L'idiota
by Fëdor Mihajlovič Dostoevskij
(*)(*)(*)(*)(*)(6,915)
Il principe Myškin, dopo gli anni trascorsi in una clinica svizzera, rientra in Russia. Sul treno che lo porta a Pietroburgo, conosce il rozzo Rogožin. Questi, invaghitosi della splendida Nastas’ja Filippovna, cerca di conquistarla col denaro appena ereditato. La giovane, sedotta in passato dal suo tutore e tormentata dal suo stato di donna “perduta”, è oggetto delle ambivalenti attenzioni di tutti, compresa Aglaja, avvenente ragazza da marito, altrettanto insofferente del suo ruolo. Myškin, grazie alla sua anomala ingenuità e alla disarmante mitezza, le conquista entrambe, divenendo oggetto di contesa. Egli, tuttavia, pare ossessionato soprattutto da Rogožin, a cui lo vincola uno strano sentimento. Le relazioni paradossali che si intrecciano nel romanzo costituiscono uno spettacolare affresco della complessità e incongruenza dei comportamenti umani.

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"Un giorno se n’era andato a passeggiare sui monti; era una giornata limpida e piena di sole [...] Sopra di lui il cielo luminoso, laggiù in basso un lago, e tutt’intorno l’orizzonte limpido e sconfinato, senza limiti. Egli aveva guardato a lungo quello spettacolo, straziato dall’angoscia. [...] Lo tormentava la sensazione di essere estraneo a tutto ciò. L’idea che quello era un banchetto, un’eterna gioiosa festa senza fine, verso la quale egli si sentiva attratto da tempo, da sempre, fin dall’infanzia, ma alla quale non era mai riuscito ad accostarsi. Ogni mattina si levava quello stesso splendido sole; ogni mattina l’arcobaleno s’inarcava sulla cascata; ogni sera quella cima innevata laggiù, la più alta di tutte, al limite dell’orizzonte, s’incendiava di porpora; ogni “minuscolo moscerino, che gli ronzava attorno in un raggio di sole, anche lui era invitato al banchetto e prendeva parte al coro della vita, conosceva in esso il suo posto, lo amava ed era felice”; ogni filo d’erba cresceva ed era felice! Quel filo d’erba conosceva il suo cammino, e ogni cosa conosceva il suo cammino, giungeva cantando e cantando se ne andava; soltanto lui non sapeva nulla e non capiva nulla, né gli uomini, né i suoni intorno a lui; era solo un aborto estraneo a tutto il resto."
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"Un giorno se n’era andato a passeggiare sui monti; era una giornata limpida e piena di sole [...] Sopra di lui il cielo luminoso, laggiù in basso un lago, e tutt’intorno l’orizzonte limpido e sconfinato, senza limiti. Egli aveva guardato a lungo quello spettacolo, straziato dall’angoscia. [...] Lo tormentava More
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