La famiglia Sappington
by Lois Lowry
(*)(*)(*)(*)( )(84)
La famiglia più stravagante e cattiva dopo gli Addams, in un divertentissimo romanzo di una grande scrittrice per ragazzi!

I genitori dei quattro scatenati fratelli Sappington si dimenticano spesso di avere dei figli e si irritano molto quando qualcuno glielo ricorda. Si irritano talmente che, ispirati dalla favola di Hansel e Gretel, escogitano un piano per liberarsi di loro, vendendo la casa di famiglia mentre sono in viaggio. Ma non sanno che proprio il loro viaggio è il piano architettato dai figli per liberarsi dei genitori...
Un romanzo irriverente, gotico, immensamente comico da cui è difficile staccarsi per via delle imprevedibili avventure di questa stramba famiglia e dei suoi ancor più eccentrici componenti. Ci sarà un finale consolatorio ma, come è bene aspettarsi... sarà un po’ fuori dagli schemi. La famiglia Sappington conferma Lois Lowry come una delle grandi scrittrici contemporanee per bambini e ragazzi.
Alla fine del romanzo, imperdibili: un divertente glossario dei termini più bislacchi presenti nel romanzo e una irresistibile bibliografia dei più grandi classici della letteratura mondiale per ragazzi, con protagonisti pietosi orfani, parenti irascibili, benefattori magnanimi, che si scovano all’interno della storia sotto forma di gustosissime citazioni.
Con 22 illustrazioni b/n. Traduzione di Pico Floridi. Età: + 10 anni.

All Reviews

21 + 2 in other languages
steam engeniussteam engenius wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Spoiler Alert
www.scaffalivirtuali.altervista.org
Ho scoperto l'esistenza di questo libro 12 anni dopo la sua pubblicazione e, soprattutto, dopo che l'editoria italiana avesse cambiato il cognome della famiglia che dà il titolo al volume. Solite incomprensibili scelte editoriali a cui comunque non riesco mai ad abituarmi. Di questa autrice avevo letto e per certi versi amato la serie del donatore, distopia pura, e l'idea di un libro per ragazzi non mi aveva entusiasmato molto, ma ho voluto comunque provare. Del resto il tempo che ho a disposizione è poco e devo scegliere bene le letture con cui impiegarlo. I Sappington sono una famiglia con madre, padre e 4 figli, tra cui una coppia di gemelli. I genitori vogliono liberarsi dei figli e viceversa. L'autrice parla di "famiglia d'altri tempi", senza ben specificare cosa intenda, ma effettivamente sono molti i riferimenti a storie narrate in passato, da cui si evince che questa famiglia è piuttosto singolare nell'epoca in cui vive. Coprotagonista, se così si può dire, è un'altra famiglia della stessa città, in cui è rimasto solo il padre (perché, a quanto pare, la moglie e il figlio sono rimasti sotto una valanga), un uomo ricchissimo ma depresso, che vive nell'abbandono più totale. É un'opera sul "trovarsi" e sul "ritrovarsi", in cui i sentimenti trionfano sulle ragioni, e le avversità sono vissute con risolutezza. Una storia che punisce senza enfatizzare le punizioni e, invece, scorre liscia verso un inevitabile lieto fine. Piacevole, simpatico e scritto bene, ma certamente senza l'ambizione di diventare un'opera d'arte contemporanea.
Primaepiangipane2016 Primaepiangipane2016 wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
DedeDede wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
LauraTLauraT wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
01
(*)(*)(*)(*)( )
Sara BookloverSara Booklover wrote a review
03
(*)(*)(*)( )( )
Un romanzo malvagiamente scritto e ignominiosamente illustrato dall'autrice
I Sappington sono una famiglia molto particolare, i cui membri sono diabolicamente malvagi e irritantemente indifferenti. Ma attenzione, il tipo di malvagità è appunto umoristica, un tipo di umorismo nero, se così si può definire. Non verranno infatti a mancare scenette grottesche e surreali, battute al vetriolo, condite da sarcasmo, con vari rimandi atti a sdrammatizzare i luoghi comuni della letteratura classica. Già, perché la famiglia Sappington, come amano loro stessi ricordare svariate volte, è una famiglia d'altri tempi, che vive quindi in un contesto simil-vittoriano, con la loro casa alta e stretta, tate che si prendono cura di bambini dai genitori assenti, e benefattori che accolgono orfanelli, proprio come nella migliore tradizione dickensiana.
Ritengo che sia una lettura leggera e simpatica, non proprio eccelsa per quanto riguarda la trama, che risulta un po' troppo semplice e prevedibile. Il target di lettura è infatti intorno ai 12 anni, però, visti i numerosi rimandi alla tradizione classica, gli adulti troveranno quei passaggi maggiormente godibili e divertenti, mentre i ragazzi apprezzeranno certamente di più la storia in generale. Le battute ironiche in alcuni punti strappano più di un sorriso e come stile di scrittura direi si può accostare ad autori come Lemony Snicket (Una serie di sfortunati eventi) e Philip Ardagh (la trilogia di Eddy Dickens), anche se non sono riuscita a trovare la loro stessa genialità.
00
(*)(*)(*)( )( )