La danza della morte
by Douglas Preston, Lincoln Child
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New Orleans: sotto l'effetto di un veleno esotico un professore, colto da unattacco di follia autolesionistica, si toglie la vita davanti agli studenti.New York: un pittore, con un cappio attorno al collo, precipita da unafinestra. Che cosa lega i due casi? Entrambe le vittime erano amici diPenderga... More

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Adam13Adam13 wrote a review
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PatmoonPatmoon wrote a review
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Engash-KrulEngash-Krul wrote a review
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Preston e Child si riconfermano, per l'ennesima volta, ottimo scrittori d'intrattenimento. Questo "La Danza della Morte" (secondo capitolo di una sottotrama conosciuta dai fan come trilogia di Diogenes) dimostra una volta in più, se mai ce ne fosse bisogno, che i due romanzieri americani volano una spanna sopra a tanti autori di best-seller più o meno noti.
La trama, come sempre, è intricata e piena di svolte e colpi di scena. I personaggi, soprattutto quelli che i lettori hanno già imparato a conoscere ed apprezzare nei precedenti romanzi scritti dalla coppia, sono come sempre vividi e tridimensionali. Seppur, in alcuni casi, magari un po' stereotipati, risultano immediatamente simpatici e ci si trova, volenti o nolenti, a parteggiare per loro.
In questo nuovo capitolo delle avventure dell'agente speciale Pendergast, inoltre, facciamo finalmente la conoscenza, faccia a faccia, di suo Diogenes. Figura ammantata di mistero, sorta di entità malefica che aleggiava di sottofondo già da un paio di volumi, il fratello di Aloysius fa qui la sua entrata in scena. E si tratta di un'apparizione trionfale.
Buona parte del libro è basato su una sorta di scontro di menti, il bene contro il male, in un elaborato intreccio di mosse e contromosse tra due cervelli geniali.
Naturalmente la prima regola è accordare una buona dose di sospensione dell'incredulità, dopo di ché, però, ci si può buttare a capofitto nella lettura. Preston e Child non vinceranno mai il Nobel per la letteratura, né passeranno alla storia come gli scrittori più venduti o più letti della storia. I loro libri non hanno velleità d'artista, ma solo quello di esser l'opera di onesti mestieranti. Ciononostante, i libri dell'agente speciale Pendergast (e questo in particolare), sono in grado di riservare qualche ora di una più che piacevole compagnia, unita a dell'intrattenimento di qualità. E scusate se è poco.
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Meglio del primo
Può anche darsi che la premiata coppia d’autori P&C abbia a disposizione una macchina del tempo, sia venuta da queste parti, nell’agosto del 2012, abbia girovagato per aNobii e dopo aver letto le esclamazioni di orrore per un Pendergast Superman, poi sia tornata indietro di 6 anni a rivedere la seconda puntata della trilogia di Diogenes. Che è meglio della prima, anche se rimangono le tre stelline perché quattro le si danno soltanto ai libri belli belli belli, giusto? E questo è un romanzo piacevole, come gli altri, più del precedente, ma ecco, quattro stelline non gliela fo, a dargliele.
Detto questo, e rilevato che il titolo poteva andar bene per un’altra decina di storie, talmente è vago, qui Pendergast ritorna alle sue dimensioni più vicine alla Terra. Si vede che Diogenes gli fa l’effetto della kryptonite, e così il nostro super investigatore diventa soltanto (soltanto?) qualcuno che riesce ad aprire qualunque serratura (ma, alleluia, qui se la cava anche con qualche bel colpo di pistola, dove nel romanzo precedente si tirava fuori dalle orecchie o da altro orifizio grimaldelli e scassa porte di ogni genere), che capisce tutto prima degli altri, che si traveste in modo tale che vi consiglio di guardare bene vostra nonna, stasera, si sa mai, e così via.
Però, appunto, inciampa, e fa inciampare gli altri, compreso il buon D’Agosta che ne combina di ogni, per Pendergast (vi dico soltanto che viaggia a cento all’ora su una sottiiiile lastra di ghiaccio in fase di rottura); compresi i dipendenti del Museo (sì, si gira ancora intorno al Museo, come in Relic e in Reliquary); compresi i compagni (amici-nemici) dell’FBI.
Ogni tanto, inciampa anche in un morto, e nel misterioso Diogenes (che chi ha letto il libro precedente sa chi è, e qui lo scopre subito). Romanzo, anche questo con un cliffhanger grande così, che mi costringe a salutare e a immergermi nei consueti 34 gradi per vedere come va a finire il terzo (e ultimo) di questa serie.
CatsCats wrote a review
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PapareddaPaparedda wrote a review
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