L'idiota
by Fyodor M. Dostoevsky
(*)(*)(*)(*)(*)(6,915)
Il principe Myskin, ultimo erede di una nobile famiglia decaduta, è "uno checerca nell'intimo della sua coscienza le motivazioni essenziali del suo mododi essere", mosso dalla candida fede nella fratellanza umana e dal propositodi fare il proprio dovere con onestà e sincerità. Tornato a Pietroburgo dopoun lungo soggiorno in Svizzera per curarsi dell'epilessia, viene travoltodalla vicenda di Nastas'ja Filippovna. Decide di chiederla in moglie persottrarla ai suoi due contendenti: il violento Rogozin, che per un amorefolle alza la propria offerta in denaro, e il segretario del generale Epancim,Ganja, che mira invece alla dote. Ma Nastas'ja, turbata dalla proposta, fuggecon Rogozin, mentre del principe si innamora Aglaja, la figlia del generale.

Maurizio A. R.'s Review

Maurizio A. R.Maurizio A. R. wrote a review
211
(*)(*)(*)(*)(*)
A cospetto di un landmark della letteratura mondiale è doveroso spendere due parole preliminari su quel che si è letto (ascoltato, in questo caso, su Audible): la fruibilità non può prescindere dal medium, che è la traduzione di Gianroberto Pacini.
Viene voglia di definirla sciatta: una maggiore accuratezza avrebbe evitato di ripetere cinque volte in un paragrafo l’aggettivo “straordinario”, o di tradurre il verbo commentare con “osservare”, che non sempre rende l’idea.
Allo stesso modo, l’interpretazione di Valerio Sacco sarebbe ottima, se una regia e una preparazione più attente avessero evitato di contraddire persino il testo. Cosi`, se Dostoevskij scrive che una frase fu urlata, si dovrebbe evitare di sussurrarla, sempre col tono implorante che diventa caricaturale alla fine di oltre venti ore di lettura.
Sul libro in quanto tale, poco da dire: un capolavoro assoluto, di modernità` sconcertante.
L’analisi della società russa, le cui contraddizioni interne provocheranno la (tragica) implosione del 1917, è perfetta e quasi profetica (Dosto morirà quarant’anni prima della rivoluzione); così quella dei tic dei nobili, dell’impossibile inseguimento di una maggior equità in una struttura così sclerotizzata eppure attraversata da aliti purificatori, da una tensione morale altissima (niente a che vedere con la capricciosa e riccioluta nobiltà` francese spazzata dalla prima rivoluzione).
E l’amore? Quello assoluto, totale di Natascia Filipovna o quello fresco e viscerale di Aglaia Epancina? Il contrappasso maschile non regge il confronto. Myskin e`, appunto un idiota: cioè un uomo di assoluta bontà che Dosto paragona a Gesù Cristo, ma del tutto incapace di cogliere la complessità umana, mentre quello di Evgenij è condizionato dalle strettezze economiche e quello cupo, gotico di Rogozin è piuttosto riscatto personale .
Chi prevarrà fra le prime e i secondi? Niente spoiler: leggetelo.
Una lettura difficile – con incisi di discussione morale che risulteranno ostici al lettore distratto – in una struttura diacronica e perfetta : l’unità di luogo e d’azione, abbandonata dalla narrativa moderna in favore della destrutturazione e del flashback, si spiega con sinuosità` ed eleganza meravigliose, mentre il roccioso substrato morale e spirituale trova compimento nell’esito.
Il romanzo per eccellenza.
Maurizio A. R.Maurizio A. R. wrote a review
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A cospetto di un landmark della letteratura mondiale è doveroso spendere due parole preliminari su quel che si è letto (ascoltato, in questo caso, su Audible): la fruibilità non può prescindere dal medium, che è la traduzione di Gianroberto Pacini.
Viene voglia di definirla sciatta: una maggiore accuratezza avrebbe evitato di ripetere cinque volte in un paragrafo l’aggettivo “straordinario”, o di tradurre il verbo commentare con “osservare”, che non sempre rende l’idea.
Allo stesso modo, l’interpretazione di Valerio Sacco sarebbe ottima, se una regia e una preparazione più attente avessero evitato di contraddire persino il testo. Cosi`, se Dostoevskij scrive che una frase fu urlata, si dovrebbe evitare di sussurrarla, sempre col tono implorante che diventa caricaturale alla fine di oltre venti ore di lettura.
Sul libro in quanto tale, poco da dire: un capolavoro assoluto, di modernità` sconcertante.
L’analisi della società russa, le cui contraddizioni interne provocheranno la (tragica) implosione del 1917, è perfetta e quasi profetica (Dosto morirà quarant’anni prima della rivoluzione); così quella dei tic dei nobili, dell’impossibile inseguimento di una maggior equità in una struttura così sclerotizzata eppure attraversata da aliti purificatori, da una tensione morale altissima (niente a che vedere con la capricciosa e riccioluta nobiltà` francese spazzata dalla prima rivoluzione).
E l’amore? Quello assoluto, totale di Natascia Filipovna o quello fresco e viscerale di Aglaia Epancina? Il contrappasso maschile non regge il confronto. Myskin e`, appunto un idiota: cioè un uomo di assoluta bontà che Dosto paragona a Gesù Cristo, ma del tutto incapace di cogliere la complessità umana, mentre quello di Evgenij è condizionato dalle strettezze economiche e quello cupo, gotico di Rogozin è piuttosto riscatto personale .
Chi prevarrà fra le prime e i secondi? Niente spoiler: leggetelo.
Una lettura difficile – con incisi di discussione morale che risulteranno ostici al lettore distratto – in una struttura diacronica e perfetta : l’unità di luogo e d’azione, abbandonata dalla narrativa moderna in favore della destrutturazione e del flashback, si spiega con sinuosità` ed eleganza meravigliose, mentre il roccioso substrato morale e spirituale trova compimento nell’esito.
Il romanzo per eccellenza.

Comments

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Grazie.
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Grazie.
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Maurizio, la traduzione certo è importante. Penso di aver letto e riletto il libro in una migliore traduzione, perché il romanzo mi è piaciuto moltissimo e non vi ho trovato una scrittura tutt'alto che sciatta. Penso che il protagonista sia il più bel personaggio maschile della letteratura.
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Maurizio, la traduzione certo è importante. Penso di aver letto e riletto il libro in una migliore traduzione, perché il romanzo mi è piaciuto moltissimo e non vi ho trovato una scrittura tutt'alto che sciatta. Penso che il protagonista sia il più bel personaggio maschile della letteratura.