La cacciatrice di teste
by Claudio Paglieri
(*)(*)(*)(*)( )(88)
Il viso scavato ed esangue, i capelli bianchi diventati radi. La morte non fa sconti a nessuno. Forse è per questo che anche un uomo avido e arido come Settimo Ranieri sente il bisogno di alleggerirsi l'anima prima che lo trascini a fondo per l'eternità. La statua in bronzo che giace, priva della testa, nella sua cantina fu pescata quarant'anni prima nelle acque di Ventotene. Ora è arrivato il momento di restituirla al legittimo proprietario: lo Stato italiano. E' a suo figlio Ludovico che affida questo compito, ma un tesoro di quella entità può risvegliare appetiti poco leciti, specialmente in un rettore universitario di grandi ambizioni.
Un anno dopo, a Camogli, il mare restituisce un'altra sagoma fredda e rigida: il cadavere di Marietto Risso, pescatore anarchico cui ultimamente la vecchiaia aveva tolto un po' di lucidità. L'ipotesi del suicidio, comoda per molti, non convince il commissario Marco Luciani, che dall'alto del suo metro e novantasette ha la presunzione di vedere un po' più lontano degli altri. Perché le risposte troppo semplici lo lasciano insoddisfatto, e, in passato, il suo istinto raramente lo ha tradito. L'indagine, tra identità celate, nuove morti e sospetti che si avventurano in acque non protette, lo porterà a Ventotene, a una storia vecchia di quarant'anni che, come Marietto, chiede ancora giustizia.

All Reviews

20
massimo.sardagnamassimo.sardagna wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
✿ erika✿ erika wrote a review
1017
(*)(*)(*)( )( )
La morte non fa sconti a nessuno
Vicenda abbastanza complicata da seguire, a causa di moti ondosi e correnti marine che la spostano in continuazione fra Ventotene, Roma, Camogli, Genova.
E anche per i veloci scambi fra accadimenti successi molti anni prima, qualche mese fa, ieri, oggi, che spiazzano un poco.
La cacciatrice del titolo è una bella donna con un cassetto pieno di manette, parrucche, vibratori, mutandine a ciambella; fa la giornalista freelance a Roma, ed è l’amante di un politico senza scrupoli. La testa che cerca è di bronzo, ma trova invece una testa di cazzo che la uccide.
Muore anche un vecchio marinaio ormai suonato e con parecchi segreti.
Viveva a Camogli, la casa delle mogli con le padelle giganti per la frittura appese nella piazzetta e le case colorate che guardano il mare tutte attaccate fra loro, come fosse una fortezza. Lo costruirono i marinai del passato quando si stufarono di trovare le mogli violentate e messe incinta da tutti i naviganti che passavano da quelle parti mentre loro erano in mare. Così le piazzarono ad abitare lì, pensando che tutte insieme si potevano difendere meglio.
A colpi di padella gigante, forse.

Il commissario che indaga sui fatti abita a Genova, e nel tragitto da casa sua alla questura passa spesso nei carruggi malfamati dove anche alle due del pomeriggio ci sono le battone nere in minigonna sedute sugli scalini a gambe aperte, con la loro mercanzia pelosa ben esposta.
Poi quasi tutti i giorni va a correre fino ai Magazzini del cotone anche se sviene perché è denutrito. Ci sono stata lo scorso anno per partecipare ad un congresso, prima di andarci già mi immaginavo seduta al freddo in un container arrugginito, invece sorpresa! non ci sono più dentro le merci portate dalle navi. Adesso è tutto sciccoso, con ristoranti, sale convegno, biblioteche, negozi e bar, perfino un teatro.
Morti, vivi, futuri morti; tutti quanti viaggiano avanti/indietro da casa loro a Ventotene, fino all'insolita conclusione del romanzo.
Di più non posso dirvi.


✰✰✰ con le vele issate
zombie49zombie49 wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
A Ventotene la peggior storia del commissario Luciani tra politica e archeologia
La statua bronzea di una dea greca priva della testa, opera di Lisippo, è nascosta nella cantina di un antiquario romano. L’anziano morente rivela al figlio che il capolavoro fu ripescato quarant’anni prima a Ventotene, e vorrebbe fosse restituito allo Stato italiano. Ludovico però, ambizioso professore e politico in carriera, escogita un piano x ricavarne denaro e prestigio. Un anno dopo, a Camogli, il mare restituisce il corpo di Marietto Risso, anziano pescatore del luogo, in apparenza suicida. Il commissario Luciani non è convinto, e le indagini lo portano a Ventotene e all’antico carcere dell’isola, teatro decenni prima di un’oscura storia di vendette e uccisioni. S’intrecciano le vicende parallele di tre personaggi: il pescatore Marietto, un po’ confuso dall’età, dal passato non proprio immacolato ma persecutore di un suo ideale di giustizia, il politico Ranieri, arrivista senza scrupoli disposto a qualsiasi nefandezza x denaro, il commissario Luciani, tutore della legge con qualche licenza personale. La storia è piuttosto lenta, e i continui cambiamenti di luogo, tempo, persona, rendono faticosa la lettura. Questo romanzo mi ha un po’ deluso, e a mio avviso è il meno riuscito della serie del commissario Luciani. Il traffico di opere d’arte, la politica e l’archeologia m’intrigano meno del calcio, l’ambientazione non mi entusiasma, e non riesco a trovare qui i vividi bozzetti di vita genovese che avevo apprezzato nelle altre opere di Paglieri. La conclusione, che sottintende un seguito alle vicende del commissario, è meno originale delle precedenti, quasi riparatoria a ciò che era rimasto irrisolto, come a voler compiacere i lettori amanti della felice conclusione nel compimento della giustizia.