La casa leggera.
by Erika Grazia Lombardo
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OcéanOcéan wrote a review
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Una breve premessa: i manuali di questo tipo sono a mio parere utili perché insegnano un metodo, ma poi ognuno deve trovare il suo, di metodo, adeguandolo alla propria personalità e al proprio stile, oltre che alle proprie abitudini culturali. Per questo sono convinta che leggere più testi di questo particolare genere, sebbene ci siano delle sovrapposizioni ovvie tra un'opera e un'altra, sia efficace nella costruzione del proprio "sistema" e nulla vieta di miscelare approcci diversi, se ci si trova a proprio agio e se li si valuta efficaci.

Il primo libro di Marie Kondo, per esempio, essendo stato scritto e pensato per un pubblico giapponese, era a mio avviso poco praticabile, in certi consigli, per un/a occidentale (banalmente, l'architettura e i mobili occidentali sono diversi rispetto a quelli nipponici tradizionali e quindi richiedono interventi in parte diversi), tanto è vero che nelle opere successive, più aperte ad altri Paesi, alcuni "spigoli" sono stati smussati.
L'autrice di "La casa leggera" invece è italiana e questo mi ha permesso di trovarmi più a mio agio per alcuni aspetti culturali (per esempio le norme di smaltimento dei medicinali, la scadenza di alimenti e cosmetici o il tempo di giacenza di documenti amministrativi o sanitari), per i consigli pratici relativi ai mobili o la suddivisione delle stanze, che rispecchia le nostre case e le nostre abitudini, e in generale per la formulazione del metodo.

Ecco quindi i punti particolarmente pregevoli in questo libro, che ho trovato bello, sistematico e completo, emersi anche dal confronto con il metodo di M. Kondo.

Il metodo - Parte 1: al contrario del metodo Konmari, che si basa sulla sistemazione di 4 macrocategorie di oggetti partendo dai vestiti (vestiti, appunto, libri, carte e komono = tutto il resto) a prescindere dal tempo impiegato per sistemarli e dalla stanza in cui gli oggetti si trovano, Erika Grazia Lombardo propone un metodo "a tempo" e per stanza e, solo successivamente, arriva la suddivisione per categorie in base agli oggetti di quell'ambiente. Quindi 31 giorni, 9 ambienti domestici (8 stanze + gli esterni), partendo dalla cucina, più giorni per ambiente, ossia uno per categoria di oggetti.
Una differenza di base tra i due metodi è quindi la diversa importanza data dalle due autrici agli oggetti: i vestiti e i metodi di piegatura occupano quasi tutto il sistema Konmari, che prevede, come detto, la suddivisione in solo quattro macrocategorie di oggetti, nel caso di E.G. Lombardo di vestiario si parla solo per il necessario, trattando questa categoria in modo equivalente alle altre, più numerose perché il criterio di suddivisione è la stanza e non la tipologia di oggetto.
Ho trovato l'approccio di E.G. Lombardo più agevole, più efficace e più in linea con la mia personalità rispetto al Konmari, perché in fondo non è molto diverso da quello che potrebbero averci tramandato le nostre mamme/zie/nonne.

Il metodo - Parte 2: gioia vs praticità. Marie Kondo fonda tutta la sua architettura di riordino sulla gioia, ossia: tieni solo quello che ti rende felice ed elimina il resto (e se non ti rende felice ma non puoi proprio eliminarlo cerca almeno di "fare amicizia" con l'oggetto in questione valutandone gli aspetti positivi). E.G. Lombardo, invece, mette in primo piano la praticità (senza peraltro rinunciare al senso di benessere e di piacere o all'affetto che un oggetto può darci): mi serve/non mi serve, lo uso spesso/poco/mai, funziona/è rotto ma riparabile/è irrimediabilmente rotto.
Lo trovo un sistema più efficace perché meno emotivo, meno introspettivo e più veloce: a volte abbiamo solo bisogno di fare un po' d'ordine o di rinnovare un ambiente già abitato, trovando soluzioni diverse da quelle che già abbiamo, o ci serve sistemare al meglio la casa nuova in cui andremo a vivere, magari per la prima volta se siamo studenti o giovani sposi o se abbiamo cambiato Paese, o ancora rendere più funzionale una casa non nostra e in cui gli interventi sono ridotti. Non sempre dobbiamo fare un viaggio dentro noi stessi (se poi succede, tanto meglio).

Prima di buttare...: a differenza di Marie Kondo (almeno nel libro d'esordio), che mette in prima posizione il buttare via tutto ciò che non serve, E.G. Lombardo ha un pensiero più sostenibile e nel suo metodo di riordino considera il bidone della spazzatura l'ultima spiaggia; per lei infatti è più importante che l'oggetto, sempre se integro e ancora utilizzabile, possa trovare nuova vita e servire ancora e suggerisce diverse soluzioni da applicare (regalare, donare a chi ne ha bisogno, vendere, riciclare recuperandolo per nuovi usi).

Pulizie, ecologia e ambiente: questa propensione alla sostenibilità la si trova anche in sezioni dedicate, che ho trovato particolarmente utili: una relativa a come e con quale frequenza pulire gli arredi e gli oggetti della stanza in questione, utilizzando detergenti ecologici (di cui viene data la ricetta e principalmente formati da acqua, bicarbonato, aceto e olii essenziali) e un'altra che consiglia come sostituire gli oggetti di plastica con equivalenti in materiali più rispettosi dell'ambiente come vetro, legno o bambù.

A casa mia: una sezione originale in cui l'autrice si apre e spiega come lei ha gestito nella sua casa la stanza di cui sta parlando nel relativo capitolo.

Arredo e illuminazione: non solo riordino dunque, ma anche consigli pratici di arredo, interior design e illuminazione completano il metodo.

Decluttering digitale: sezione imprescindibile ormai, che M. Kondo non aveva inserito nei suoi primi libri e che solo di recente ha trattato in un libro scritto in collaborazione con un altro autore ma specificamente orientato al riordino dell'ufficio (M. Kondo, S. Sonenshein, "Lavorare con gioia", Vallardi).

Riassumendo: lo consiglio? Sì, a chi piace il genere. Lo preferisco al metodo di M. Kondo? Sì, perché più affine a me e al mio sistema di gestione della casa, ma anche perché più pratico e ampio negli argomenti.