L'occhio più azzurro
by Toni Morrison
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Lo sconvolgente esordio narrativo
di una delle più straordinarie
scrittrici americane.



Ohio, 1941. Pecola Breedlove, una ragazzina nera che i poverissimi
e disgraziati genitori non sono più in grado di mantenere,
viene affidata a una modesta ma dignitosa famiglia di
colore e presto fa amicizia con le due bambine di casa, Frieda
e Claudia, con le quali trascorre le sue giornate. Vittima continua
di scherni e maltrattamenti, priva dell'affetto di chi dovrebbe
crescerla, e invece abusa della sua innocenza, Pecola
prega Dio perché le doni un paio di occhi azzurri. Un desiderio
straziante, che l'accompagnerà fino a quando la sua giovane,
povera esistenza volgerà alla svolta più drammatica, segnando
irreversibilmente il suo destino.

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Marco JaxxwaxxMarco Jaxxwaxx wrote a review
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terraterra wrote a review
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CinziaCinzia wrote a review
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Pecola era una bambina di undici anni che il tribunale affidò alla famiglia di Claudia e Frieda finchè la sua famiglia non potè riunirsi. Il padre Cholly era finito in prigione, la madre viveva presso la famiglia a cui faceva le pulizie e il fratello Sammy era presso un'altra famiglia.
Pecola aveva un unico desiderio: avere gli occhi azzurri, dei begli occhi azzurri come quelli della bambina sull'incarto delle caramelle o come quelli di Shirley Temple. Ogni notte questa era la preghiera che faceva a Dio.
Pecola, una bambina piuttosto bruttina, derisa dai compagni di scuola, ignorata dalla famiglia, abusata dal padre. La tragedia che già vive Pecola di voler essere meno brutta è aggravata dal linciaggio morale del vicinato che a poco a poco la porta letteralmente ad impazzire.

La diversità etnica e la difficoltà di accettazione, il pregiudizio, il dolore di una bambina che vuole solo essere bella secondo lo stereotipo di bellezza dominante. Il libro è pieno di argomenti dolorosi di riflessione.
Bel libro, bel linguaggio, abbastanza scorrevole tranne in 3 o 4 passaggi in cui l'autrice con alcuni “salti temporali” spiega la vita di alcuni personaggi (tipo la madre e il padre di Pecola) perchè veramente parte da talmente lontano che arrivi a chiederti “ma di chi sta parlando???” prima di riuscire a capirlo, e spesso partendo “dal nulla” (nel senso che nella fine del capitolo precedente stava parlando di altro).
Un libro che in diversi passaggi mi ha fatto sorridere di tenerezza verso l'ingenuità delle bambine, una ingenuità che è poi “adeguata” a quell'età ma scritta con molta tenerezza.
Le descrizioni dei personaggi, dei paesaggi, delle situazioni sono veramente molto belle
Sono indecisa se dargli 3 o 4 stelline. Gliene darei 3 per il discorso dei “salti temporali” (come li definisco io..) perchè stroncano molto la storia prima di riuscire a riprendere il filo... Ma gliene darei 4 per la storia raccontata. Facciamo 4 allora.

Dimenticavo una cosa: sto iniziando a diventare un po' insofferente alle scene di cattiveria sugli animali, sia che siano dovute alla cultura sia a qualsiasi altra spiegazione. Di conseguenza, ci sono un paio di personaggi di questo libro che mi hanno irritato molto...