L'ultima lacrima
by Stefano Benni
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I mostri degli anni passati, i mostri contemporanei, e soprattutto i mostri che potrebbero invaderci domani, e che forse possiamo ancora combattere.
Una scrittura piena di furore sorretta da un grande pathos morale.
Un'ultima lacrima che dice addio a ogni sterile piagnisteo.

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Gauss74Gauss74 wrote a review
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Una divertente scarica di pizzicotti.
la mia opinione che Stefano Benni sia un ottimo scrittore è corroborata dal fatto che nonostante il genere del racconto non mi piaccia, le sue raccolte mi piacciono invece moltissimo. Non fa eccezione questo "l'ultima lacrima", che dopo la potenza fantastica e visionaria de "Il bar sotto il mare" e la maliconia del ricordo di "Bar Sport" ci consegna una serie di divertenti ma anche inquietanti immagini di un futuro distopico.

E' un po' come se il compagno di banco alle superiori durante l'intervallo delle lezioni riesca a colpirti con una scarica di pizzicotti prendendoti ogni volta di sorpresa. Li per lì ridi, però fanno anche male, però ti dà anche fastidio che ci riesca sempre. davvero sei così stordito?
Con questa raccolta di racconti succede più o meno lo stesso. Il tema di fondo è la deriva lenta ma irresistibile di una Italia dominata dal Liberalismo radicale verso un mondo da incubo, nel quale la cultura si riduce a celebrazione della spazzatura televisiva; la morte si fa oggetto di spettacolo, il senso civico e del bene comune decade, la corruzione morale e la conseguenza distruzione dell'individuo attraverso l'esposizione in pubblico si fa industria e strumento di governo, ecc.. Potremmo parlarne per ore, ma non si può non notare che queste erano esattamente le preoccupazioni che certa sinistra aveva di fronte allo svelarsi dell'idea di stato ma anche si società del primo Berlusconi.

Le sfaccettature della società turboliberiste sono davvero tante, ed ogni racconto breve ne espone una sempre con grande efficacia; che ci sia sotto un pericolo reale lo si percepisce, e sempre al girare l'ultima pagina di ogni capitolo un sottile brivido corre lungo la schiena. Pure, un eccesso di zelo politico un po' troppo esagerato, e la necessità di dipingere il futuro a tinte un po' troppo forti americanizza un po' troppo questa ipotetica Italia superberlusconiana. Ci sono tratti italiani che non sono americani, e che ci rendono profondamente diversi nel modo di vedere le cose: non si vedono, ed ogni tanto mi è sembrato di leggere dell' America di Trump più che dell' Italia di Berlusconi.

Menzione speciale per l'immagine di copertina, un' autentica opera d'arte di Giovanni Mulazzani. E' inquietante come e più dei racconti che contiene, con questa famiglia stile mulino bianco però in divisa: una famiglia che sorride, però con un ghigno di plastica beffardo sempre uguale per tutti, mentre siede davanti al televisore in una stanza avvolta da tenebre sinistre. Molto americanamente, il padre siede sul divano con un fucile in mano. Degna immagine per tanto libro.


Alfonso76Alfonso76 wrote a review
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Ho dovuto fare il calcolo sei volte: prima a mente, poi compitando sulle dita, infine chiedendolo a Siri. Ebbene sì, dalla pubblicazione de L’ultima lacrima, raccolta di racconti di Stefano Benni di cui ricordo perfettamente l’uscita, sono passati la bellezza di 23 anni.

(ora, che il numero 23 sia una dominante esistenziale testimoniata anche dal nome di questo sito di scarso successo ma tanta passione è un elemento ulteriore che non affronterò. Comunque Adams si sbagliava e la Risposta è 23. Punto.).

Superato lo shock per gli anni che passano (si stava meglio prima, i giovani d’oggi, una volta l’estate non era così calda, domani vado a vedere i lavori di un cantiere), spiegherei perché ho ripreso in mano L’ultima lacrima. Io amo Benni, considero alcune sue pagine fra le migliori della recente letteratura (*), e mi era rimasto sul gozzo il fatto di non averne apprezzato alcune antologie. In particolare, avevo un ricordo davvero poco positivo de L’ultima lacrima, che avevo trovato insopportabilmente triste, privo di spunti, eccessivamente politicizzato.

Son certamente cambiato io: le parole (e persino l’edizione, nel mio caso) è rimasta la stessa, e non mi ha affatto intristito: mi ha fatto riflettere, mi ha divertito con il sarcasmo sottile, mi ha persino commosso, ma intristito no. E’ certamente segnato dal tempo (un certo clima politico è sottinteso, e neppure troppo velatamente se penso alla crociera della Nuova Destra e a Sniper, racconto in cui viene immaginata una guerra tra il Sud e il Nord Italia) ma contiene anche dei piccoli capolavori di immaginazione sociale e civile: da “Papà va in tv” (storia della diretta tv di una esecuzione su sedia elettrica vista a casa del condannato e intervallata da spot pubblicitari e interviste alla famiglia) a un pianeta regolato interamente dai sondaggi di opinione, vien voglia di chiamare gli autori della serie TV Black Mirror implorandoli di scritturare Benni per un loro episodio.

E si ride anche molto, tra un Bancomat umanizzato e intenzionato ad aiutare i più bisognosi e la storia di un improbabile agente di commercio intergalattico. In sintesi: una summa di emozioni e di generi (dalla fantascienza alla pura distopia, passando per un ironico realismo) che rende onore al genio dello scrittore bolognese.

Ebbene sì, mi ero sbagliato di grosso.

(*) leggasi il monologo di Lee in Comici spaventati guerrieri.

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capitolo23.com/2017/07/23/recensione-lultima-lacrima-stefano-benni --
Cyber AlexandrosCyber Alexandros wrote a review
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LAST TEAR IN CONCERTO!
Gran bella raccolta di racconti; una sinfonia musicale nella quale le note che si susseguono sono i personaggi, molto variegati, e le loro storie più o meno bizzarre, come fossero delle chiose di amare constatazioni sulla civiltà contemporanea. Infatti, in “Papà va in TV” ed “Il cattivo scolaro”, ad esempio, possiamo vedere come si palesi, con un profondo ed ironico sarcasmo, l’atteggiamento critico di Benni nei confronti del mezzo televisivo; atteggiamento che si concretizza nel non identificabile la TV, ed i suoi contenuti, come un adeguato strumento educativo; molto bello anche “Il nuovo libraio” dove i libri assumono una vita propria manifestando intenti aggressivi nei confronti di chi non li ami e non se ne prenda cura e dove, quindi, traspare l’amore dello stesso Benni per le opere letterarie.
Ma le note musicali di questa raccolta sono anche il borioso ed odioso “Re Capriccio”, lo smemorato “Re Moro”, gli amorevoli dinosauri “Rex e Tyra”, che si trovano a dover fronteggiare un’ecatombe, l’iracondo e scocciato scrittore Garibain, che non ne può più del suo traduttore e critico letterario, e molto altro.
Chiude la raccolta lo “Sniper” Tamburino, batterista ed amante del gruppo musicale Last Tear, che per amore della musica…
Beh, se volete sapere cosa combina, andate a leggervelo voi!
Unico appunto negativo che faccio sono alcuni odiosi intercalari che si potevano e, a mio avviso, si dovrebbero indubbiamente evitare.
Comunque nel complesso: Bello!
Tulip67Tulip67 wrote a review
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