La canzone di Susannah
by Stephen King
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Il pistolero Roland guida l'ex drogato Eddie, il ragazzino Jake e la bella Susannah attraverso una geografia vacillante - l'Entromondo, il Medio Mondo, il Fine Mondo - dove universi onirici, ma concreti, tracimano l'uno nell'altro. I quattro sono una sorta di Compagnia della Torre perché devono ragg... More

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zombie49zombie49 wrote a review
52
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Sconsigliato in gravidanza: delirio splatter
Susannah, afroamericana mutilata alle gambe dalla personalità multipla, è scomparsa dopo la battaglia con i Lupi del Calla, portando con sé la terribile sfera magica Tredici Nera, foriera di sventure. Il gruppo dei predestinati, costituito da suo marito Eddie, il pistolero Roland, il giovane Jake con il bimbolo Oy e Padre Callahan deve attraversare la Porta spazio temporale e proiettarsi a New York nel 1999. Susannah nelle vesti del suo alter ego Mia sta x partorire un mostro figlio di un demone, che vuole distruggere la Torre Nera, e con essa l’intero universo. Jake, Callahan e Oy si lanciano sulle sue tracce, mentre Ed e Roland cercano il libraio Calvin Torre, proprietario del terreno su cui cresce la Rosa, simbolo della Torre nel mondo reale, che deve essere assolutamente protetta. Questo volume è ancora più confuso degli altri, con un lessico incomprensibile e criptato, troppi personaggi e storie collaterali insignificanti, unite alla vicenda principale da legami sempre più tenui. Nemmeno la Disney osa proporre un animaletto che piange x la partenza del padrone, ma il bimbolo è un essere di fantasia e quindi ci sta tutto. Troppo. Forse dovrei trovare il coraggio di abbandonare un libro, anche se firmato Stephen King, che si diverte a prendere in giro i lettori e i newyorchesi con dialoghi surreali. La storia è più fantasiosa e onirica di “Alice nel paese delle meraviglie”, crea una sensazione di disagio mentale come un incubo di febbricitante. I personaggi hanno comportamenti assurdi lontani da ogni logica. Mia e Detta sono due donne odiose, una più insopportabile dell’altra; dialoghi e trovate sono di cattivo gusto, volgari, infantili e si ripetono in modo ossessivo. Il tema della maternità è un mantra allucinato. Le ultime pagine sono un vortice delirante di scene splatter. Nel libro compare anche, con ironia e un pizzico di megalomania, lo stesso King, che, come creatore dei personaggi, è x essi dio: forse la parte più piacevole del racconto.
Massimo RossiMassimo Rossi wrote a review
10
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GalionsGalions wrote a review
74
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La divisione del Ka-tet
La premessa doverosa di questa recensione è che mi rivolgo a chi ha già letto la saga sino a questo punto e desidera un’anticipazione senza spoiler significativi su quello che l’aspetta proseguendo nella lettura.
‘La canzone di Susannah’ è il sesto romanzo del ciclo della ‘Torre Nera’, non è leggibile come romanzo a sé, come tutti gli altri del resto, e abbandona l’ambientazione western dei romanzi precedenti, nonostante riprenda dalla battaglia di Calla Bryn Sturgis che chiude ‘I lupi del Calla’.
Il gruppo di Roland sfinito dallo scontro con i lupi è rimasto orfano di Susannah, prossima al parto del demone che porta dentro di sé e imprigionata di nuovo in una sindrome bipolare, questa volta completamente diversa da quella che la affliggeva in ‘La chiamata dei tre’.
Mia è il personaggio che ha preso possesso del corpo di Susannah e a cui l’Uomo in nero ha promesso di soddisfare la voglia di maternità affidandole la crescita della creatura concepita durante il passaggio di Jake nel Medio-Mondo.
Susannah viene portata nella New York del 1999 grazie alla porta dimensionale aperta con la sfera conosciuta come ‘Tredici Nera’.
Jake, padre Callahan ed il piccolo Oy sono sulle tracce di Susannah, mentre Roland e Eddie debbono rintracciare Calvin Torre, il libraio proprietario del lotto newyorkese dove cresce la rosa che simboleggia la Torre Nera nel Mondo-Cardine.
Il Mondo-Cardine è il mondo dove ci troviamo noi lettori e dove si trova Stephen King.
L’autore in questo romanzo ritaglia un ruolo per sé che molti hanno criticato come espressione di un ego che lo stesso King non riesce a limitare, ma in tutta sincerità è una trovata che non mi ha disturbato affatto, anzi l’ho trovata davvero curiosa e divertente.
L’azione non manca, così come non mancano i passaggi dove ci si dilunga sui risvolti psicologici, in particolare nel duello tutto mentale di Susannah contro Mia, ma ho trovato una trama scorrevole, anche se non così ipnotica come nei romanzi centrali del ciclo, mi riferisco in particolare a ‘Terre desolate’ e ‘La sfera del buio’.
Il cambio di ambientazione incide in alcune scene dove i protagonisti appaiono sopra le righe, Jake riesce ad estrarre la sua Ruger contro un taxista che nel traffico urbano ha rischiato di investirlo, Roland ed Eddie, nonostante una trafelata sparatoria nel Maine, quando sono impegnati a non sbagliare la strada per raggiungere la casa di King risultano molto meno eroici di quando dovevano affrontare i lupi del Calla o le aramostre.
Un’ultima annotazione per dire quanto abbia trovato geniale l’idea che King ha avuto per legare il nascondiglio ed il destino della sfera ‘Tredici Nera’ con l’attualità del mondo reale.
Non ho dubbi sul fatto che i lettori che sono arrivati a questo punto hanno complessivamente apprezzato la saga ed hanno sorvolato sui passaggi non particolarmente riusciti, che in migliaia di pagine sono decisamente fisiologici, ma le valutazioni complessive le tengo per la recensione del romanzo conclusivo.
Appuntamento con il romanzo che prende il nome dalla saga e che promette moltissimo.
Nicola ProfetiNicola Profeti wrote a review
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