La convivialità
by Ivan Illich
(*)(*)(*)(*)(*)(90)
Questo libro analizza la particolare relazione uomo-strumento che si è affermata nel contesto della società industriale.

Ajeje Brazov's Review

Ajeje BrazovAjeje Brazov wrote a review
38
(*)(*)(*)(*)(*)
Da un po' di tempo girovagando per la città, mi ritrovo a guardare più attentamente le automobili che tappezzano le strade, i marciapiedi e mi succede di analizzarle. il fatto è che senza farlo apposta ho realizzato che vedo tutte automobili nuove o comunque non così "vecchie". Perchè? La risposta è semplice, ormai gli "strumenti" che usiamo quotidianamente si "deteriorano" sempre più velocemente (obsolescenza programmata? :-P) e l'esempio delle automobili è palese, quanto inquietante. Mi ricordo al periodo della mia infanzia, ormai 30 anni or sono, il tappezzamento stradale dato dalle automobili parcheggiate o in transito c'era già, ma gli oggetti erano più vari, c'erano automobili molto più vecchie, antiche ecc... Quindi ci stiamo sempre più conformando alla suddetta obsolescenza?
L'esempio della automobile è un esempio, ma lo si può declinare a tutti gli altri (ormai sconfinati) "strumenti" della nostra vita.

Così arriviamo al saggio politico/sociale/ecologico che ho appena finito di leggere: "La convivialità". La convivialità c'è quando una società riesce (ci arriveremo mai?!) a eliminare i pregiudizi, la cattiveria, l'egoismo, insomma quando si arriverà ad instaurare una legame di relazioni sociali aperte alla gioia, al bene ed alla comodità altrui e proprie.
Ivan Illich in nemmeno 150 pagine ci racconta come la società odierna (nel caso del saggio, pubblicato nel 1973, di quegli anni, ma è declinabile tranquillamente anche alla nostra, di quasi 50 anni dopo, gli anni non li risente questo libro) è talmente narcotizzata e drogata dall'industrializzazione sfrenata, dove le libertà personali vengono meno e la creatività è sempre più messa a rischio dagli "strumenti" che l'industria ci propina e che noi consumiamo.

Libro fondamentale per chi come me vuol capire come funziona la "megamacchina" del potere costituito e vede nella convivialità e l'ecologia, il punto di partenza per una vita "nuova" e sana. Il sapere ed il conoscere sono indispensabili per potersi difendere dai soprusi.
Illich mi ha proprio sbalordito, scrittura a tratti anche complessa, ma sempre chiara ed aperta all'avvenire, non ha scritto un libro di regole da seguire, ma un saggio dove si analizza la società malata, sia nell'ambiente circostante che nell'anima degli individui che la abitano.
Un capolavoro, un libro che tutti dovrebbero leggere, per poi trarne le personali considerazioni/riflessioni!

L'industrializzazione moltiplica gli uomini e le cose. I sottoprivilegiati crescono di numero, mentre i privilegiati consumano sempre di più. Di conseguenza, tra i poveri aumenta la fame e tra i ricchi la paura. Guidato dal bisogno e dal sentimento d'impotenza, il povero reclama un'industrializzazione accelerata; spinto dalla paura e dal desiderio di proteggere il suo stare meglio, il ricco s'impegna in una difesa sempre più rabbiosa e rigida. Mentre il potere si polarizza, l'insoddisfazione di generalizza. La possibilità che pur ci è data di creare per tutti maggiore felicità con meno abbondanza, è relegata al punto cieco della visione sociale.
Ajeje BrazovAjeje Brazov wrote a review
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Da un po' di tempo girovagando per la città, mi ritrovo a guardare più attentamente le automobili che tappezzano le strade, i marciapiedi e mi succede di analizzarle. il fatto è che senza farlo apposta ho realizzato che vedo tutte automobili nuove o comunque non così "vecchie". Perchè? La risposta è semplice, ormai gli "strumenti" che usiamo quotidianamente si "deteriorano" sempre più velocemente (obsolescenza programmata? :-P) e l'esempio delle automobili è palese, quanto inquietante. Mi ricordo al periodo della mia infanzia, ormai 30 anni or sono, il tappezzamento stradale dato dalle automobili parcheggiate o in transito c'era già, ma gli oggetti erano più vari, c'erano automobili molto più vecchie, antiche ecc... Quindi ci stiamo sempre più conformando alla suddetta obsolescenza?
L'esempio della automobile è un esempio, ma lo si può declinare a tutti gli altri (ormai sconfinati) "strumenti" della nostra vita.

Così arriviamo al saggio politico/sociale/ecologico che ho appena finito di leggere: "La convivialità". La convivialità c'è quando una società riesce (ci arriveremo mai?!) a eliminare i pregiudizi, la cattiveria, l'egoismo, insomma quando si arriverà ad instaurare una legame di relazioni sociali aperte alla gioia, al bene ed alla comodità altrui e proprie.
Ivan Illich in nemmeno 150 pagine ci racconta come la società odierna (nel caso del saggio, pubblicato nel 1973, di quegli anni, ma è declinabile tranquillamente anche alla nostra, di quasi 50 anni dopo, gli anni non li risente questo libro) è talmente narcotizzata e drogata dall'industrializzazione sfrenata, dove le libertà personali vengono meno e la creatività è sempre più messa a rischio dagli "strumenti" che l'industria ci propina e che noi consumiamo.

Libro fondamentale per chi come me vuol capire come funziona la "megamacchina" del potere costituito e vede nella convivialità e l'ecologia, il punto di partenza per una vita "nuova" e sana. Il sapere ed il conoscere sono indispensabili per potersi difendere dai soprusi.
Illich mi ha proprio sbalordito, scrittura a tratti anche complessa, ma sempre chiara ed aperta all'avvenire, non ha scritto un libro di regole da seguire, ma un saggio dove si analizza la società malata, sia nell'ambiente circostante che nell'anima degli individui che la abitano.
Un capolavoro, un libro che tutti dovrebbero leggere, per poi trarne le personali considerazioni/riflessioni!

L'industrializzazione moltiplica gli uomini e le cose. I sottoprivilegiati crescono di numero, mentre i privilegiati consumano sempre di più. Di conseguenza, tra i poveri aumenta la fame e tra i ricchi la paura. Guidato dal bisogno e dal sentimento d'impotenza, il povero reclama un'industrializzazione accelerata; spinto dalla paura e dal desiderio di proteggere il suo stare meglio, il ricco s'impegna in una difesa sempre più rabbiosa e rigida. Mentre il potere si polarizza, l'insoddisfazione di generalizza. La possibilità che pur ci è data di creare per tutti maggiore felicità con meno abbondanza, è relegata al punto cieco della visione sociale.

Comments

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Calzante l'esempio che hai scelto...mi sembra che ci spingano occultamente a trovare la felicità nell'uniformarci!
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Calzante l'esempio che hai scelto...mi sembra che ci spingano occultamente a trovare la felicità nell'uniformarci!
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Del celebre autore lessi, parecchio tempo fa, un libro "Descolarizzare la società" (?), A pensarci, mi pare un'idea di tipo molto 'teorico' , astratto e utopistico.
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Del celebre autore lessi, parecchio tempo fa, un libro "Descolarizzare la società" (?), A pensarci, mi pare un'idea di tipo molto 'teorico' , astratto e utopistico.
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@Emilio: leggerò di sicuro altro dell'autore...
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@Emilio: leggerò di sicuro altro dell'autore...