L'autunno del patriarca
by Gabriel Garcia Marquez
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Dispotico, violento, amante insaziabile ma frettoloso, vendicativo, sanguinario e superstizioso, il "patriarca" è il dittatore di una sperduta isola dei Caraibi. Vive in un palazzo in rovina, circondato da postulanti e adulatori, ma la solitudine del potere è spaventosa: poco più che selvaggio analf... More

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enfant terribleenfant terrible wrote a review
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CI SONO ORDINI CHE SI POSSONO DIRE MA NON ESEGUIRE.
Rilettura.
Prima di tutto. La bellezza di leggere qualcosa che si distacca dal classico scrivere per bene. La bellezza offerta senza altari, sacrifici, la possibilità di veder fluire i pensieri che non sono rinchiusi barbaramente nella casa di cura di una punteggiatura. Se ami leggere, imparare, confrontarti, devi saperlo fare anche saltando tra le dune del deserto. La possibilità offerta di tenere all'erta l' anima, di tenere sveglio il cervello nell' apprendere il più velocemente possibile il meccanismo di quello scrivere, narrare, esporre, per non farsi stritolare ma diventare un nuovo ingranaggio di quella macchina strana, ma perfetta. La bellezza di vedere quello che ti passa accanto, non camminando, ma dai finestrini di un treno ad alta velocità, senza perderti neppure i petali di una rosa che si schiudono. Per quanto riguarda il libro. Quest' autunno di questo uomo nella solitudine del suo potere, dittatore, re, generale, figlio, despota con barlumi di pietà, con la fottuta paura di essere fottuto. Questo uomo con la mano sul petto come un' imperatore o come il sacro cuore. Questo uomo senza destino da leggere nei palmi delle mani, carte o fondi di caffè, ma solo nella profondità dell' acqua di un catino.
Questo uomo, che in un' espressione fallica, conferma un ordine imperativo o conferma un' evidente lettura di un pensiero che molti si lasciano sfuggire. Una madre, l' unico punto di riferimento nel suo potere e solitudine, una madre che pensa di suo figlio queste parole:
"Quest' uomo, così odioso, autore di torture
per migliaia di esseri umani, suscita, più che un rancore, un sentimento di pietà quasi angosciante." Allora mi sono fermato a pensare, se anche le madri di tutti i bastardi che la storia ci ha regalato, potevano permettersi di parlare cosi dei loro figli.
Come poteva essere davvero un' uomo che cantava una ninna nanna, tirata fuori dal palmo della mano, per far addormentare il suo bambino, il bambino nel suo testicolo ernioso. Oppure l' amore verso sua madre;
"Si madre: dorma piano".
Questo uomo, "che tuttavia governava come se si sapesse predestinato a non morire mai..."
Allora leggete senza paura del nuovo zulù, scrivete come volete, lasciate le orme di un pensiero, lasciate che rimangano li anche dopo la pioggia, il sole, nella polvere, diventare ghiaccio dopo la neve, scrivete parole armate, parole che sanno volare, parole senza nome, parole che sanno danzare, inventare nuove forme di vita. Lasciate che quelle parole diventino immagine, perché non sarà la mancanza di un punto, ne di una virgola, a farle morire di noia.
Biblioteche Off TorinoBiblioteche Off Torino wrote a review
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