La camera n.6 by Anton Pavlovič Čehov
La camera n.6 by Anton Pavlovič Čehov

La camera n.6

Racconti
by Anton Pavlovič Čehov

Translated by Giovanni Faccioli
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Description
Quindici racconti di Anton Cèchov. "Reparto Numero 6", qui con il titolo dell'edizione del 1929 di Giovanni Faccioli, è una acuta descrizione del interno di un manicomio. Molto prima dell’avvento dell’antipsichiatria, queste pagine occupano ancora un posto rilevante e sorprendente sull'anticipazione del tema. La denuncia del trattamento psichiatrico, che viola i diritti elementari degli esseri umani, si iscrive in una cornice storico-culturale, quella della Russia zarista, nella quale la violazione è la norma. L’ambito psichiatrico è solo quello ove lo scarto tra l'intento umanitaristico della cura e la realtà di un’incarcerazione fatta di soprusi e priva di senso appare più evidente. Gli altri racconti minori, ci indicano come la qualità letteraria di questo grande autore sia unica. Non vi è trama né azione ma tutte le sue opere sono magistralmente completate dal "dettaglio superfluo". E se Turgenev iniziò il lavorio sul dramma moderno russo, Cèchov lo portò alle estreme conseguenze, sia nella letteratura che nel teatro. In questi racconti al posto della figura centrale classica, vi sono i dialoghi, che escludono la costruzione monocentrica e distribuiscono l'attenzione del lettore( o dello spettatore) fra tutti i suoi personaggi, livellando così i suoi scritti in una direzione. Quest'idea, che è al centro di quasi tutte le sue opere, comporta un arte psicologica, ma ben diversa da quella di Tolstoj o Dostoèvskij. Nessuno scrittore supera infatti Cèchov, nel darci quel sentore di incomunicabilità tra esseri umani. Il suo stile, molto costruito, lo si può definire quasi musicale, più che narrativo..non tanto per una melodia che non c'è, ma per la fluidità e la precisione nella descrizione di caratteri e ambienti. Potremmo definire i suoi racconti punti che formeranno linee ben precise, rese più ricche dalle calde e sature atmosfere, proprie del realismo russo ottocentesco. L'effetto che ne esce è quasi lirico; leggendo questi racconti, si scorge l'intento del timbro cèchoviano: come in una poesia, il lettore viene rapito non tanto dai fatti in sé, quanto da un'empatia con lo stesso stato d'animo di chi scrive. Racconti come liriche ma con un'evidente contraddizione: la completa assenza delle idee e delle passioni dei personaggi. Questa mancata individualizzazione non è un difetto, ma una cosciente formula narrativa, un'intuizione psicologica che non sempre è stata capita. Il russo di Cèchov anche in questi racconti è privo di sfumature, di vivacità o di rabbia. Tutto ciò però rientra, stranamente o no, nella genialità riconosciuta di uno dei più grandi scrittori russi.
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About this Edition

Language

Italian

Publisher

Publication Date

1929

Format

Paperback

Number of Pages

280