La falce dei cieli
by Ursula K. Le Guin
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George Orr ha paura di sognare. Perché si è reso conto che i suoi sogni cambiano la realtà, nel bene o nel male, in modo radicale e talvolta persino violento. Angosciato da questo suo oscuro potere e incapace di dominarlo, tenta addirittura il suicidio e viene così affidato in «terapia volontaria» al dottor Haber, uno psicanalista ambizioso e sicuro di sé. Inizialmente scettico, il medico si convince ben presto che le straordinarie facoltà del suo paziente possano davvero innescare cambiamenti di enorme portata, cambiamenti di cui il mondo – devastato dall'effetto serra, sovrappopolato, preso d'assedio dalle malattie – ha più che mai bisogno. E dopo aver convinto George che l'unica terapia efficace consiste nell'usare i suoi sogni, anziché sfuggirli, Haber cerca di appunto di plasmare la realtà con quei sogni. Ma il suo delirio di onnipotenza rischia di condurre alla rovina globale…

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"La fantasticheria, che sta al ragionamento come la nebulosa sta alla stella, confina col sonno, che ne è la frontiera. Un'atmosfera abitata da trasparenze vive: questo potrebbe essere l'inizio dell'ignoto. Ma al di là di esso si spalanca, immenso, il Possibile, abitato da altri esseri, da altre realtà. Niente di sovrannaturale, ma soltanto la continuazione nascosta della natura infinita. Il sonno è il contatto con questo Possibile, che noi chiamiamo anche l'inverosimile. Il mondo della notte è un intero universo. La notte è un cosmo... Le nere essenze del mondo sconosciuto si avvicinano all'uomo, o perché esiste una vera comunicazione, o per una riduzione prospettica della larghezza dell'abisso... e il dormiente, non del tutto inconscio intravede quelle animalità bizzarre, quelle straordinarie vegetazioni, quei pallori terribili o sorridenti, quelle larve, quelle mosche, quelle figure, quelle idre, quelle confusioni, quei chiarori lunari senza luna, quelle oscure dissolvenze del prodigio, quelle crescite e quelle sparizioni entro un'atmosfera scura e torbida, quel fluttuare di forme nelle tenebre: tutto quel mistero, insomma, che noi chiamiamo Sogno, che non è altro se non l'avvicinarsi di una realtà invisibile. Il sogno è l'acquario della Notte".
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"La fantasticheria, che sta al ragionamento come la nebulosa sta alla stella, confina col sonno, che ne è la frontiera. Un'atmosfera abitata da trasparenze vive: questo potrebbe essere l'inizio dell'ignoto. Ma al di là di esso si spalanca, immenso, il Possibile, abitato da altri esseri, da altre realtà. More
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Una delle più belle frasi in assoluto in cui mi sono imbattuta. E' di Victor Hugo, tratto da "Les Travailleurs de la mer".
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Una delle più belle frasi in assoluto in cui mi sono imbattuta. E' di Victor Hugo, tratto da "Les Travailleurs de la mer".