La casa sull’argine
by Daniela Raimondi
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La famiglia Casadio vive da sempre nel borgo di Stellata, all'incrocio tra Lombardia, Emilia e Veneto. Gente semplice, schietta, lavoratrice. Poi, all'inizio dell'Ottocento, qualcosa cambia per sempre: Giacomo Casadio s'innamora di Viollca Toska, una zingara, e la sposa. Da quel momento, i discenden... More

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stregapaolinastregapaolina wrote a review
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OdetteOdette wrote a review
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AdiburAdibur wrote a review
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Un giorno piovoso di novembre una carovana di zingari fa sosta a Stellata, piccolo borgo rurale in riva al Po. Da essa discende Viollka che riconosce l’amore nel burbero contadino Giacomo Casadio. Ha inizio così una stirpe di donne e uomini in cui alcuni dei nuovi nati erediteranno i tratti zingareschi di Viollka e saranno mori e con gli occhi scuri come il carbone. Questi avranno il fuoco nel cuore, la passione e l’intraprendenza nell’anima. Altri invece saranno biondi e con gli occhi chiari e saranno inguaribili sognatori, ma destinati a dover rinunciare ai loro sogni. Viollka, attraverso le sue arti divinatorie profetizza una terribile sciagura che si abbatterà prima o poi sulla famiglia e questo condizionerà nel bene e nel male tutti i discendenti. La storia della famiglia Casadio, che ha inizio alla fine dell’ 800 si dipana tra nascite, morti, eventi felici ed altri meno per più di cento anni intrecciando le proprie vicissitudini con quelle della storia d’Italia. Decisamente un bel romanzo anche se con qualche pecca che mi ha impedito di attribuirgli la quinta stellina. Mi sono piaciuti molto l’ambientazione, la scrittura scorrevole e disinvolta, l’intreccio assolutamente non banale, ma mi ha molto delusa la prima parte del romanzo che ho trovato molto affrettata e superficiale. I fatti scorrono via veloci come visti attraverso il finestrino di un treno in corsa. I personaggi, appena tratteggiati, entrano in scena per poche pagine e poi spariscono riemergendo qua e là nel corso del romanzo disorientando il lettore che a quel punto non ricorda più il loro ruolo nella storia e nella famiglia (per fortuna c’è l’albero genealogico in fondo al libro!). Questo non dà modo al lettore né di conoscerli, né di affezionarcisi. Poi però, fortunatamente, più o meno a un terzo dalla fine si assiste ad un deciso cambio di passo. La narrazione si fa più lenta e profonda, i personaggi emergono dalle pagine nella loro complessità assumendo uno spessore prima inesistente, la grande storia prende lo spazio di cui necessita per comprendere il complesso rapporto tra essa e gli uomini comuni. L’epilogo poi è struggente e commuovente. Mi è piaciuto molto anche la presenza di quel realismo magico quasi sudamericano che mi ha ricordato molto “La casa degli spiriti” di Isabel Allende. Molti dei personaggi sono in grado di fare sogni premonitori, di parlare con i morti e di prevedere il futuro e questo dà un tocco esotico, ma assolutamente non ingombrante a tutto il racconto. In definitiva, una buona lettura, assolutamente consigliata soprattutto a chi, come me, ama le saghe famigliari ben radicate nello spazio e nel tempo.