La casa del sonno
by Jonathan Coe
(*)(*)(*)(*)(*)(8,686)
In "La casa del sonno" si racconta l'avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Terry, che

All Reviews

1100 + 79 in other languages
FerrarotitincamilloFerrarotitincamillo wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
FrancyFrancy wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
JohnnyJohnny wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Buon libro, con una scrittura fluida ed efficace, tutto sommato di piacevole lettura e coinvolgente. Parte in maniera semplice, e nelle sue prime battute lo trovo chiaro e lineare, poi sale di livello. I personaggi, infatti, s'ammucchiano un pò (sono tanti, e non tutti necessari) e la storia diventa un pò complicata. Abbondano i legami nascosti, le piste vere e false, anche i vicoli ciechi, e le sotto-trame, che spesso aggiungono poco, ma l'autore offre tutti gli strumenti per comprenderla integralmente, a patto che si legga il racconto con attenzione. La vera difficoltà alla lettura è secondo me nell'intreccio, che però, lo riconosco, se fosse stato composto in maniera più fruibile avrebbe tolto molto al libro, che si sarebbe auto-spoilerato in più punti ed avrebbe perduto molta della sua capacità di coinvolgimento: lo approvo, per una delle poche volte che nella complicazione non ci vedo un virtuosismo ma delle reali motivazioni. Ad ogni modo, stendendo un velo pietoso su quelle tre o quattro forzature non banali, in quest'Inghilterra a un tratto divenuta piccolissima, direi tutto sommato che il plot in sé si regge e, personalmente, piace. Come sempre in Coe, quindi, ci sono delle complicanze eccessive, vuoi nell'intreccio vuoi nella ridondanza, come ho spiegato, e questo innegabilmente è un limite, ma di fatto il valore del testo c'è, e non è poco, anche se si può riassumere in una sola, semplice considerazione: pensi, per tutto il tempo, di star seduto lì a leggere un trattato mascherato da romanzo e basato sulla psicologia, ma alla fine scopri che si tratta solo di una storia d'amore.
Pio Francesco TartagliaPio Francesco Tartaglia wrote a review
00
(*)( )( )( )( )
GiulyAGiulyA wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)( )
Originale!
Forse un po’ sottotono rispetto a La famiglia Winshaw, ma un libro decisamente originale, in perfetto stile Jonathan Coe. Solo la sua immaginazione poteva concepire una storia, che poi è essenzialmente una storia d’amore, con uno svolgimento e una conclusione così particolari.
Le vicende personali dei protagonisti si svolgono e si intrecciano, mentre sullo sfondo i disturbi del sonno di alcuni di loro li accomunano e li fanno ritrovare ben dodici anni dopo il loro primo incontro.
La storia, infatti, come Coe avverte il lettore all’inizio del libro, si svolge su due piani temporali: i capitoli dispari sono ambientati negli anni 1983-84, i capitoli pari narrano quello che avviene nel 1996. Nonostante i salti temporali, la trama si segue bene. Coe racconta vicende e introduce personaggi apparentemente slegate tra loro e riannoda insieme tutti i fili.
Il punto d’incontro tra gli anni ‘80 e il 1996 è la residenza di Ashdown dove quasi tutti i personaggi che vi hanno vissuto all’epoca dell’università si ritrovano dodici anni dopo, quando Ashdown non è più residenza universitaria, ma è stata trasformata in una clinica del sonno da Gregory Dudden, un personaggio assurdo e istrionico che regala alcune delle parti più tragicomiche della storia.
Trovo che proprio uno dei punti di forza del libro, a parte la straordinaria originalità, sia la fusione tra tragedia e commedia, che porta il lettore a commuoversi fino alle lacrime per certe situazioni (l’incontro tra Sarah e Rebecca) e a ridere a crepapelle per altre (Gregory al convegno sulla gestione del cambiamento per ricordarne una, che tra l’altro è un bel pezzo di satira di Coe su alcune pratiche messe in atto nelle grandi aziende private ed estese a settori pubblici come quello della sanità).
SUN50SUN50 wrote a review
1330
(*)(*)(*)( )( )
Not the best by Coe (con TRADUZIONE) Gruppo Bookaholic (adesso Appunti di lettura) Consigli del mese di ottobre
The book centers on the sleep disorders of a bunch of students: Sarah, a narcoleptic who thinks her dreams are the reality. Gregory, her boyfriend, who has some kinky sexual practices involving her eyes. Terry, a movie snob who used to have idyllic dreams, and who is seeking the "perfect" art house film.
As time goes on, Sarah still feels an odd attraction for Robert, even though she is now dating the dripping-with-joie-de-vivre lesbian Veronica; Robert, in turn, is desperately seeking her. Terry's weird movie obsessions alienate those around him, and Gregory has since become a man obsessed with eradicating sleep itself.
Some of the problems with "House of Sleep" lie in the plotting. Coe falls back on cliches unworthy of his writing, like the letter-tucked-in-a-book, something more worthy of shock master Nicholas Sparks rather than a writer of Coe's caliber. Not to mention Robert's method of reconciling his love for Sarah, which was both unexpected and, in context, more than a little silly. It felt slapped in, as if Coe were thinking, "How can I fix this whole situation with a guy in love with a lesbian? I know!"
Much of the character interactions ultimately hinge on psychobabble, where all of them (especially Sarah) are picked apart. Ultimately, the arguments just aren't that convincing. And without the arguments, the character interactions make no sense. That same psychobabble also sucks the book dry of wit, humor, or acerbity. The writing is undeniably poetic and vivid, and Coe's usual delicacy with words, descriptions and dialogue save this from being a fiasco.
Sarah is a lifeless character, who doesn't connect with anyone and just sits in a corner staring at her knees. She's apparently supposed to be sensitive, but seems instead to feel nothing. Robert is a dead fish; Gregory descends into near-madness, and Terry is just a jerk. Feminist/lesbian banker Veronica is the most likable, vivid and well-written character in the book.
In the end the book has an unbalanced plot and characters as gray and forgettable as a dream and I found myself annoyed by the silly coincidences and meetings the characters fell into. I was expecting a plate of ravioli with meat sauce and instead I found some white rice.

