La figlia ideale
by Almudena Grandes
(*)(*)(*)(*)(*)(100)

Lilli Luini's Review

Lilli LuiniLilli Luini wrote a review
05
(*)(*)(*)(*)(*)
Straordinario
Almudena Grandes è nella mia top five di autori preferiti. Dato che io non sono mai riuscita a essere una fan a prescindere, la posizione se l’è guadagnata non deludendomi praticamente mai. Questo suo ultimo libro conferma in pieno la sua bravura. Romanzo dopo romanzo, in questo suo progetto dal titolo “Episodi di una guerra interminabile” apre una finestra sulla Storia di Spagna, sul silenzio in cui ha vissuto un intero popolo per quasi quarant’anni, chiuso da muri che all’Europa non interessava scavalcare, schiacciato da una dittatura saldamente appoggiata sulle spalle della Chiesa Cattolica. In questo libro siamo negli anni 50, quando ormai ogni illusione è svanita. La Grandes – come spiega nella sua nota finale, che invito a leggere perché è altrettanto coinvolgente del romanzo – si basa su una storia vera, quella di Aurora Rodriguez Carballeira. Difficile spiegarla qui in due righe, perché questa donna è molte cose, tutte estreme, dalle più positive (era intelligentissima) alle peggiori. Nella Spagna insanguinata dalla guerra civile uccise la figlia, una ragazza prodigio, con la motivazione che non le era venuta bene, e dato che lei l’aveva fatta, si riteneva in diritto di distruggerla. Venne ricoverata in un manicomio femminile e proprio questo luogo è lo scenario del romanzo. Dove si incontrano vite vissute con fatica, soprattutto quella delle donne, schiacciate più che mai nel ruolo che il fasciocattolicesimo ha loro attribuito, un ruolo che non prevede diritti. E quella dei medici, il cui tentativo di curare le pazienti, o almeno di alleviare le loro sofferenze, finisce per scontrarsi con la psichiatria nazionale franchista, un’aberrazione che prescinde da ogni progresso scientifico. Le voci narranti sono tre: quella di German Velasquez Martin, psichiatra, che rientra nel suo paese dopo quindici anni di esilio in Svizzera, dove il padre -perseguitato dal regime – lo ha mandato a studiare prima di finire in carcere. Poi abbiamo Maria, nipote del giardiniere del manicomio, lì vissuta sempre, che ha un rapporto speciale con Donna Aurora. Infine, quella della stessa Aurora, in gran parte basata sui documenti trovati nella sta stanza dopo la morte, e salvati da un medico del manicomio che li ha poi pubblicati decenni dopo.
Mi fermo qui. Sono molti gli spunti per scrivere di un libro del genere, non è possibile elencare o riassumere un romanzo di tale portata. Assolutamente da non perdere.
Lilli LuiniLilli Luini wrote a review
05
(*)(*)(*)(*)(*)
Straordinario
Almudena Grandes è nella mia top five di autori preferiti. Dato che io non sono mai riuscita a essere una fan a prescindere, la posizione se l’è guadagnata non deludendomi praticamente mai. Questo suo ultimo libro conferma in pieno la sua bravura. Romanzo dopo romanzo, in questo suo progetto dal titolo “Episodi di una guerra interminabile” apre una finestra sulla Storia di Spagna, sul silenzio in cui ha vissuto un intero popolo per quasi quarant’anni, chiuso da muri che all’Europa non interessava scavalcare, schiacciato da una dittatura saldamente appoggiata sulle spalle della Chiesa Cattolica. In questo libro siamo negli anni 50, quando ormai ogni illusione è svanita. La Grandes – come spiega nella sua nota finale, che invito a leggere perché è altrettanto coinvolgente del romanzo – si basa su una storia vera, quella di Aurora Rodriguez Carballeira. Difficile spiegarla qui in due righe, perché questa donna è molte cose, tutte estreme, dalle più positive (era intelligentissima) alle peggiori. Nella Spagna insanguinata dalla guerra civile uccise la figlia, una ragazza prodigio, con la motivazione che non le era venuta bene, e dato che lei l’aveva fatta, si riteneva in diritto di distruggerla. Venne ricoverata in un manicomio femminile e proprio questo luogo è lo scenario del romanzo. Dove si incontrano vite vissute con fatica, soprattutto quella delle donne, schiacciate più che mai nel ruolo che il fasciocattolicesimo ha loro attribuito, un ruolo che non prevede diritti. E quella dei medici, il cui tentativo di curare le pazienti, o almeno di alleviare le loro sofferenze, finisce per scontrarsi con la psichiatria nazionale franchista, un’aberrazione che prescinde da ogni progresso scientifico. Le voci narranti sono tre: quella di German Velasquez Martin, psichiatra, che rientra nel suo paese dopo quindici anni di esilio in Svizzera, dove il padre -perseguitato dal regime – lo ha mandato a studiare prima di finire in carcere. Poi abbiamo Maria, nipote del giardiniere del manicomio, lì vissuta sempre, che ha un rapporto speciale con Donna Aurora. Infine, quella della stessa Aurora, in gran parte basata sui documenti trovati nella sta stanza dopo la morte, e salvati da un medico del manicomio che li ha poi pubblicati decenni dopo.
Mi fermo qui. Sono molti gli spunti per scrivere di un libro del genere, non è possibile elencare o riassumere un romanzo di tale portata. Assolutamente da non perdere.