La distruzione di Kreshev
by Isaac Bashevis Singer
(*)(*)(*)(*)( )(119)

All Reviews

15 + 5 in other languages
Simone PetralliSimone Petralli wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
sandrasandra wrote a review
822
(*)(*)(*)(*)( )
Un racconto che non avrebbe potuto essere scritto che da uno scrittore ebreo. Una storia di peccato, di pentimento e punizione, di bene e di male, il tutto miscelato con la tipica ironia yiddish, un poco malinconica, con un retrogusto di amarezza, che è il segno distintivo degli scrittori ebrei –e che mi piace molto-.
Kreshev è un piccolissimo villaggio polacco, in cui v’è sempre stato poco da fare per Satana, è difficilissimo che qualcuno vi pecchi sul serio, solo piccolezze. Per questo egli non vi si reca spesso, né Dio padre, d’altra parte, se ne interessa molto. “Cani abbaiano alla luna, galli cantano, ranocchie gracidano, le stelle in cielo guardano dall’alto e ammiccano, e Dio stesso si appisola tra le nubi. L’Onnipotente è vecchio; non è una cosa da nulla vivere in eterno”.
In questo sfondo ecco che la storia si movimenta, il tema è classico, i personaggi (ricca famiglia ebrea) sono quattro: il marito, la moglie, l’amante di lei e il suocero di lui. Il peccato commesso: l’adulterio. E qui si apre una riflessione: chi è il peccatore? La moglie adultera e l’amante, il bel cocchiere Mendel, certo. Ed il marito voyeur che ha convinto la donna, con continue lusinghe e seduttive fantasie sessuali costantemente ripetute, a provare un rapporto nuovo con l’altro, più bello e aitante di lui? Per la comunità ebraica non vi sono dubbi. Gli stessi protagonisti del fatto accettano senza discutere la sentenza dei sacerdoti, la legge ebraica non può essere messa in discussione.
La fine drammatica del racconto può riassumersi con le sagge parole dell’anziano padre dell’adultera, ebreo timorato di Dio, che sono espressione del solido senso religioso ebraico : “L’uomo ha l’obbligo di essere grato, sia per il bene che per il male”.