La città perduta
by Clive Cussler, Paul Kemprecos
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Kurt Austin è la nuova punta di diamante della NUMA. Insieme al fido Joe Zavala deve affrontare una serie di misteri apparentemente slegati tra loro che se non risolti in tempo, potrebbero causare una catastrofe planetaria. Quale rapporto c'è tra il corpo di un aviatore d'inizio secolo trovato conge... More

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bubbybubby wrote a review
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NikeNike wrote a review
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RobyBatRobyBat wrote a review
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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Adventurland - 18 mar 12
Stava lì in attesa, e si aspettavano momenti di calma per attaccare un polpettone da relax. Ci sono voluti sei mesi, ma ora serviva proprio un’avventurona, forse un po’ scontata, ma scorrevole e scacciapensieri. Non ripeto quanto già detto, che quando manca Dirk, la trama ne risente un po’. Anche perché il buon Austin cerca di fargli il verso (almeno al primo Dirk e sul lato conquiste femminili), ma anche se fascinoso e di buona resa, è ancora un po’ troppo farfallone. Si dimentica brasiliane ed affini, e qui si lascia trascinare dalla bella Labelle (e già un gioco di parole un po’ trito, ma non è mio…) in un’avventura che cerca sempre di trovare intenti nobili, ma … Ma lascia un po’ storti, non perché non sia leggibile, ma vuole fare qualche colpo “alto”, ma poi non gli regge la trama, e sul finale riecheggia un po’ il primo Indiana Jones. Lo sviluppo della trama segue i dettami classici imposti da Cussler col suo standard di avvio. Si comincia nel passato, anche se qui non troppo lontano che siamo solo nel 1914, ed assistiamo alla morte di un aviatore francese, abbattuto prima che riesca a raggiungere la Svizzera. Passiamo per un intermezzo dove assistiamo al rapimento di uno scienziato scozzese. E poi si entra nel vivo. Austin e Labelle stanno cercando tracce delle migrazioni di epoche antiche, essendo la signorina esperta di armi ed altro, ma di quelle di duemila e passa anni fa. E dove le cercano se non in un lago al confine tra Francia e Svizzera? Dove altri scienziati cercano di sfruttare i ghiacciai per trovare energie alternative. Già immaginate che gli scienziati trovano il corpo dell’aviatore, chiedono aiuto all’esperta, e da qui si innesca la “storiona”. Che è quella della famiglia Fauchard (mercanti d’armi, d’altra parte il nome è quello di un’arma bianca, derivata dalla falciatrice del grano). Una famiglia che (scopriremo alla fine) ha le sue radici nell’antica Creta dove fu tra le prime famiglie ad esercitare il commercio di armi. Commercio che prosegue per millenni, fino ai giorni nostri. Dove l’ultima discendente è una donna che (altro colpo di genio) si chiama Racine (radice). Imparentata con l’aviatore, che era uno del “ramo buono”, tanto che stava scappando per avvertire il Papa che i Fauchard stavano dando soldi agli irredentisti serbi perché uccidessero l’Arciduca austriaco a Sarajevo (capite che guazzabuglio sta tirando fuori la fucina Cussler?). Come se non bastasse, bazzicando tra supermilitari, i Fauchard da millenni cominciano a cercare formule di longevità, poi di immortalità. Per questo rapiscono lo scienziato di cui sopra. Ed in una sperduta isola (che tanto deve a quella del dr. Moreau), trovano sia la formula che, come sottoprodotto, ha la produzione di un’alga mutante che rischia di prosciugare gli Oceani. Qui entra in gioco la coppia dei coniugi Trout, altri esimi rappresentanti del mondo cussleriano, che cercano di debellare l’alga. Per fare questo però le loro ricerche si imbattono con quelle sulle armi. Austin sembra capire il busillis, allora Racine rapisce Labelle, e tutto si avvia ad un fantasmagorico finale nel castello avito dei Fauchard. Che se fosse in Transilvania, farebbe invidia a quello di Dracula. Ovviamente Austin e i suoi amici debellano i cattivi, che, quando sembra abbiano il longevo sopravvento, vengono messi fuori combattimento (definitivamente) da una specie di “warm” chimico messo in atto dal fu scienziato scozzese (che ben presto muore). Questa è la parte un po’ ad effettacci, che ci si poteva risparmiare. Dedicando magari qualche pagina in più alla lotta contro le alghe. Ma comunque, anche queste vengono debellate. Stavolta la bella non muore. La ritroveremo? Intanto, e purtroppo, anche qui, no troviamo il cammeo cussleriano che era sempre presente nelle avventure di Dirk. Chissà se lo ritroveremo… Insomma un onesto prodotto industriale, non eccelso, ma leggibile.
xxFraNxxxxFraNxx wrote a review
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Arruzza83Arruzza83 wrote a review
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