La convivialità
by Ivan Illich
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In questo libro Illich sostiene che lo strumento industriale ha oggi superatoin molti casi quella soglia critica oltre la quale diviene controproduttivo;si allontana cioè da quegli scopi per cui era stato progettato e generaimpotenza. Per esempio, la diffusione dei mezzi di trasporto riduce lavelocità media degli spostamenti; l'iperproduttività produce crisi economiche.L'alternativa a questo stato delle cose è rappresentata da quella che Illichchiama società conviviale". Lo strumento conviviale permette un controllopersonale e diretto, genera efficienza senza ridurre l'autonomia, non crearapporti di dipendenza ed estende il raggio d'azione individuale.

Johnny Appleseed's Review

Johnny AppleseedJohnny Appleseed wrote a review
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Libro-manifesto, piccolo classico della contestazione, programma politico; come definire diversamente "La convivialità" di Illich? Innanzitutto dicendo che è stato scritto nel 1973 e che il testo è invecchiato malissimo. Ci sono dei passi che con il senso del poi sono esilaranti come l'apprezzamento per la rivoluzione culturale di Mao che spingeva verso il progetto della convivialità. E' bene partire proprio da qui, da Mao; che cosa attirava tanto Illich? Probabilmente la critica radicale agli "specialisti", siano essi dottori, ingegneri, ecc...Come è noto il tentativo di Mao è stato fallimentare e forse la colpa è dovuta proprio al fatto che, con buona pace di Illich, un dottore e un'infermiera non sono figure interscambiabili proprio in virtù del sapere specialistico che l'autore tanto disprezza. Forse quella lezione dovrebbe far riflettere chi ancora apprezza proprio questo aspetto del filosofo.
In Illlich domina una particolare forma di rousseuanesimo (se così posso esprimermi); la civiltà (tecnologica) è il Male; essa porta nuove malattie che allo stato di natura (vedi quello tradizionale) non c'erano dando vita a figure inutili quali i medici, crea la necessità del moto veloce quando in realtà è meglio andare lentamente, ecc...
Sopratutto crea la scuola; qui l'atteggiamento di Illich è letteralmente nevrotico. L'odio per l'istituzione scolastica è francamente insensato e motivato forse dalle radici di un certo cattolicesimo malsano che vede nella scuola (laica ovviamente) un male senza redenzione. Tutti ricorderanno il suo "Descolarizzare la società" che a me era parso uno dei peggiori testi immaginabili da un pensatore per altro notevole.
Che rimane allora di Ivan Illich? Direi molti stimoli, oscure intuizioni, la forza di una critica radicale che si potrà non condividere ma che è bene conoscere. Bisogna però avere una buona dose di anticorpi filosofici prima di affrontarlo, un po' come succede con un Nietzsche.
Johnny AppleseedJohnny Appleseed wrote a review
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Libro-manifesto, piccolo classico della contestazione, programma politico; come definire diversamente "La convivialità" di Illich? Innanzitutto dicendo che è stato scritto nel 1973 e che il testo è invecchiato malissimo. Ci sono dei passi che con il senso del poi sono esilaranti come l'apprezzamento per la rivoluzione culturale di Mao che spingeva verso il progetto della convivialità. E' bene partire proprio da qui, da Mao; che cosa attirava tanto Illich? Probabilmente la critica radicale agli "specialisti", siano essi dottori, ingegneri, ecc...Come è noto il tentativo di Mao è stato fallimentare e forse la colpa è dovuta proprio al fatto che, con buona pace di Illich, un dottore e un'infermiera non sono figure interscambiabili proprio in virtù del sapere specialistico che l'autore tanto disprezza. Forse quella lezione dovrebbe far riflettere chi ancora apprezza proprio questo aspetto del filosofo.
In Illlich domina una particolare forma di rousseuanesimo (se così posso esprimermi); la civiltà (tecnologica) è il Male; essa porta nuove malattie che allo stato di natura (vedi quello tradizionale) non c'erano dando vita a figure inutili quali i medici, crea la necessità del moto veloce quando in realtà è meglio andare lentamente, ecc...
Sopratutto crea la scuola; qui l'atteggiamento di Illich è letteralmente nevrotico. L'odio per l'istituzione scolastica è francamente insensato e motivato forse dalle radici di un certo cattolicesimo malsano che vede nella scuola (laica ovviamente) un male senza redenzione. Tutti ricorderanno il suo "Descolarizzare la società" che a me era parso uno dei peggiori testi immaginabili da un pensatore per altro notevole.
Che rimane allora di Ivan Illich? Direi molti stimoli, oscure intuizioni, la forza di una critica radicale che si potrà non condividere ma che è bene conoscere. Bisogna però avere una buona dose di anticorpi filosofici prima di affrontarlo, un po' come succede con un Nietzsche.