La figlia unica
by Guadalupe Nettel
(*)(*)(*)(*)( )(235)
Laura e Alina si sono conosciute a Parigi quando avevano vent’anni. Ora sono tornate in Messico. Laura ha affittato un piccolo appartamento e sta finendo la tesi di dottorato mentre Alina ha incontrato Aurelio ed è rimasta incinta. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando un’ecografia rivela che la bambina ha una malformazione e probabilmente non sopravvivrà al parto. Inizia così per Alina e Aurelio un doloroso e inatteso processo di accettazione. Non sanno ancora che quella bambina riserva loro delle sorprese. È Laura a narrarci i dilemmi della coppia, mentre anche lei riflette sulle incomprensibili logiche dell’amore e sulle strategie che inventiamo per superare le delusioni. E infine c’è Doris, vicina di casa di Laura, madre sola di un figlio adorabile ma impossibile da gestire.

All Reviews

35
EttoreEttore wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
MorenaMorena wrote a review
00
La maternità come prisma di contraddizioni
Guadalupe Nettel è considerata una delle autrici sudamericane più interessanti del panorama contemporaneo: La figlia unica è un romanzo scritto in prima persona nel quale la protagonista, Laura, racconta il suo complesso rapporto con la maternità, che ha sempre rifiutato al punto da intervenire chirurgicamente sul suo corpo molto presto. La sua drastica scelta prende maggiore rilievo, nel romanzo, dal confronto con quella antitetica dell’amica Alina, incinta di una bambina gravemente menomata al cervello, Inés, e con la presenza di un giovanissimo dirimpettaio, Nicolàs, violento e ribelle al cospetto della madre, dolce e remissivo con lei. La rappresentazione della maternità in La figlia unica è prismatica: ne costituiscono altre facce esemplari la madre di Laura, nei confronti della quale la protagonista manifesta un atteggiamento ambivalente e una coppia di piccioni alle prese con un caso di parassitismo di cova che la giovane osserva a lungo. Il dialogo tra Laura e Mónica, esperta nel comportamento degli uccelli, evidenzia come in questa inusuale condotta si riassumano le contraddizioni irrisolvibili calamitate dalla maternità:
 
Le ho detto che, per me, la cosa più sconcertante era vedere che quelle femmine avvertivano l’impulso biologico di riprodursi e al tempo stesso una necessità altrettanto forte di sottrarsi alle fatiche dell’allevamento. […]
«Io sono più intrigata dagli uccelli che subiscono il parassitismo. Fatico a credere che non si accorgano di niente. Secondo me sanno che quelli non sono i loro piccoli, ma li curano e li assistono lo stesso. Penso che a un certo punto tutte noi madri ci rendiamo conto di questa cosa: abbiamo i figli che abbiamo, non quelli che immaginavamo o quelli che ci sarebbe piaciuto avere, ed è con loro che dobbiamo fare i conti» […] «…a volte i figli arrivano senza averli pianificati» ha proseguito Mónica «come se qualcuno depositasse un uovo nel nostro nido» (p. 182)
Irma DragoIrma Drago wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )