L'ereditiera americana
by Daisy Goodwin
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Siamo nei mitici anni Novanta del diciannovesimo secolo. Per la sera del ballo in maschera di Cora Cash niente è stato lasciato al caso. Splendida, determinata e scandalosamente ricca, Cora è quanto di più simile a una principessa si possa trovare nell'alta società newyorkese. Sua madre ha architett... More

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ArtemisiaArtemisia wrote a review
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carino
Difficilmente resto poco entusiasta quando leggo romanzi storici, perché le eroine hanno un modo così poco consono al periodo, che il loro rapportarsi alla società del tempo, il più delle volte è imbarazzante, insolito ma divertente.
Questa volta, Cora non mi ha convinta per niente, o forse è proprio la storia in sé che non mi ha coinvolta, se in un primo momento sembra essere audace, caparbia, dall'altra si abbondana molto alle circostanze, soprattutto quando giunge in Inghilterra. Il fatto di essere una ricca ereditiera, in cerca di un titolato che ha bisogno di un matrimonio per risollevare le proprie finanze, la rende viziata e capricciosa. Sin dall'inizio quando accetta il matrimonio con Ivo, nono Duca di Wareham, non si riesce a capire se lo fa perché è innamorata o perché non vuole essere più sotto la tutela di sua madre, una donna alquanto ambiziosa.
La piacevolezza però di questo romanzo sta proprio nel modo di comportarsi di Cora, ma anche dalle ambiguità di Ivo, che il più delle volte si dimostra poco loquace a far conoscere il suo passato.
Un romanzo che in alcuni momenti scorre velocemente, in altri rallenta, diventando noioso, non mancano colpi di scena che si percepiscono sin dall'inizio, che dirvi, un quadro ad ampio spettro perché abbraccia la storia dell'America di fine Ottocento, in sovrapposizione con un vecchio continente che cerca di reagire alla modernità cercando però di rimanere legato a un passato oramai decaduto da tempo.
labibliotecadellibraio.blogspot.it/2016/12/trame-e-opinioni-lereditiera-americana.html
MamabossMamaboss wrote a review
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PatriziaPatrizia wrote a review
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La cosa peggiore nel leggere un ebook è che se non ti piace non puoi neppure randellarlo nel muro.
Le storie d’amore non sono nelle mie corde, ma devo dire che personalmente ho trovato questo libro decisamente brutto, e insopportabilmente lungo dato che per buona parte del volume ci sono decine di descrizioni di vestiti, case, menù e suppellettili varie. La storia: Cora è una diciannovenne americana, disgustosamente ricca e anche figa, oppressa da una madre arrampicatrice sociale che sogna per la propria figlia un matrimonio che possa fornirle anche un titolo nobiliare. Perché questo avvenga le due s’imbarcano per la vecchia Inghilterra, luogo dove la nobiltà pullula e soprattutto è parecchio impoverita e il gruzzoletto di Cora sarà molto invitante per dei nobili scapoli. E qui, complice una caduta da cavallo la nostra giovane eroina conoscerà un duca, verrà chiesta in moglie, lo sposerà, ci farà una figlio, sarà (forse) cornificata. Sarà preda di atroci dilemmi, tipo: sarà meglio far sedere la marchesa accanto al Principe di Galles ( c’è anche lui, d’altra parte si sa, il principe di Galles è un classico), subirà le angherie di una suocera troppo invadente, lotterà per farsi accettare dalla vecchia nobiltà, con tutti i suoi vecchi riti e modi, son problemoni, davvero. In mezzo a tutto questo vortice di drammi e suppongo non fosse nelle intenzioni dell’autrice, ci sono dei punti dove ho sghignazzato non poco, quando per esempio la nostra (ora) duchessa trova anche il modo di spendere i suoi soldi per risistemare la residenza di campagna, per prima cosa compra un Rembrandt per la cappella, eccerto, per dire io ho un po’ di spazio sopra il divano e stavo giusto pensando a Guernica, o quando fa sistemare il giardino e invece di prendere due azalee e un ortensia che fa lei? Compra Amore e Psiche di Canova, ovvio. Ancora una cosa il duca si chiama Ivo, un suo amico si chiama Odo. Ivo & Odo, sembra una marca di croccantini per gatti. Veramente una lettura inutile.