L'eroe imperfetto
by Wu Ming 4
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Negli ultimi tempi è in corso una profonda riflessione sulla figura dell'eroe, come ci è stata tramandata dai miti classici e dalla "Poetica" di Aristotele: sulla sua crisi, sulla sua decadenza o esaurimento, sul suo "lato oscuro" e nondimeno sulla sua necessità. Smontare la figura dell'eroe nei suo... More

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Parte della mia ammirazione per i Wu Ming è dovuto al metodo di lavoro con cui approfondiscono un àmbito tematico tanto con gli strumenti della narrativa quanto quelli della critica, di modo che romanzi, saggi e Unidentified Narrative Objects rientrino in un medesimo cluster tematico. I risultati, a dirla tutta, mi sono spesso sembrati più interessanti nella saggistica che nella narrativa, e un professore di italianistica della mia università rivolgeva perciò al collettivo la critica di predicare bene e razzolare male. Io trovo che i Wu Ming siano sempre stato coerenti nel definirsi artigiani della narrazione; e d'altro canto, considerata la mia formazione e i miei interessi, un testo come questo è gratificante di per sé.

Stella del mattino, il romanzo solista di WM4, era un ritratto dei War Poets, la generazione di letterati che aveva vissuto in prima persona la Grande Guerra, e che aveva cercato di elaborarne il trauma collettivo anche con la poesia e la narrativa. Nonché, come appunto ha dimostrato WM4, con il mito. Una breve lista di nomi, pur prescindendo da quello di T.S. Eliot, è sufficiente a dimostrare quanto fosse profondo il bisogno postbellico di mitopoiesi: C.S. Lewis, J.R.R. Tolkien, e forse su tutti Robert Graves, prima poeta e poi autore del Golden Bough della sua generazione. E c'è di più: perfino Thomas Edward Lawrence, personaggio centrale di Stella del mattino e più noto come Lawrence d'Arabia, con The Seven Pillars of Wisdom ha scritto, secondo WM4, più un romanzo epico che un memoriale di guerra.

Dall'approfondimento di questo contesto storico, umano e letterario, WM4 ha ricavato una serie di saggi e conferenze (uso dei termini sostenuti ma pertinenti), spesso reperibili sul sito del collettivo; in particolare studi approfonditi sull'opera di Tolkien, in collaborazione tanto con il collettivo romano R.A.S.H. che con l'Associazione Romana di Studi Tolkieniani, unendo come sempre militanza di strada e rigore testuale, e smontando puntualmente l'uso strumentale che gli evoliani italiani hanno lungamente fatto di Tolkien. Lo studio su questo autore è culminato nella pubblicazione di Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm, testo finora bistrattato in Italia, nel quale Tolkien non solo critica l'ideale nordico dell'eroismo, ma dimostra che questa critica era presente già negli stessi poemi sassoni sui quali quell'ideale è fondato.

E questo è il nodo centrale: l'ideale eroico.
WM4 tira le fila degli argomenti che ho finora esposto, e il risultato è L'eroe imperfetto. Il testo contiene tre saggi.

Da Camelot a Damasco
In cui si dimostra come T.E. Lawrence abbia costruito la propria immagine di "prima icona pop moderna" e abbia usato la propria cultura oxoniense e archeologica per proiettarsi in una dimensione epica ed eroica ma non priva di ombre e, com'è ovvio, di manipolazioni.

Un giorno a Maldon
In cui si narra della battaglia di Maldon, nella quale il pirata norvegese Olaf Tryggvason (futuro re di Norvegia) ammaliò il conte sassone Byrhthnoth con la promessa di una morte eroica sul campo di battaglia, guadagnando la prima storica vittoria dei vichinghi in terra inglese e aprendo la strada al "giogo normanno" e ai regni vichinghi. Il poema sassone The Battle of Maldon, monco di incipit ed explicit a causa della perdita del foglio esterno, ha suscitato l'attenzione e l'ésprit narrativo di ben due letterati con la passione per l'Old English: Borges e Tolkien. Entrambi hanno voluto immaginare la possibile conclusione del poema.

L'eroe e la Dea
Il saggio più lungo, da solo occupa i due terzi del totale.
In cui l'Aiace di Sofocle, il Sir Gawayn and the Green Knight di cui Tolkien era stato curatore, il romanzo d'esordio di Steinbeck (!), e The Lord of the Rings vengono letti attraverso un medesimo filo tematico: un modello eroico "alternativo" a quello patriarcale, rispettoso del divino femminile caro al già citato Graves.

Links
Wu Ming 4 con i Red and Anarchist Skin Heads di Roma:
inventati.org/rash-roma/sito
wumingfoundation.com/giap/?tag=rash

Wu Ming 4 con l'Associazione Romana di Studi Tolkieniani:
jrrtolkien.it/2012/12/04/i-seminari-dellarst-wu-ming-4-e-i-gentilhobbit
wumingfoundation.com/giap/?p=10283

Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm:
bompiani.rcslibri.corriere.it/libro/6522_il_ritorno_di_beorhtnoth_figli_tolkien.html
@Velapoma@Velapoma wrote a review
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Antileviatiano.
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BurlamaccoBurlamacco wrote a review
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