L'influenza delle stelle
by Emma Donoghue
(*)(*)(*)(*)( )(14)
Dublino 1918. In una città devastata alla guerra e dalla pandemia l'infermiera Julia Power gestisce da sola, un minuscolo reparto di ospedale dove sono ricoverate donne incinte e in quarantena affette dai sintomi dell'influenza spagnola.

All Reviews

3
MaristellaMaristella wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )
L'INFLUENZA DELLE STELLE
Impossibile non associare quello che stiamo vivendo ai nostri giorni con lo scenario descritto in “L’influenza delle stelle” (SEM 2021) di Emma Donoghue drammaturga, sceneggiatrice e scrittrice irlandese naturalizzata canadese, vincitrice di numerosi e prestigiosi premi letterari.
Siamo a Dublino nel 1918. Non solo la guerra sta falcidiando tante vite umane ma la pandemia di influenza spagnola si è abbattuta ferocemente sul mondo, strappando milioni e milioni di esistenze colte pur se nel fiore degli anni.
Julia Powers, infermiera trentenne preparata e generosa, lotta ogni giorno con la vita e con la morte in un piccolo reparto del grande ospedale di Dublino denominato Maternità/Febbre dove sono ricoverate donne in avanzato stato di gravidanza colpite da quella influenza terribile a cui sono stati attribuiti tanti nomi ma il cui esito è sempre troppo spesso fatale. Non lo è stato per lei che, superata la malattia presa in forma leggera, può continuare la sua opera senza paura di ammalarsi perché ormai immunizzata.
La città è allo stremo. Le strade vengono inondate di acido fenico, le persone devono osservare il distanziamento e portare la mascherina sul volto, i mezzi pubblici sono intasati e insufficienti, uno starnuto spaventa e intorno a chi lo ha prodotto si crea il vuoto, le farmacie espongono cartelli per annunciare la fine delle scorte di disinfettanti, cartelli affissi sui muri dei palazzi danno informazioni diverse e spesso contraddittorie sul modo di tenere lontano il morbo, gli ospedali sono al collasso perché molti sanitari si sono ammalati e i medici rimasti sono pochi e anziani, dato che i giovani sono impegnati sul fronte. Ovunque miseria, promiscuità all’interno di ambienti malsani, assurde credenze e superstizioni per allontanare una malattia sconosciuta contro la quale a volte si combatte per giorni e a volte ti strappa il respiro in un paio d’ore.
Rosso, marrone, blu e nero sono la sequenza dei colori che dipingono il viso di chi ne è colpito man mano che si aggrava e che danno il titolo ad ognuno dei quattro capitoli di cui è composto il libro.
Nello spazio claustrofobico di una stanzetta dell’ospedale con soli tre letti occupati da tre donne, ognuna con la sua storia alle spalle ma accomunate dalla gravidanza e dalla tragicità della situazione che si trovano a vivere, Julia cerca in ogni modo di alleviare le loro sofferenze e di aiutarle nell’arduo compito di dare la vita e sfuggire alla morte, all’influenza delle stelle che con questa malattia, si pensava dessero prova che dai cieli potessero governare i destini e colpire chi era nato sotto una particolarmente cattiva di loro.
Con l’arrivo di una giovane aiutante, Bridie Sweeney, ragazza abusata e maltrattata dalle suore dell’orfanotrofio dublinese e l’aiuto di una dottoressa brillante, anticonformista e altamente specializzata in ostetricia, la dott.ssa Katy Lynn (personaggio realmente esistito), ricercata dalla Polizia perché affiliata al movimento indipendentista irlandese, Julia stringerà dei rapporti personali molto forti, scoprendo una parte di sé che non pensava potesse esistere.
Straziante, crudo, arricchito di tutte le conoscenze mediche del tempo che vengono palesate sia nelle cure che nel momento di travagli faticosi e tragici, il libro affronta una realtà soggettiva e collettiva amara e spietata soprattutto nei confronti delle donne e, con la delicatezza che questa autrice ha sempre avuto anche nel’affrontare argomenti particolarmente duri, apre un varco alla speranza attraverso quei sentimenti umani che mai dovrebbero spegnersi.