L'anno della lepre
by Arto Paasilinna
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Giornalista quarantenne a Helsinki, Vatanen ha raggiunto quel momento dell'esistenza in cui di colpo ci si chiede quel "ma perché" che si è cercato sempre di reprimere, nascondendo a se stesso e agli altri che quel grigiore a cui si è arrivati a furia di rinunciare ai sogni, di accettare compromessi, di rassegnarsi al logoramento delle amicizie, del lavoro, degli amori, quel qualcosa in cui siamo rimasti impigliati e in cui non ci riconosciamo, è in realtà la nostra vita. Una sera, tornando in macchina da un servizio fuori città con un amico fotografo, investe una lepre, che fugge ferita nella campagna. Vatanen scende dall’automobile, la trova, la cura e, sordo ai richiami dell'amico, sparisce con lei nei boschi intorno. Da quel momento inizia il racconto delle svariate, stravaganti, spesso esilaranti peripezie di Vatanen, trasformato in un vagabondo che parte all’avventura, on the road, un wanderer senza fretta e senza meta attraverso la società e la natura, in mezzo alle selvagge foreste del Nord e alle imprevedibili reti della burocrazia, sempre accompagnato dalla sua lepre come irrinunciabile talismano. E la sua divertente e paradossale fuga dal passato diventa un viaggio iniziatico verso la libertà, la scoperta che la vita può essere reinventata ogni momento e che, se la felicità è per natura anarchica e sovversiva, si può anche provare ad avere il coraggio di inseguirla. Un libro-culto nei paesi nordici che ha creato un genere nuovo: il romanzo umoristico-ecologico.

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Luca StringaraLuca Stringara wrote a review
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Μαʀιαƞƞα
Μαʀιαƞƞα wrote a review
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Un nordico multitematico
Il libro era in lista da tempo, ne temevo la lettura visti i pareri contrastanti, ma poi, come sempre accade, dovevo avere la mia idea e mi son tuffata a capofitto nella storia lasciando in sospeso altre letture.
Ho fatto bene a leggerlo, mi è piaciuto molto.
Le pagine mi hanno donato tante emozioni, la tenerezza in primis, mi hanno messo addosso la voglia di esplorare quei paesaggi nordici, il desiderio di mollare la vita urbana e i rapporti sociali e vivere e respirare la libertà autentica a pieni polmoni, come l‘aria fredda e rinfrancante della Lapponia. Il libro mi ha anche fatto ridere, tante volte. Un libro particolare, perché Paasilinna, il compianto scrittore finlandese fa dell‘humor molto sottile, forse è questo il più grande ostacolo in cui ci si imbatte.
Premetto che io non consiglio il libro a tutti, ma solo a chi ama la sottigliezza di certe battute, di certi contrasti e desidera conoscere la letteratura nordica senza cercare lunghe descrizioni di paesaggi innevati per sognare ad occhi aperti. “L’anno della lepre”, titolo di punta della casa editrice Iperborea che proprio con questo romanzo, uno dei più apprezzati ed importanti della Scandinavia, ha raggiunto un traguardo editoriale importante, tenuto conto comunque che si tratta di una casa editrice indipendente. In Italia il libro ha vinto un importante premio letterario, il Premio Acerbi e sono state fatte ben due trasposizioni cinematografiche. Il protagonista è un giornalista quarantenne di Helsinki, Vatanen, stanco e logorato dalle ipocrisie e dalla falsità della vita che conduce in città e che un giorno, in auto con un amico giornalista, investe una lepre. L‘uomo esce dall‘auto per soccorrere l‘animale e da allora la sua vita prende una svolta inaspettata : si inoltra nei boschi e non si fa più trovare né dall’amico, né dalla moglie (in realtà neppure lo cerca, non lo ama), né da nessun conoscente del mondo “civilizzato”. “L‘anno della lepre” è un inno alla libertà, alla riscoperta di se stessi, la storia di una scelta radicale da parte chi non vuole più scendere a compromessi con la felicità.
In questo senso Vatanen fa pensare al protagonista di un’altra grande storia, “Into the wild“, che pure abbandona il mondo urbano dei simili per vivere in solitudine a diretto contatto della natura. Avventure rocambolesche, alcool a sbafo, salvataggi in extremis di animali, incontri con personaggi bizzarri, situazioni comiche che invitano alla riflessione, l‘immensa tenerezza per animali in difficoltà che col loro silenzio ed i loro sguardi sembrano voler parlare agli uomini: un orso curioso, mucche spaventate,un corvo ladro e mangione e...la lepre. L’onnipresente lepre cui Vatanen si lega come se fosse una bambina da proteggere e tenere in braccio, amica delle sue disavventure, simbolo di un mondo semplice e schietto totalmente estraneo alla farraginosità dei rapporti umani, libero.