La colazione dei campioni
by Kurt Vonnegut
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SamueleSamuele wrote a review
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Vins PolitiVins Politi wrote a review
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Cinque stelle, mister Vonnegut
'La Colazione dei Campioni' racconta la storia delle traiettorie che conducono alla collisione esistenziale di due persone - un vecchio scrittore, Kilgore Trout, e un rivenditore automobilistico mentalmente instabile, Dwayne Hoover. C'è anche una terza persona, che riesce a essere, in un certo qual senso, l'artefice e lo spettatore di una simile collisione esistenziale, e che potrebbe come non potrebbe essere l'autore che ha effettivamente inventato le due persone di cui sopra, assieme a tutti gli altri personaggi del libro. Questa è la storia. Il romanzo, però, è molto di più.

'La Colazione dei Campioni' è un'enciclopedia tascabile della Letteratura Post-Modernista. Questo romanzo, infatti, contiene tutti gli elementi principali esplorati e manipolati nelle opere di scrittori come Thomas Pynchon, Don De Lillo, Martin Amis, David Foster Wallace e Italo Calvino. C'è la frammentazione alla ricerca dell'unità; c'è la meta-narrazione e l'iper-testualità; c'è la critica al consumismo, all'imperialismo e alla tecno-cultura, qui espressa attraverso la non troppo sottile critica al passato schiavista degli USA; ci sono personaggi bizzarri e iper-realistici in situazioni surreali e inter-connessi attraverso una rete di relazioni stravaganti, oscure, a volte persino occulte.

'La Colazione dei Campioni' è tutto ciò, e riesce a esserlo mantenendosi elegantemente e decentemente al di sotto delle 300 pagine. Inoltre, è un romanzo veramente ma veramente divertente da leggere. Ci sono momenti in cui l'umorismo nero esplode in frammenti di colore che fanno ridere di cuore.

Fino alla fine, stavo per dare solo 4 stelle a questo romanzo, perché sentivo che c'era solo una cosa che mancava in questo quadro ricco e complesso. Sentivo che, per quanto divertenti o tragici o ambigui fossero i personaggi di Vonnegut, non riuscivo a provare empatia nei loro riguardi. Questo è, dopotutto, il rischio che corre sempre buona parte della letteratura post-moderna. Spesso, i personaggi di, per esempio, DeLillo o Amis, rischiano di essere troppo freddi, impersonali, mono-dimensionali, mentre i loro autori sembrano più interessati a giocare con le loro invenzioni letterarie. (Fra parentesi, questa critica è spesso mossa anche nei confronti di Pynchon, che io adoro, anche se nel caso di Pynchon ritengo che i suoi personaggi richiedano semplicemente più tempo e più pazienza per essere apprezzati in tutta la loro complessità umana e sentimentale.) Tra l'altro, è anche comprensibile che una corrente letteraria che si pone come obiettivo quello di denunciare la 'robotizzazione' e la 'deumanizzazione' del mondo tenda a produrre (consapevolmente!) personaggi a cui è rimasto ben poco di umano. Avendo però letto le opere di molti altri post-modernisti, temevo che il signor Vonnegut mi stesse rifilando i 'soliti' personaggi freddi e artificiali, inconsapevoli della propria disperazione.

Ovviamente, mi sbagliavo. Il signor Vonnegut mi ha sorpreso e il finale di 'Colazione dei Campioni' è stato avvolgente e malinconico e sentimentale, e mi ha pure fatto commuovere un pochino.

Cinque stelle, mister Vonnegut! Cinque stelle!
IncorockIncorock wrote a review
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Jimmy The eXploderJimmy The eXploder wrote a review
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