TRADUZIONE

Il libro è incentrato sui disturbi del sonno di un gruppo di studenti: Sarah, una narcolettica che pensa che i suoi sogni siano la realtà. Gregory, il suo ragazzo, che ha delle pratiche sessuali perverse che coinvolgono i suoi occhi. Terry, uno snob cinematografico che un tempo aveva sogni idilliaci e che cerca il film d'autore “perfetto”.
Col passare del tempo, Sarah sente ancora una strana attrazione per Robert, anche se ora sta uscendo con la lesbica Veronica, Robert a sua volta, la sta disperatamente cercando. Le strane ossessioni cinematografiche di Terry alienano le persone intorno a lui, e Gregory è diventato un uomo ossessionato dall'idea di eliminare il sonno stesso.
Alcuni dei problemi del libro si trovano nella trama. Coe ricade su luoghi comuni indegni della sua scrittura, come la lettera infilata in un libro, qualcosa più degno del maestro dello shock Nicholas Sparks piuttosto che di uno scrittore del calibro di Coe. Per non parlare del metodo di Robert di riconciliare il suo amore per Sarah, che è sia inaspettato che, nel contesto, più che un po' stupido. Ci si sente “schiaffeggiati”, come se Coe stesse pensando: Come posso risolvere l'intera situazione con un ragazzo innamorato di una lesbica? Ah! Lo so!". Gran parte delle interazioni tra i personaggi, in ultima analisi, si basano su “psicoballe”, dove tutti loro (specialmente Sarah) sono separati. Alla fine, le argomentazioni non sono cosi' convincenti. E senza gli argomenti, le interazioni tra i personaggi non hanno senso. Quelle stesse “psicoballe” ri succhiano anche dal libro l’ arguzia, l’umorismo o la durezza. La scrittura è innegabilmente poetica e vivida, e la consueta delicatezza di Coe con parole, descrizioni e dialoghi evita che questo sia un fiasco.
Sarah è un personaggio senza vita, che non si mette in contatto con nessuno e si siede in un angolo a fissare le sue ginocchia. A quanto pare dovrebbe essere sensibile, ma sembra invece non sentire nulla. Robert è un pesce morto; Gregory arriva alla quasi pazzia, e Terry è solo un cretino. Il banchiere femminista/lesbica Veronica è il personaggio più simpatico, vivido e ben scritto del libro.
Alla fine il libro ha una trama sbilanciata e personaggi grigi e dimenticabili come un sogno e mi sono trovata infastidita dalle sciocche coincidenze e dagli incontri in cui cadono i personaggi. Mi aspettavo un piatto di ravioli al ragù ed invece ho trovato del riso in bianco.