L'età dell'innocenza
by Edith Wharton
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sandrasandra wrote a review
621
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Evi *Evi * wrote a review
722
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Il triangolo no, non l'avevo considerato, d'accordo ci proverò la geometria non è un reato.
**** e mezzo
Quando la contessa Ellen Olenska, americana di nascita ma europea di costumi e per formazione, compare quella sera là, nel palco dell'Opera di New York con quell'abito stile impero di velluto blu, le spalle leggermente scoperte e senza scialle, un piccolo terremoto attraversa il teatro facendolo vibrare di pettegolezzi e di occhiate curiose dai minuscoli binocoli.
Ellen, inconsapevole forestiera, metterà in discussione le rigide convenzioni che nutrono e informano la nascente società neworkese di fine '800.
Una società che inorridisce all'idea che una donna accetti di divorziare, compromettendo per sempre il suo nome e mettendo a rischio un patrimonio già consolidato.
Interessantissimo lo scontro tra due mondi, un po' alla Henry James: la vecchia Europa culla della bellezza, dell'arte, testimone di uno spirito di vita vissuta intensamente da secoli, libera nei giudizi, versatile ma corrotta, e l'affermarsi di una nuova società, quella americana, chiusa nei circoli dei suoi club aristocratici, dove la verità non viene mai detta né messa in pratica e nemmeno pensata ma solo rappresentata da un sistema di segni arbitrari, irrigidita in una griglia di convenzioni rigide come le stecche di balena dei corsetti che danno forma agli abiti dalle signore.

Sì certo una storia d'amore, ostacolata, ovviamente, come sono sempre le più belle storie d'amore in letteratura e nella vita(!?).

Con un brivido di presentimento vide il suo matrimonio divenire come la maggioranza degli altri del suo ambiente: una torpida associazione di interessi materiali e sociali tenuta assieme dall’ignoranza dell’una e dall’ipocrisia dell’altro

Un triangolo dove al vertice c'è Newland Archer affascinante avvocato, profondamente colto e diversamente sensibile che si rigira a fatica nelle maglie delle convenzioni sociali come in un abito di due taglie più piccolo.
Sulla base del triangolo la giovane deliziosa May Welland leale, innocente ma forgiata in cliché trasmessi da generazioni di madri, sorelle , zie, la mente sigillata all'immaginazione, incapace suo malgrado di evolversi, e poi lei il suo opposto la contessa Olenska.
Tre grandi personaggi, ognuno fiero di una dignità rimarchevole.
La soluzione di questo teorema di Pitagora non è dicibile anche perché, in questo caso specifico, un qualsiasi spoiler guasterebbe assai la lettura le cui pagine finali, tra le altre cose, sono di una intensità straordinaria .
Non è un libro solo per "signorine", Edith Wharton penna affilatissima, fustigatrice di mondi, ma con grazia ed intelligenza e una certa complessità di ragionamento, prima donna a vincere nel 1921 il premio Pulitzer per il romanzo.
E ora, via, di corsa a vedere il film con quell'irresistibile di David Day Lewis.
Liberty RoseLiberty Rose wrote a review
02
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Spoiler Alert
Innocenza e costrizione
Oggi vi propongo un romanzo di un'autrice americana, la prima che nel 1921, grazie proprio a questo volume, vinse il Premio Pulitzer. Il libro è L'Età dell'Innocenza, storia ambientata nell'alta borghesia newyorchese della seconda metà dell'ottocento.
Le vicende, attraverso le quali la penna elegante della Wharton ci presenta una società chiusa su se stessa, seguono la vita dell'avvocato Newland Archer, un gentiluomo d'altri tempi, dedito ai propri affari e al fidanzamento con la graziosa May Welland. La giovane incarna le qualità tipiche che un uomo come Archer può desiderare nella propria futura sposa: che un galantuomo del tempo possa desiderare da una giovane sposa: ha un'ottima educazione, è apparentemente dolce e romantica.
La comunità in cui si muovono questi personaggi è una vera e propria gabbia dorata, basata su una solida ricchezza, ma allo stesso tempo tutti sembrano come bloccati da un ottuso moralismo, le cui rigide convenzioni ostacolano qualsiasi desiderio di affermazione del singolo. Tutti sembrano muoversi anche in uno spazio ristretto, in un angolo di mondo chiuso verso l'esterno e verso tutto quello che è diverso da loro. A scuotere profondamente la loro esistenza è l'arrivo di un personaggio come la contessa Ellen Olenska, cugina di May.
Ellen è fuggita da un marito violento e infedele che ha reso miserabile la sua esistenza. La donna vorrebbe divorziare da lui, per essere finalmente libera, ma il divorzio, pur essendo legale, viene considerato socialmente inaccettabile e Newland finirà per diventare il legale della donna, a cui viene consigliata la separazione, ma non il divorzio. La vicinanza dei due alimenta una passione e un'attrazione che però sono condannate dalla scelta di non proseguire con il divorzio e dal legame con May, la cugina di Ellen e fidanzata di Newland.
Archer e May si sposano, ma l'uomo non riesce a dimenticare Ellen, resosi conto che il suo rapporto con la moglie non è basato su sentimenti autentici, ma l'impossibilità di realizzare un legame tra i due, che sia sincero e che non ferisca May e la nuova famiglia che si è costituita, porteranno Ellen a scelte che rivoluzioneranno la sua stessa vita e quella di tutti gli altri.
Pur presentando, alla fine, il trionfo delle convenzioni, il personaggio di Ellen, donna libera e coraggiosa, pronta ad affrontare anche lo scandalo pur di poter vivere sinceramente le sue emozioni, finisce per trionfare su altri personaggi come May, fintamente innocente e ingenua, che in realtà incarna perfettamente tutti i valori della società nella quale vive e prospera, mentre Archer finisce per non presentare quella forza di carattere necessaria al cambiamento.
Da questo romanzo è stato tratto il bellissimo film del 1993 di Martin Scorsese con Daniel Day Lewis, Michelle Pfeiffer e Winona Ryder.