La leggenda dello scriba
by Shmuel Yosef Agnon
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Quando, nel 1918, Scholem lesse la traduzione tedesca della Leggenda dello scriba a Walter Benjamin, questi rimase «profondamente colpito» dalla qualità visionaria di un autore che quelle pagine gli davano modo di scoprire, ma il cui nome sarebbe tornato spesso nelle lettere all'amico degli anni successivi - allorché Agnon si andò affermando come il maggiore e il più fecondo narratore di lingua ebraica. In questo volume il lettore troverà riuniti alcuni dei racconti più celebri di Agnon; e, come accadde a Benjamin, non potrà che rimanere incantato da queste narrazioni, che assumono a volte il tono della fiaba, a volte l'andamento formulare della scrittura biblica. E che gli faranno scoprire alcuni di quei personaggi che entrano prepotentemente nell'immaginario - uno per tutti, il piccolo rabbi Gadiel: così piccolo che suo padre se lo porta alla preghiera del mattino nella tasca del vestito; così piccolo da poter rimanere chiuso senza gravi conseguenze nelle pagine dei sacri libri della Torà; così piccolo da essere ingoiato da un goy malvagio e da sopravvivere nel suo stomaco come Giona nel ventre della balena, per poi essere risputato fuori al momento opportuno, e poter discolpare il padre ingiustamente accusato di omicidio rituale, salvando così dallo sterminio l'intera comunità. Agnon domina un mondo di storie tanto ricco «che non basterebbero» scrive «trenta risme di carta» per raccontarle tutte, ma le riduce all'essenziale - e, con la sua prosa soavemente ironica, intessuta di sottili reminiscenze talmudiche, fa sorgere sotto i nostri occhi un mondo quasi magico, in cui si muovono straccioni e santi, spose malinconiche e cabbalisti, ma anche una capra capace di condurci nel Giardino dell'Eden.

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dashielldashiell wrote a review
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RiaRia wrote a review
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BezuchovBezuchov wrote a review
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«Qualcuno potrebbe ribattere che alcuni saggi dell’antichità scrissero parte dei loro libri in arabo. Il caso di quegli antichi maestri però è diverso, perché i loro contemporanei erano stanchi dell’esilio, lontani dalla luce del Messia, e per questo essi scrissero loro lettere di consolazione nell’idioma d’uso comune, così come si calma un bambino parlandogli in una lingua a lui comprensibile. La lingua d’Ismaele inoltre è un caso particolare perché a lui fu data in pegno la terra d’Israel. E perché la terra d’Israel fu affidata a Ismaele? Perché ebbe il merito di toglierla di mano a Edom. Essa rimarrà in suo possesso fino a che tutti gli esuli si riuniranno, allora la restituirà loro».



S. Y. AGNON, Il senso dell’odorato, in AGNON, La leggenda dello scriba e altri racconti, Milano, 2009 [ignoro la data della prima edizione originale; posso dire, traendo la notizia dal risvolto di copertina di questa edizione italiana, che la prima traduzione tedesca è del 1918], p. 125.


Queste poche parole, scritte prima del 1918—occorre sottolinearlo—ci rivelano quanto il problema della convivenza tra i popoli nel nostro Vicino Oriente sia molto più complesso di quanto possa apparire, ancor più difficile da capire senza coglierne le implicazioni culturali e storiche, e dunque, profonde. Presa così come l'ho esposta, questa mia considerazione degrada in una giuliva ovvietà, ma se rileggo quelle poche righe che ho sopra riportato, sempre più mi sento disarmato, privo di quei necessari strumenti che la critica storica e l'analisi culturale normalmente ci forniscono per capire i fenomeni che ci circondano. Che significa, per le coscienze coinvolte dalla dolorosa e sanguinosa vicenda palestinese, quello che Agnon propone come tranquilla condivisa—sottolineo: condivisa— verità? Qual è la fonte da cui scaturisce questa rappresentazione delle cose? Come poteva un autore del Novecento appartenente alla diaspora dell'Europa orientale dare questa rappresentazione? era davvero una verità? era condivisa? Qual è l'opinione di un figlio di Ismaele dinanzi ad una tale rappresentazione? La quale in sé non ha necessariamente un esito bellicoso, ma può prefigurare una coesistenza tra popoli su una medesima terra. Quanti e quali tradimenti d'indole culturale sono stati e continuano ad essere consumati da una parte e dall'altra?

Quanto a Edom e al tradimento che i discendenti della stirpe di Esaù, vale a dire gli Edomiti consumarono ai danni di Israele alleandosi con Nabuccodosor e concorrendo alla distruzione di Gerusalemme e allo sterminio degli Ebrei, v.
it.wikipedia.org/wiki/Idumei

MaridoMarido wrote a review
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