La camera azzurra
by Georges Simenon
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«Sei così bello» gli aveva detto un giorno Andrée «che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti, in mezzo alla piazza della stazione...». Quella volta Tony aveva accennato un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei – «un piacere assoluto, animalesco, senza secondi fini, e mai seguito da disgusto, disagio o stanchezza». Del resto, era stata lei a tirarsi su la gonna e a invitarlo con la sua voce roca, la prima volta, a prenderla in mezzo all’erba e alle ortiche che costeggiavano la provinciale: dopo, lui aveva colto nei suoi occhi un’espressione di trionfo. E anche quel 2 agosto, quando lei gli aveva chiesto (avevano appena fatto l’amore, nella camera dell’Hôtel des Voyageurs che da un anno accoglieva i loro incontri clandestini): «Se io mi ritrovassi libera... faresti in modo di renderti libero anche tu?», lui non aveva dato peso a quelle parole, quasi non le aveva udite. Solo più tardi avrebbe compreso l’oscura minaccia che nascondevano. Ancora una volta, nel suo stile asciutto, rapido, implacabile, Simenon ci racconta la storia di una passione vorace e devastante, che non arretra davanti a nulla. Nemmeno davanti a un doppio delitto.Terminato a Noland nel giugno del 1963, La chambre bleue apparve a stampa l’anno seguente.

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PalantirPalantir wrote a review
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Spoiler Alert
Il libro inizia con una prima immagine, che poi sarà il filo conduttore di tutto il racconto. I dialoghi che si svolgono nelle prime pagine in questa "camera azzurra" si comprenderanno man mano che la storia prosegue. E' un racconto "poliziesco", ma che parla di persone anche molto diverse tra loro. Quella che sembra una vicenda banale agli occhi del protagonista, un fatto accaduto di cui non comprende inizialmente l'importanza, nel proseguo della storia si rileva invece fondamentale; sino a trovarsi precipitato e stritolato dagli eventi. Il protagonista non capisce e lo fa troppo tardi. Si percorre lungo il racconto il suo stato d'animo, fino alla fine quando forse capisce cosa è successo realmente e come è successo e soprattutto chi lo ha condotto a quel punto di non ritorno. La semplicità e la leggerezza della sua esistenza, gli viene presentata alla fine brutalmente, quando si accorge di non aver più nulla. Tutto per non aver risposto ad una domanda, perchè il filo della sua riflessione è stato interrotto dal fischio di un treno.
Non si prova simpatia per i personaggi del libro; ciascuno risulta antipatico o colpevole a suo modo. Perchè alcuni non fanno nulla per evitare che accada qualcosa, altri invece aiutano gli eventi. Chi invece li subisce senza apparentemente lottare suscita un sentimento di simpatia mista a commiserazione per una scelta che si rivela sbagliata solo a posteriori: scegliere la persona sbagliata.
Un libro poliziesco, ma che descrive una certa umanità: chi subisce e chi egoisticamente e tenacemente punta all'obiettivo, costi quel che costi.
PrimaVeraPrimaVera wrote a review
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Ti ho fatto male?
Questa è la storia di un quartato a cui a
forza di togliere angoli si è ottenuta una retta.

C’è quindi un punto A e un punto B, e tutto il resto scompare.
“Sappi che non dimentico”.
Non dimentico di essere stato un quadrato.
Poi un triangolo e in fine una serie infinita di punti che mi portavano solo a te.
Te che di scelte non sapevi che fartene.
Sapevi solo tenermi legata alla speranza che un giorno a partire dalla nostra retta potesse venire fuori una forma a più dimensioni.

Scegli me, punto A. Scegli me!
Vorrei, punto B, ma non posso.
Mi ami?
Presumibilmente.
E tu capivi “Certamente”.

La camera azzurra non era il luogo del vostro amore, era il contenitore delle abnegazioni di lui e delle false illusioni tue.

Punto A ti dichiaro colpevole dell’oltraggioso crimine della tua profonda inconsistenza. Della tua magistrale assenza di consapevolezza e di temerarietà.
Punto B, ti dichiaro altrettanto colpevole di aver ignorato coscienziosamente tutte le buone ragioni per lasciare andare il Punto A alla sua piccolezza d’animo, macchiandoti così di un crimine ancora più nefando: mancanza d’amor proprio.

La corte qui riunita ha deciso di condannarvi a perdervi per sempre.
Dalla vostra unione non ne uscirà che sofferenza, vostra e di chi vi sta intorno.
D’ora in poi sarete solo dei punti da cui far partire altre rette che mai e poi mai saranno parallele l’una alle altre.
Neanche tangenziali.
Esisterete in due spazi differenti.

Punto B, confidiamo in lei nel mantenere fede a questa decisione anche quando il Punto A si farà vivo con ogni suo mezzo, perché l’idea che lei possa essere felice senza di lui non lo farà dormire sonni tranquilli, lei si dovrà ricordare tutto.
Dovrà continuare per la sua strada.
Gli esperti qui riuniti in questo giorno straordinario, ritengono che solo così tornerà ad avere giorni felici.

Scambiatevi pure le ultime parole.

Che venga scritto agli atti:
Punto A dice
Amami ancora, perdutamente.
Punto B sospira e dichiara:
Amarti m’affatica, mi svuota dentro.

Il caso è chiuso.
Simenon sa scrivere.
E “La camera azzurra” va assolutamente letto.


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francesca lucchifrancesca lucchi wrote a review
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