La canzone di Achille
by Madeline Miller
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Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

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Topper HarleyTopper Harley wrote a review
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MaristellaMaristella wrote a review
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LA CANZONE DI ACHILLE
Romanzo d’esordio della statunitense Madeline Miller, docente di lettere antiche e pubblicato nel 2011 dopo dieci anni dedicati alla sua stesura, “La canzone di Achille vince l’anno successivo il prestigioso Orange Prize e viene tradotto in 25 lingue.
Ambientato nell’antica Grecia, prima e dopo la guerra di Troia, il libro ricostruisce il rapporto profondo tra Achille e Patroclo, un rapporto ancora controverso che ancora oggi divide gli studiosi in opinioni differenti.
Tra chi dice che i due fossero solamente grandi amici, chi che fossero parenti, chi amanti, la Miller preferisce abbracciare quest’ultima tesi e, dando voce proprio a Patroclo che in prima persona ci racconterà tutta la storia, riuscirà a riportare sulla carta una grande storia d’amore, vera, limpida e profonda. Achille bellissimo ed eccellente in ogni arte ma soprattutto in quella della guerra, troverà in Patroclo, esile e umilmente sempre in secondo piano, principe esiliato ormai senza corona per aver accidentalmente ucciso un altro ragazzo, il suo amico più fedele. Fin da ragazzini e poi da adolescenti saranno inseparabili. Addestrati sul Monte Pelio dal Centauro Chirone che li renderà partecipi di ogni suo sapere, scopriranno di amarsi e di non potere e volere mai vivere separati, condividendo lo stesso destino di cui entrambi sono sempre stati consapevoli. La loro relazione, invisa soprattutto alla madre di Achille, la dea Teti, impegnata a salvaguardare l’onore del figlio, incontrerà molteplici ostacoli ma nessuno riuscirà mai a spezzare il loro intenso legame, quello che sentono l’uno per l’altro con sincerità reciproca, il solo che riesca a dare completezza alla loro esistenza. La Miller si è ispirata all’epica con una profonda conoscenza dei poemi omerici che traspare ad ogni passo e su questi ha costruito poi il suo racconto, arricchendolo di proprie congetture e fantasie, presentandoci tutti i personaggi con i loro pregi e i loro difetti, rendendoli vivi e palpabili e trasportando il lettore all’interno della storia con grande coinvolgimento. Sebbene i fatti siano ben noti, già dai tempi della scuola, serpeggia tra le pagine una vaga ma tangibile speranza che le cose possano andare diversamente da quanto riportato da Omero, perché il vincolo sentimentale tra i due protagonisti è reso talmente autentico e integro che non si può abbandonare il desiderio di un’eventualità più felice.
La scrittura è diretta, molto delicata, emozionale e poetica, avvolge, commuove. Il libro è anche molto attuale, nel dimostrare come l’amore sia un sentimento universale che non conosce ostacoli, come sia inutile osteggiarlo, tentare di immobilizzarlo solo perché è magari considerato diverso, quando l’unione fisica e spirituale è talmente profonda che può essere recisa solo dalla morte e talvolta la travalica. L’autrice, permettendo a Patroclo di essere voce narrante, ci consente di entrare in intimità con i suoi pensieri, con le sue paure, con i suoi desideri, scoperchiando quanto di bello e puro sia il cuore di chi ama davvero, di chi è disposto a qualsiasi sacrificio per il bene dell’altro, con generosità e dedizione totale.  
#theansweris42#theansweris42 wrote a review
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Emozionata. Questo è l'aggettivo che può descrivere il mio stato d'animo in questo momento. Partiamo dal presupposto che io (mea culpa) non ho mai letto l'Iliade, non l'ho studiata a scuola e non ho neanche mai visto i film (ok, sono un caso clinico, che posso farci?). La storia però, per sommi capi, la conosco. L'ira del Pelide Achille che, dopo la morte di Patroclo, si vendica uccidendo Ettore e facendo fare al suo cadavere il tour delle mura di Troia, è leggendario, così come la storia del pomo d'oro, del rapimento di Elena e del cavallo di Ulisse (o Odisseo che dir si voglia).
Ecco, credo che questo sia tutto ciò che sapevo sul poema omerico prima di leggere "La canzone di Achille". Il mio commento sarà dunque influenzato dalla mia ignoranza e potrebbe far storcere il naso ai classicisti, ma pazienza.
A me è piaciuto tantissimo. Che io ami le storie d'amore è risaputo, e questo, descritto dalla Miller, è un Amore con la A maiuscola. Non privo di difetti, è vero. Achille è un po' troppo pieno di sé e Patroclo troppo remissivo, ma i due dovevano in qualche modo compensarsi. Saranno proprio l'eccessivo orgoglio dell'uno e l'esagerato altruismo dell'altro a decretare la loro fine.
L'autrice narra la storia taciuta, o comunque messa in ombra, da Omero, e per questo può farlo dando sfogo alla propria immaginazione. Descrive un Patroclo timido, impacciato, sottomesso ad un padre che non riesce a soddisfare, sempre al di sotto delle sue aspettative, tanto che, quando per disgrazia uccide un coetaneo, questi non lo difende nemmeno ma prende la palla al balzo per sbarazzarsi di lui. Sarà questa la fortuna (o sfortuna?) di Patroclo che, esiliato, conoscerà Achille e, non credendo all'esistenza di cotanta perfezione, ne viene subito attratto. Quello che non si capisce è come tale attrazione sia contraccambiata. Cosa il perfetto Achille vede nel goffo e impacciato Patroclo? L'unica supposizione possibile è che, essendo una storia raccontata in prima persona da quest'ultimo, non sia proprio il massimo dell'obiettività. Con Achille Patroclo vivrà i primi palpiti, conoscerà i primi piaceri... i due saranno tutto l'uno per l'altro, inseparabili e palesemente innamorati.
Nella prima parte del libro non viene visto come qualcosa di scandaloso. Ulisse stesso dice ai due che da ragazzi certe cose sono normali. È quando diventano adulti che la cosa provoca qualche problema, tanto che Teti chiede, anzi no, ordina a Patroclo di non essere causa di vergogna per suo figlio.
I loro sentimenti sono comunque palesi e lo saranno fino alla fine, nonostante i fraintendimenti, le discussioni, le "deviazioni" verso relazioni più "tradizionali", loro ci saranno sempre l'uno per l'altro.
Non so se mi ha preso tanto per la storia o per la scrittura, fluida e scorrevole, ma so che mi ha invogliato a leggere l'originale Omerico, cosa che in sé è già un bel traguardo.
booksandteabooksandtea wrote a review
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