpita nei suoi beni ma soprattutto nella sua dignità di donna. L'avversario però si rileva inaspetatamente tosto perché dalla sua gentilezza ed il suo garbo parte la rivoluzione non violenta di molte delle donne del paese che si ribellano alla loro condizione di soggiogate cercando nuovi spazi e nuovi ruoli. Gli stessi uomini, compresi quelli della gang del Sindaco, sono travolti da questo vento di cambiamento, e dopo una prima goffa ed inutile reazione sposano la nuova causa.
L'epilogo, pur se prevedibile nella sostanza, è decisamente originale nella forma.
Pur se il contesto è totalmente diverso, è inevitabile che venga richiamato alla mente lo stupendo "Dona Flor e i suoi due mariti" di jorge Amado, che mi è venuta una gran voglia di rileggere dopo tanto tempo.
sandro'ssandro's wrote a review
025
(*)(*)(*)( )( )
L'errore più grande che si possa fare è comparare questo libro ad altri titoli storici e del passato, uno per tutto la sciasciana civetta. In fin dei conti pure qui c'è la combriccola del piccole potere locale, pure qui ci sono le chiacchiere del vicinato  e c'è persino il maresciallo venuto dal continente, integerrimo e incorruttibile quasi quanto il capitano Bellodi. Manca solo il morto in piazza, a fare la differenza.
Perché poi le similitudini finiscono qui. E se pellicola dobbiamo associare viene meglio scegliere un De Sica, e sostituire Bellodi con Antonio Carotenuto  (che peraltro è maresciallo pure lui ).
Non diamogli significati che non ha, e di certo non ne ha neanche la pretesa.  Gli stessi personaggi sembrano più vicino a macchiette, il tutto volutamente condito da una persistente leggerezza di fondo è da una gradevole scrittura con inserti dialettali di tutto rispetto.
Si muove leggero quindi questo romanzo arrivando laddove è più semplice arrivarci. L'amore irraggiungibile diventa amurusanza e se la felicità è un miraggio resta sempre la contentezza.
Perché non è sempre detto che il massimo sia il meglio: a volte appena meno ti porta al livello della persona che ami.
E non è detto che dobbiamo sempre cibarci sempre e comunque di titoli storici: a volte appena meno, o anche qualcosa di molto meno, ci serve  come una corsa defaticante dopo lunghe maratone.

Quando trovarono Hugh Grant, allora fidanzato con la splendida (e ricca) Liz Hurley, in macchina con una prostituta,  Luciano De Crescenzo con la solita sagacia commento: "E che credete, chi mangia caviale ogni giorno, ha bisogno volte di un buon brodino"

"Parola d'ordine ci vuole per accedere alle mie stanze, la sapesse Vossia ?"
"Amurusanza"
"Trasite, cavaliere"
SaleSale wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
61PAT61PAT wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )