L'occhio del lupo
by Daniel Pennac
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Storione SaggioStorione Saggio wrote a review
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Fiaba molto bella
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Un lupo con un occhio solo, rinchiuso in una gabbia di uno zoo, riceve ogni giorno la visita di uno strano ragazzino che lo osserva costantemente, per tutto l’orario di apertura dello zoo e persino nei giorni di chiusura; un giorno il ragazzino chiude un occhio, quasi a volerlo imitare, e i due entrano in una sorta di contatto telepatico fra loro, narrandosi a vicenda la loro vita …
Libro preferito fra quelli da lui scritti dell’autore, si tratta di una fiaba: trama e linguaggio sono abbastanza bambineschi; ma i temi trattati sono notevoli, dalla accettazione della diversità ai temi ambientali (senza, però, scadere in retoriche estremiste quali quelle contro gli zoo), dalla intraprendenza all’immigrazione.
Soprattutto per bambini; ma prezioso per loro. A me affascina molto la figura dell’animale lupo, in generale, e quindi avevo un occhio di riguardo su questo libro.
Libro che fa parte di una collezione di storie per ragazzi edita e distribuita settimanalmente nelle edicole da Centuria, che ho prenotato per intero soprattutto per la selezione di storie, divise fra classici e contemporanei ma non dei banali romanzi di cui tutti noi possediamo probabilmente una copia a casa (fra tutti i titoli finora raccolti, solo “Il piccolo principe” avevo già in altra edizione); tascabili agevoli e con parecchie figure, mi sembra una collezione meritevole; questo il primo volume che leggo e recensisco, seguiranno gli altri a stretto giro.
GuidoGuido wrote a review
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JackJack wrote a review
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JimmyJimmy wrote a review
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PiziaPizia wrote a review
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"Lo chiameremo Africa."
Non raccontiamo più storie. Non ci raccontiamo nulla.
Ognuno se ne sta là con i propri ricordi, i propri pensieri, la propria irrinunciabile connessione, e nessuno parla.
Solo i bambini si fanno raccontare le storie -forse lo fanno ancora.
Ma i poemi omerici, i grandi classici come pure le leggende popolari, sono nati così: gente che ascoltava, gente che parlava.
Abbiamo smesso di coltivare il gusto del racconto: raccontare è un'arte, va coltivata, amata, accudita ed esercitata -cosa non facile, appunto, in questo mondo di silenzi.
Ma noi, tutti noi, indistintamente noi anche se lo ignoriamo abbiamo bisogno di raccontare, di raccontarci, e di ascoltare altri che si raccontano, o raccontano cose.
Raccontare è fantasia, passione, libertà, generosità.
Raccontare ed ascoltare ci rendono persone più felici e più libere.
Questo libro in realtà io l'ho assorbito nel modo migliore: l'ho ascoltato, attraverso l'audiolibro di Salani letto da Claudio Bisio. E credo che sia il miglior modo per accogliere questa storia -per me senz'altro lo è stato.
Io non sopporto Pennac: lo trovo arrogante, noioso e spocchioso. L'ho assaggiato, l'ho disprezzato, e l'ho dimenticato: nella mia biblioteca non esiste la voce Pennac.
Da quando ho scoperto gli audiolibri, però, la musica è un po' cambiata: a volte contano quasi più i lettori, o almeno sono questi a fare la differenza (solo un esempio: Saviano che devasta Se questo è un uomo, o invece Favino che racconta il piccolo Itamar di Grossman e te lo lascia nel cuore); quindi ho visto Bisio ed ho pensato vabbè, massimo spengo la radio -come ho fatto con Benni, altro che non sopporto -e questo evidentemente senza riserve di voci o di ascolti.
Devo dire però, ad onore del libro -giacchè poi è di libri che stiamo parlando- che L'occhio del lupo l'avrei goduto anche se l'avessi letto: nonostante Pennac, o forse proprio per il gran mestiere di Pennac -che faccia lo scrittore non ci sono dubbi- la storia è raccontata magistralmente, con un'architettata alternanza di toni ed un preciso crescendo.
Ed è una storia bellissima: vale la pena "perdere"dieci minuti ed ascoltarsela.
E' un regalo per l'anima, davvero.